Siracusa, da via Malta alla Ztl, multe annullate e debiti. De Simone: “Rimuovere le cause”
Multe contestate, ricorsi accolti e spese che finiscono a carico del Comune. È un meccanismo che, secondo il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia Damiano De Simone, rischia di alimentare continuamente nuovi debiti fuori bilancio se l’amministrazione non interviene sulle cause che generano il contenzioso.
Al centro della questione ci sono anche le sanzioni elevate per gli accessi alla Ztl di Ortigia e per il transito nella corsia preferenziale di via Malta. Numerosi verbali sono stati annullati a seguito dei ricorsi degli automobilisti, con conseguenze economiche che, quando comportano obbligazioni non già contabilizzate, possono tradursi in debiti fuori bilancio da sottoporre al Consiglio comunale.
Un esempio concreto arriva dalla corsia preferenziale di via Malta. Il 16 dicembre 2024 l’Ufficio Contenzioso della Polizia municipale aveva trasmesso al settore Mobilità e Trasporti una nota con cui chiedeva, con urgenza, un’integrazione della segnaletica verticale. La richiesta nasceva dai primi scritti difensivi presentati contro i verbali per il transito nella corsia riservata e da un accertamento effettuato sul posto. Nella comunicazione si evidenziava la necessità di evitare ulteriori contenziosi derivanti da carenze della segnaletica.
L’ufficio chiedeva, in particolare, di integrare le indicazioni relative all’obbligo di comunicare entro 48 ore il transito da parte di determinate categorie di soggetti autorizzabili, tra cui persone con disabilità, NCC e taxi fuori Comune. La richiesta riguardava piazzale Marconi, via Somalia, via Messina e via Senatore Maielli. A distanza di circa un anno e mezzo, il 21 maggio 2026, è arrivata una sentenza del Giudice di Pace di Siracusa che ha annullato un verbale per il transito nella corsia riservata di via Malta. Nel procedimento, l’automobilista aveva contestato, attraverso il proprio legale, anche le dimensioni dei cartelli e dei caratteri utilizzati per indicare le prescrizioni stradali.
Il Comune aveva difeso la regolarità della segnaletica, sostenendo che i cartelli fossero visibili, conformi alla normativa e ripetuti lungo il percorso. Il giudice ha però rilevato che l’amministrazione non aveva fornito prova del rispetto delle prescrizioni regolamentari relative alle dimensioni dei segnali, alla grandezza dei caratteri e alla distanza necessaria per leggerli. La sentenza ha quindi accolto il ricorso, annullato la multa e condannato il Comune al pagamento delle spese processuali. Il problema non è quanto l’amministrazione deve pagare (173 euro, oltre a 43 euro di contributo unificato e agli ulteriori accessori indicati nel provvedimento), quanto la mancata chiarezza delle indicazioni stradali che ha portato al conseguente contenzioso nonostante i preavvisi.
Per De Simone il problema ha quindi due facce: da un lato la carenza di personale negli uffici comunali, dall’altro la mancata soluzione di criticità che continuano a produrre ricorsi: “I debiti fuori bilancio molto spesso derivano da errori, anche umani, che poi si traducono in problemi tecnici e, quando i contribuenti presentano ricorso e ottengono ragione, diventano costi per il Comune”.
De Simone individua una responsabilità politica nella gestione degli organici. A suo giudizio, il personale comunale, numericamente insufficiente rispetto alla mole di attività da svolgere, si trova a gestire un carico di lavoro che aumenta anche il rischio di errori: “La responsabilità è dell’amministrazione politica che non investe sul potenziamento del personale. Oggi poche unità devono farsi carico di un numero enorme di mansioni. È chiaro che una distribuzione diversa del lavoro, con più personale, consentirebbe anche una maggiore attenzione alle singole pratiche”.
Ma il punto sul quale il capogruppo di Forza Italia insiste maggiormente riguarda il ripetersi degli stessi problemi, e proprio per comprendere quanto queste situazioni incidano sulle casse comunali che De Simone ha chiesto un approfondimento in V commissione consiliare: “Ci sono criticità che, invece di essere risolte, continuano a generare debiti fuori bilancio. Penso ai ricorsi contro le multe del Codice della strada: i cittadini ottengono ragione, ma le cause che hanno determinato quelle contestazioni non vengono rimosse – conclude – Ho chiesto recentemente di fare una fotografia dello stato attuale e delle ragioni per cui si generano debiti fuori bilancio legati alle questioni del Codice della strada. Sto ancora aspettando questa benedetta relazione – afferma De Simone, secondo cui l’obiettivo è ricostruire le cause dei ricorsi accolti, individuare le criticità ricorrenti e capire quali interventi siano necessari per evitare che gli stessi problemi producano ulteriori spese. Se non andiamo a rimuovere il problema alla base, siamo noi stessi a generare nuovi debiti fuori bilancio, per indolenza o negligenza”.
Per conoscere l’effettiva dimensione economica del fenomeno occorrerà però attendere i dati richiesti da De Simone: numero dei ricorsi, esiti, motivazioni degli annullamenti e somme complessivamente poste a carico dell’ente. Per poi individuare gli errori, correggere le criticità e mettere gli uffici nelle condizioni di lavorare. Bene.
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