Sissi e le altre: Merano si racconta attraverso le donne che hanno fatto la sua storia

La più famosa è certamente lei, Sissi, l’imperatrice Elisabetta d’Austria, che amava soggiornare qui.
Ma le figure femminili che hanno animato Merano in vari periodi storici (e che ancora lo fanno: le donne guidano infatti diverse posizioni chiave nelle istituzioni e nell’imprenditoria cittadine) sono tante. E allora si può costruire un itinerario alla scoperta della località altoatesina seguendone le orme.
Di certo, il personaggio più celebre legato a Merano è appunto Sissi. La sovrana soggiornò qui in alcune occasioni, contribuendo a far conoscere la città come rinomata stazione climatica internazionale. La sua presenza segnò l’inizio della fama di Merano come luogo di cura e villeggiatura per l’aristocrazia europea. A lei è dedicata una statua nell’omonimo parco in centro e un sentiero che conduce fra residenze, castelli e ville liberty che conduce ai Giardini di Castel Trauttamnsdorff.
A ben guardare, il legame tra Merano e l’universo femminile ha radici davvero profonde. Già tra Ottocento e Novecento, la città era un punto di riferimento per donne straordinarie provenienti da tutto il mondo.
Nel 1886 la pianista e compositrice Clara Schumann arrivò a Merano insieme alle figlie. Nel 1903 la soprano viennese Emma von Teleky si esibì in un concerto di beneficenza per i più bisognosi. Negli anni precedenti alla Prima guerra mondiale, il Kurhaus accolse artiste di fama internazionale come la celebre soprano italiana Gemma Bellincioni (1911), le statunitensi Fay Maude (1912) e Marcella Craft (1913) e la cantante da camera tedesca Hermine Bosetti. Nel cimitero di Merano riposano inoltre la compositrice Natal’ja Pravosudovic (1899-1998) e Maria Usova (1868-1901), fra le prime donne medico dell’epoca.
Tra le figure più emblematiche spicca anche Clara Schreiber: scrittrice, giornalista di viaggio e pioniera dei diritti delle donne. Arrivata a Merano nel 1880 con il marito Josef e le figlie Adele, Lili e Ida, negli anni Novanta la famiglia gestì l’istituto terapeutico Hygiea, specializzato in cure per reumatismi e disturbi nervosi e gastrici. Dal 1886 Clara scrisse recensioni e consigli letterari per gli ospiti della città. Ma fu soprattutto la sua voce coraggiosa a lasciare il segno: nel 1890, durante una conferenza al Kurhaus, sfidò apertamente le “cattive idee” sul lavoro femminile, sostenendo il diritto delle donne a esercitare anche la professione medica. Le critiche furono immediate e feroci, ma Clara non si lasciò intimidire. Fiera, determinata e moderna, concluse il suo intervento invitando il pubblico a diffondere nel mondo l’idea dell’emancipazione femminile. Fra l’altro, il suo libro “Kaiserin Elisabeth von Meran” (L’imperatrice Elisabetta di Merano), scritto in collaborazione con Albert Ellmenreich, esce puntualmente in occasione dell’inaugurazione del monumento in marmo dedicato alla sovrana anticonformista nel luglio 1903.
Merano vanta, fra l’altro, uno dei pochi musei europei dedicati interamente alla storia e alle esperienze femminili. Attraverso abiti, accessori, oggetti della vita quotidiana e documenti storici, il Museo delle Donne racconta l’evoluzione del ruolo femminile negli ultimi due secoli.
Fondato nel 1988 da Evelyn Ortner, ha sede nell’ex convento delle Clarisse in centro città. Oltre alla mostra permanente, organizza esposizioni temporanee, eventi culturali e attività educative dedicate ai temi della parità, della memoria e dell’identità di genere.
Il percorso espositivo invita a riflettere sugli ideali di bellezza, sul lavoro femminile e sui cambiamenti sociali che hanno segnato la condizione delle donne nel tempo. È quindi un luogo che unisce storia, cultura e attualità, offrendo uno sguardo originale sulla società attraverso il punto di vista delle donne.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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