Snam accelera su gas e rigassificazione, e quasi un miliardo di investimenti nel primo trimestre

Maggio 13, 2026 - 14:48
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Snam accelera su gas e rigassificazione, e quasi un miliardo di investimenti nel primo trimestre

In un contesto energetico ancora segnato da volatilità geopolitica, tensioni sulle forniture e mercati instabili, Snam archivia il primo trimestre del 2026 con risultati in crescita e investimenti in forte aumento. Il gruppo guidato da Agostino Scornajenchi conferma così la traiettoria prevista dal piano industriale, puntando soprattutto sulla sicurezza energetica italiana e sul rafforzamento delle infrastrutture del gas.

Nei primi tre mesi dell’anno Snam ha registrato ricavi per 999 milioni di euro, in aumento del tre per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, che diventano +8,8 per cento escludendo alcune componenti straordinarie legate al deflatore. L’EBITDA sale a 775 milioni di euro (+9,3 per cento al netto degli effetti one-off), mentre l’utile netto adjusted si attesta a 375 milioni.

A colpire è soprattutto il ritmo degli investimenti: 991 milioni di euro nel solo primo trimestre, quasi il triplo rispetto ai 361 milioni dello stesso periodo del 2025. Le risorse sono state concentrate in particolare sulle infrastrutture gas, sulla rigassificazione e sul biometano. Il 56 per cento degli investimenti risulta allineato ai Sustainable Development Goals e il 19% alla Tassonomia europea.

«In un contesto globale altamente volatile, abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, pienamente in linea con la guidance annuale», ha dichiarato l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi. Il manager ha sottolineato anche il lavoro svolto sugli stoccaggi: «Abbiamo continuato a rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia, mirando a garantire almeno il novanta per cento dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi tramite le ultime aste».

Proprio sul fronte dello stoccaggio arrivano infatti alcuni dei dati più rilevanti. A fine aprile il livello di riempimento degli stoccaggi italiani ha raggiunto il cinquanta per cento, mentre attraverso le ultime aste è già stato centrato l’obiettivo del novanta per cento fissato per il prossimo inverno. La capacità complessiva di stoccaggio gestita dal gruppo è pari a 18,1 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa.

Nel trimestre sono inoltre aumentati i volumi di gas immessi nella rete nazionale di trasporto, saliti del 7,2 per cento rispetto al 2025, mentre la domanda nazionale di gas è rimasta sostanzialmente stabile (+0,5 per cento).

Cresce anche il peso strategico del GNL. I volumi rigassificati dagli asset integralmente consolidati di Snam – Piombino, Panigaglia, Ravenna e, da marzo, Livorno – hanno raggiunto 2,34 miliardi di metri cubi, più del doppio rispetto al primo trimestre 2025. Un incremento legato soprattutto all’entrata a regime della FSRU di Ravenna e al consolidamento di OLT Offshore LNG Toscana, di cui Snam ha acquisito il cento per cento del capitale.

Sul fronte finanziario, l’indebitamento netto sale a 18,5 miliardi di euro, principalmente per effetto degli investimenti, dell’acquisizione di OLT e del pagamento dell’acconto dividendo. Snam conferma comunque gli obiettivi per il 2026: EBITDA adjusted atteso intorno ai 3,1 miliardi di euro, utile netto oltre 1,45 miliardi e investimenti complessivi per 2,8 miliardi.

Nel frattempo arrivano anche segnali positivi dalle agenzie di rating. Ad aprile Moody’s ha migliorato il rating del gruppo a Baa1 con outlook stabile, mentre Standard & Poor’s ha confermato il rating A- migliorando l’outlook da negativo a stabile.

A rafforzare il quadro arriva anche il miglioramento dell’outlook da parte di Standard & Poor’s, che ha confermato il rating di Snam ad “A-” portando però l’outlook da negativo a stabile. Secondo l’agenzia, il nuovo piano industriale al 2030 — da 13,7 miliardi di euro — permetterà al gruppo di rafforzare ulteriormente gli asset regolati legati a trasporto gas, stoccaggio e GNL, sostenendo la crescita della base regolatoria fino a circa 34,5 miliardi di euro entro fine decennio.

Nel report, S&P sottolinea inoltre come circa il novanta per cento degli investimenti previsti sarà concentrato su attività considerate “credit supportive”, cioè in grado di generare ricavi regolati stabili e prevedibili nel tempo. Tra i progetti chiave vengono citati la Linea Adriatica, il potenziamento degli stoccaggi, gli investimenti sul GNL e le iniziative legate alla transizione energetica, tra cui il polo CCS di Ravenna e l’Italian Hydrogen Backbone.

Secondo l’agenzia americana, i risultati del 2025 hanno già mostrato una crescita «strutturalmente resiliente» dell’EBITDA grazie all’espansione delle infrastrutture gas, all’aumento della RAB e al contributo dei nuovi terminali di rigassificazione.

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