Giuli è sempre più isolato dentro Fratelli d’Italia

Al Ministero della Cultura c’è un clima di grande tensione. Il licenziamento di due figure chiave dello staff del ministro Alessandro Giuli – Emanuele Merlino ed Elena Proietti – ha aperto uno scontro interno a Fratelli d’Italia che ora coinvolge direttamente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Secondo la ricostruzione di la Repubblica, la premier avrebbe convocato Giuli a Palazzo Chigi per un faccia a faccia durato circa un’ora dopo la revoca degli incarichi ai due collaboratori. Ufficialmente, il colloquio sarebbe servito a «ribadire la piena sintonia all’interno dell’azione di governo», ma nel partito viene descritto come «una strigliata», con toni molto duri. Repubblica parla di un ministro ormai considerato politicamente isolato.
Sempre Repubblica, in un articolo di Tommaso Ciriaco e Giovanna Vitale, racconta che alla base dello strappo ci sarebbe anche un duro confronto avvenuto nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri. Durante una discussione sul piano casa e sui poteri delle soprintendenze, Meloni avrebbe accusato Giuli di «prosopopea», ricevendo come replica un gelido: «Ti stai rivolgendo a me?». Un episodio che, secondo il quotidiano, avrebbe incrinato definitivamente il rapporto fiduciario.
La vicenda si intreccia poi con il caso di Emanuele Merlino, figura molto vicina a Fazzolari. Sempre secondo Repubblica, Palazzo Chigi starebbe già lavorando per garantirgli un nuovo incarico di peso, anche per lanciare un segnale politico interno: «Chi sta con Palazzo Chigi non sarà lasciato indietro».
A ricostruire il contesto più ampio è Pagella Politica, che parla di un ministero «dove sta andando tutto storto». Il sito ricorda che i licenziamenti arrivano dopo mesi complicati per il dicastero, segnati dalle polemiche sul documentario dedicato a Giulio Regeni escluso dai finanziamenti pubblici, dalle tensioni sulla Biennale di Venezia e dalle precedenti dimissioni dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Proprio il caso Regeni avrebbe contribuito alla rottura con Merlino. Giuli aveva definito «inaccettabile» il mancato finanziamento del documentario e parlato della necessità di «mettere ordine» nel ministero, accusando implicitamente parte della struttura tecnica di «opacità o imperizia».
Nel frattempo, le opposizioni attaccano parlando di «guerra fratricida» dentro il governo, mentre Fratelli d’Italia prova a minimizzare. Ma dietro le note ufficiali concilianti, il caso Cultura sembra ormai trasformato nell’ennesimo fronte di tensione interno alla maggioranza.
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