Strage di Viareggio, Moretti si è costituito in carcere dopo la condanna definitiva: “Sentenza è precedente pericoloso”

26 Giugno 2026 - 13:10
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Mauro Moretti è in carcere. L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rfi si è costituito nella serata di giovedì dopo la decisione della Cassazione che ha reso definitiva la condanna a 5 anni per il manager per la strage di Viareggio. Giovedì i giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte, ieri hanno rigettato i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter che aveva confermato la condanna a 5 anni di reclusione per Moretti e le sentenze per altri 10 imputati tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato nella stazione di Viareggio.

Un disastro che la sera del 29 giugno 2009 provocò la morte di 32 persone bruciate vive dall’esplosione causata dalla fuoriuscita di Gpl dal vagone di un treno merci deragliato a poche centinaia di metri di distanza dalla stazione. Il Gpl fuoriuscito da uno dei carri cisterna trasportati dal treno merci causò un incendio e l’esplosione di tre palazzine adiacenti alla stazione. Il processo per la strage di Viareggio era già arrivato in Cassazione nel 2024 ma i giudici avevano disposto un ulteriore passaggio in Corte di Appello per rideterminare alcune pene e applicare le attenuanti generiche.

Il Corriere della Sera ha raccolto lo sfogo di Moretti, 73 anni a ottobre, prima dell’ingresso in carcere. “Quattro anni di condanna sono il termine oltre il quale si va in carcere e, guarda caso, i quattro anni sono stati inflitti anche a me”, spiega Moretti. Il riferimento è a Vincenzo Soprano, ex amministratore delegato di Trenitalia, che si è costituito nel carcere romano di Rebibbia a Roma nel 2024 per scontare la sua condanna definitiva a quattro anni e due mesi. Secondo Moretti inoltre un reato colposo in genere viene data la riduzione di un terzo della pena, cosa che non è valsa per lui lui, pur rinunciando alle prescrizioni. Un gesto che avrebbe dovuto essere considerato: “Invece no. La Procura ha chiesto di lasciare tutto così”, le parole di Moretti.

Per l’ex AD di Ferrovie “questa sentenza pone un precedente pericolosissimo circa la responsabilità dei manager”. Da giovedì sera per lui si sono aperte le porte della detenzione: “Vado anche se ho 72 anni. E senza accampare scuse di salute, perché ho la schiena dritta e la testa alta, come si sa. Vado, e spero che non sia per troppo tempo”.

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