Svizzera, ombre sulle adozioni internazionali: emergono accuse di test medici su bambini adottati
Una nuova inchiesta del settimanale svizzero Beobachter ha riportato alla luce una vicenda che coinvolge centinaia di bambini arrivati in Svizzera attraverso il programma di adozioni internazionali promosso tra gli anni Sessanta e Settanta da Terre des Hommes Losanna. Al centro della storia ci sono persone come Béatrice Aubert, Anne d’Angelo e Ilona Wyrsch, che ancora oggi non conoscono molti dettagli delle proprie origini e di quanto accaduto dopo il loro arrivo nel Paese.
Le tre donne, provenienti rispettivamente dalla Corea del Sud e dall’India, sostengono di essere state private di informazioni fondamentali sulla propria identità. «Sono arrabbiata. Non siamo state salvate: è stato traffico di esseri umani», ha dichiarato Béatrice Aubert. Ancora più dura Anne d’Angelo: «I miei genitori mi hanno comprata». Le loro testimonianze hanno contribuito a riaccendere l’attenzione su un sistema che avrebbe coinvolto quasi 2.000 minori.
Le quarantene ospedaliere e i documenti scomparsi
Secondo quanto emerso dall’indagine, molti bambini adottati furono sottoposti a periodi di quarantena obbligatoria in ospedali svizzeri subito dopo il loro arrivo, indipendentemente dalle loro condizioni di salute. Documenti conservati negli archivi del Canton Vaud confermerebbero una pratica diffusa in diverse strutture sanitarie che collaboravano con l’organizzazione.
Tuttavia, gran parte delle cartelle cliniche dell’epoca risulta oggi irreperibile. Molti ospedali hanno dichiarato di non conservare più la documentazione, mentre altri sostengono di non sapere dove siano finiti gli archivi storici. Questa mancanza di documenti rende particolarmente difficile ricostruire con precisione gli esami e i trattamenti effettuati sui minori.
I dubbi sui test medici e il ruolo dei responsabili
Le accuse più gravi riguardano presunti test medici e farmacologici ai quali alcuni bambini sarebbero stati sottoposti durante il periodo di ricovero. Uno studio pubblicato nel 2024 ha riportato il caso di una bambina indiana che, nel giro di pochi giorni, venne sottoposta a diversi esami clinici, inclusi prelievi utilizzati successivamente per ricerche sulla resistenza agli antibiotici.
L’inchiesta cita inoltre il ruolo di Edmond Kaiser, fondatore di Terre des Hommes, considerato l’ideatore delle quarantene ospedaliere. Viene menzionato anche il cardiochirurgo Charles Hahn, che operò migliaia di bambini adottati e pubblicò studi basati sui dati raccolti durante gli interventi. Alcuni decessi registrati alla fine degli anni Settanta hanno alimentato ulteriori interrogativi mai del tutto chiariti.
Oggi restano molte domande senza risposta: cosa accadeva realmente durante i ricoveri? Perché tante cartelle cliniche sono scomparse? E quale fu l’effettiva portata delle pratiche mediche condotte sui minori? Terre des Hommes Losanna ha riconosciuto la necessità di approfondire la vicenda, ma al momento non ha fornito risposte definitive sulle accuse emerse dall’inchiesta.
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