Svolta Electrolux, la linea del governo paga: ritirati i licenziamenti, al via il nuovo piano. Persino la Fiom-Cgil approva

05 Ottobre 2026 - 22:25
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Svolta Electrolux, la linea del governo paga: ritirati i licenziamenti, al via il nuovo piano. Persino la Fiom-Cgil approva

Electrolux, il governo spunta un altro successo dall’agenda delle emergenze

Ritiro dei licenziamenti unilaterali e re-industrializzazione per Cerreto d’Esi. È quanto prevederebbe il nuovo piano presentato da Electrolux durante il tavolo al Mimit, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti presenti all’incontro. A partire dal ritiro dei licenziamenti unilaterali. Un’incentivazione all’uscita volontaria che riguarderebbe fino a 600 impiegati e 650 operai in 3 anni. Progetto di re-industrializzazione e riqualificazione del personale per Cerreto d’Esi, con il supporto delle istituzioni e delle parti sociali, mediante la creazione di un tavolo di lavoro. E 90 milioni di euro di investimenti.ù

Electrolux, Urso: «Pronti a sostenere il nuovo piano»

Una prospettiva che apre a risanamento e salvaguardia dei livelli occupazionali, su cui il ministro Urso ha posto l’accento: «Siamo pronti a sostenere il nuovo piano di rilancio, con tutti gli strumenti, anche straordinari, che metteremo in campo con la prossima legge di bilancio – avrebbe detto Urso e riferisce Adnkronos –. Dobbiamo salvaguardare tutti gli stabilimenti Electrolux in Italia, compreso quello di Cerreto d’Esi, tutelando i livelli occupazionali. Non ci devono essere licenziamenti né decisioni unilaterali».

«La multinazionale dell’elettrodomestico ha annunciato il ritiro formale dei licenziamenti unilaterali»

Tradotto in sintesi: un’altra spunta cruciale sull’agenda di governo e un risultato positivo incassato dai lavoratori: un passaggio cruciale e una svolta attesa segnano la complessa vertenza Electrolux che si aggiorna nel segno del dialogo e della prospettiva. Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso, del ministro Luca Ciriani, delle parti sociali e delle istituzioni locali, la multinazionale dell’elettrodomestico ha annunciato il ritiro formale dei licenziamenti unilaterali. Viene così superata l’ipotesi iniziale che prevedeva oltre 1.700 esuberi e il drammatico rischio di ridimensionamento del patrimonio industriale italiano.

Electrolux, al tavolo ministeriale un un clima di confronto costruttivo

L’azione decisa del governo Meloni ha consentito di ristabilire un clima di confronto costruttivo. L’esecutivo ha ribadito l’obiettivo strategico di tutelare integralmente i livelli occupazionali e la continuità di tutti i poli produttivi nazionali, confermando la volontà di sostenere la ripartenza del settore anche attraverso le risorse della prossima legge di bilancio e la sinergia in sede europea.

Un radicale cambio di marcia

E allora, il nuovo piano dell’azienda analizzato oggi segna un radicale cambio di marcia. La gestione delle eccedenze avverrà unicamente attraverso un piano triennale di uscite volontarie e incentivate per un massimo di 1.250 lavoratori tra impiegati e operai. Sul piatto figurano inoltre 90 milioni di euro di investimenti complessivi con il traguardo di tre milioni di pezzi prodotti in Italia entro il 2029, accompagnati da ammortizzatori sociali straordinari per scortare la fase di transizione.

Non solo. Particolare attenzione è riservata ai singoli territori. Per lo stabilimento di Cerreto d’Esi viene avviato un progetto di re-industrializzazione e riqualificazione senza interrompere le attività. Mentre per Porcia si punta alla centralità produttiva e al consolidamento delle prospettive industriali. Pertanto, a partire dal ministro Urso, le considerazioni non possono che riferirsi a soddisfazione e ottimismo.

Electrolux, Urso: «Nuovo piano entro ottobre, prossimo tavolo il 29/10 al Mimit»

«Dobbiamo lavorare insieme con tutti gli attori, per definire in pochi giorni il nuovo piano sostenibile e condivisibile. Dobbiamo farlo entro il mese di ottobre. Per questo programmiamo sin d’ora la data del 29 ottobre per un nuovo incontro così da consentire al management europeo dell’azienda di preservare gli stabilimenti e i lavoratori italiani dalla riorganizzazione globale del gruppo, che dovrebbe essere varata nella prima parte di novembre”. È quanto avrebbe dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al tavolo Electrolux in corso al Mimit.

Non solo. I rappresentanti delle istituzioni, a partire da Ciriani e dal presidente della commissione Lavoro Rizzetto, hanno evidenziato la portata del risultato raggiunto, che allontana l’incubo di un disastro sociale per i territori coinvolti.

Ciriani: l’azienda ritira un piano inaccettabile. Aperta una nuova fase

«Nel corso del tavolo di oggi è stato registrato un notevole passo in avanti sulla vicenda Electrolux – ha dichiarato Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento alla luce di quanto emerso al tavolo su Electrolux a cui ha preso parte oggi al Mimit –. Grazie al lavoro del governo come prima cosa l’azienda ha ritirato il piano che prevedeva più di 1700 licenziamenti e in prospettiva un rischio altissimo di delocalizzazione o ancora peggio di vendita degli stabilimenti, compreso quello di Porcia».

E ancora. «Questo per noi era inaccettabile perché configurava un disastro sociale», ha proseguito il ministro. Aggiungendo: «Il nuovo piano, che per il momento accogliamo con favore, invece si incentra su uscite volontarie e incentivate da realizzare in tre anni. Il mio impegno personale, come quello del governo, è mantenere Porcia centrale nelle prospettive di Electrolux. Il prossimo obiettivo è chiudere l’accordo con l’azienda entro la fine di ottobre. L’attenzione resta comunque altissima per tutelare al meglio i lavoratori e la prospettiva industriale del bianco».

Electrolux, Rizzetto: bene Urso, e da azienda segnale positivo

Mentre Rizzetto rileva: «Quanto emerso oggi dal tavolo Electolux svoltosi questa mattina al Mimit, rappresenta un segnale positivo. L’azienda ha infatti superato il piano iniziale, che avrebbe prodotto ricadute occupazionali e industriali inaccettabili per oltre 1700 lavoratori. La nuova proposta, basata su uscite incentivate esclusivamente su base volontaria da realizzare in tre anni, segna un cambio di passo. E crea le condizioni per proseguire il confronto su basi diverse.  Salvaguardando occupazione e continuità produttiva. Ringrazio il governo, e il primo luogo il ministro Urso, che ha posto con chiarezza un principio irrinunciabile: tutelare i livelli occupazionali e scongiurare qualsiasi ipotesi di chiusura degli stabilimenti. Ora rimane alta l’attenzione, su tutti i siti produttivi a cominciare da quello di Porcia. Sarò sempre al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici».

Anche i sindacati, da Ugl a Fiom-Cgil, approvano

Infine, da parte loro, le sigle sindacali – da Ugl Metalmeccanici a Fiom-Cgil – prendono atto positivamente dell’azzeramento dei licenziamenti coatti e dell’avvio della trattativa, pur richiamando l’esigenza di verificare la distribuzione dettagliata degli investimenti e dei volumi produttivi nei singoli siti. Ma intanto la tabella di marcia è serrata: il Mimit ha già fissato il prossimo incontro per il 29 ottobre. L’obiettivo finale è definire l’intesa prima dell’avvio della riorganizzazione globale del gruppo. Blindando la produzione e la qualità del lavoro in Italia.

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