Tragedia di Catanzaro, la bambina è stata dimessa dal Gaslini: “Potrà condurre una vita normale”

03 Agosto 2026 - 18:50
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Tragedia di Catanzaro, la bambina è stata dimessa dal Gaslini: “Potrà condurre una vita normale”
intervento chirurgico sala operatoria gaslini

Genova. È stata dimessa dall’ospedale Gaslini la bambina di sei anni unica sopravvissuta nella tragedia di Catanzaro avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 aprile, quando la madre si lanciò nel vuoto dal terzo piano dopo aver lasciato cadere i suoi tre figli. Da questa drammatica vicenda nasce una nuova collaborazione tra l’istituto pediatrico genovese e l’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, un nuovo atto della convenzione che porterà i medici ancora più a stretto contatto dopo la vicinanza già messa a frutto per salvare la piccola.

L’annuncio è stato dato oggi in una conferenza stampa convocata dalla Regione Liguria. La bambina è ufficialmente fuori pericolo e non presenta danni neurologici né deficit motori. Il percorso clinico è stato estremamente complesso e si è concluso con un delicato intervento cardiochirurgico di ricostruzione dell’aorta: oggi il flusso è stato completamente ripristinato e il polmone sinistro è tornato nuovamente ad espandersi. Ora inizierà un percorso di fisioterapia protetta, sempre al Gaslini.

Arrivata in condizioni gravissime, salvata grazie al lavoro di 60 professionisti

La bambina presentava contemporaneamente una gravissima lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, importanti contusioni polmonari e un trauma cranico. Il trasferimento della bambina da Catanzaro a Genova era stato realizzato in condizioni di massima sicurezza grazie al lavoro congiunto delle terapie intensive dei due ospedali e a un volo sanitario dell’Aeronautica militare con un velivolo attrezzato.

Il percorso di cura della bambina ha coinvolto oltre 60 professionisti tra medici, infermieri e operatori sanitari di Catanzaro e di Genova. La stabilizzazione iniziale della paziente da parte dei professionisti dell’Aou Dulbecco ha consentito di affrontare la fase più delicata del percorso: la pianificazione e l’esecuzione del trasferimento verso Genova, resa possibile dal costante confronto tra le équipe dei due ospedali e dalla continuità assistenziale garantita durante tutte le fasi del trasporto. Giunta al Gaslini, la bambina è stata presa in carico da un’équipe multidisciplinare che ha proseguito il monitoraggio e la gestione del complesso quadro clinico fino a quando, nella notte del 30 aprile, il peggioramento della lesione traumatica dell’aorta toracica ha reso necessario il complesso intervento.

“Ci siamo trovati di fronte a una delle lesioni traumatiche più gravi che possano interessare l’aorta, con una mortalità superiore all’80% già al momento del trauma e, anche tra i pazienti che sopravvivono alla fase iniziale, il rischio di complicanze potenzialmente fatali resta molto elevato – spiega Guido Michielon, direttore della cardiochirurgica dell’istituto Gaslini -. Nel caso di questa bambina, l’aorta era completamente separata per un tratto di circa 4 centimetri e la continuità del vaso era garantita soltanto dallo strato più esterno della sua parete. Il trattamento iniziale con uno stent è stato fondamentale per consentirne il trasferimento in sicurezza al Gaslini, ma la successiva evoluzione del quadro clinico ha reso necessario un intervento cardiochirurgico d’urgenza“.

L’operazione, iniziata alla mezzanotte tra il 30 aprile e il 1° maggio, è durata otto ore. “Abbiamo ricostruito l’aorta con il supporto dell’Ecmo, che ha garantito la perfusione degli organi vitali durante tutta la procedura. Oggi il flusso nell’aorta è stato completamente ripristinato, il polmone sinistro è tornato a riespandersi e, soprattutto, la bambina non presenta danni neurologici né deficit motori: è il miglior risultato che potessimo ottenere”, spiega Michielon. A parte le conseguenze psicologiche, conclude il primario, “da un punto di vista anatomico” la bimba potrà condurre “una vita normale”.

“La notizia che la bambina sia oggi fuori pericolo consente a tutti noi di tirare un grande sospiro di sollievo – sottolineano il presidente di Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. È il risultato più importante di un percorso di cura complesso e delicato, per cui vogliamo ringraziare tutti i professionisti del Gaslini e del Dulbecco che, con grande competenza, dedizione e straordinario spirito di squadra, hanno reso possibile questo esito. Un plauso particolare va al Gaslini, che ancora una volta conferma il proprio ruolo di eccellenza nazionale e internazionale nell’assistenza pediatrica, mettendo a disposizione competenze altamente specialistiche e tecnologie d’avanguardia. Questa vicenda dimostra concretamente quanto la collaborazione tra istituzioni sanitarie e la condivisione delle migliori conoscenze e capacità medico scientifiche possano davvero fare la differenza, garantendo ai piccoli pazienti le cure più appropriate anche nelle situazioni più difficili. Si tratta certamente di un esempio virtuoso di sanità pubblica che mette al centro i bambini, le loro famiglie e il diritto ad accedere alle migliori opportunità di assistenza e cura”.

Patto ancora più stretto tra Gaslini e Dulbecco, ecco cosa prevede

La collaborazione tra i due ospedali viene ulteriormente rafforzata con un nuovo atto specificativo della convenzione, che prevede la presenza periodica dei chirurghi del Gaslini a Catanzaro per attività operatoria e ambulatoriale, oltre a percorsi formativi e di confronto anche a distanza rivolti ai professionisti dell’azienda calabrese.

“La vicenda di questa bambina rappresenta un esempio concreto del valore della collaborazione già in essere tra il Gaslini e Aou Dulbecco di Catanzaro – spiega Renato Botti, direttore generale del Gaslini -. Un rapporto costruito sulla condivisione di competenze e sulla capacità di lavorare insieme per garantire ai piccoli pazienti le migliori opportunità di cura, anche nei casi di maggiore complessità. Nell’ambito di questo percorso è prevista la firma di un atto aggiuntivo alla convenzione, di durata triennale, che rafforzerà la presenza periodica dei chirurghi del Gaslini a Catanzaro per attività operatoria e ambulatoriale, le attività di teleconsulto pre-operatorio e multidisciplinare e programmi di formazione e affiancamento del personale, sia presso il Gaslini sia in Calabria. Un modello destinato a estendersi progressivamente anche all’area pediatrica clinica a alle attività della terapia intensiva pediatrica, con l’obiettivo di consolidare una rete pubblica hub & spoke sempre più qualificata”.

“La storia di questa bambina dimostra quanto sia importante poter contare su una collaborazione costruita nel tempo tra équipe che lavorano fianco a fianco – aggiunge Girolamo Mattioli, direttore del dipartimento di scienze chirurgiche del Gaslini e coordinatore delle attività con l’Aou Dulbecco di Catanzaro -. Fin dal primo momento abbiamo condiviso ogni scelta con i colleghi di Catanzaro, seguendo insieme l’evoluzione del quadro clinico. Il Gaslini è un centro pediatrico ad alta specializzazione e il senso di questa collaborazione è proprio quello di mettere questo patrimonio di competenze a disposizione, senza costringere ogni volta i bambini e le loro famiglie a spostarsi lontano da casa. Con regolarità ci rechiamo a Catanzaro per operare, svolgere attività ambulatoriale e lavorare insieme ai colleghi calabresi, costruendo équipe integrate. In questo modo molti piccoli pazienti possono ricevere sul proprio territorio cure altamente specialistiche, con gli stessi standard che caratterizzano il Gaslini. Solo nei casi di maggiore complessità, come è accaduto per questa bambina, il percorso condiviso porta a Genova, dove le competenze multidisciplinari superspecialistiche presenti possono essere messe in campo per affrontare situazioni particolarmente delicate”.

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