Trionfo per l’opera Trilogia della Brama di ARTEMIS/Casadei

Maggio 19, 2026 - 21:17
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Trionfo per l’opera Trilogia della Brama di ARTEMIS/Casadei


Il Teatro Regio di Parma, inaugurato nel 1829, che si appresta ai preparativi per i festeggiamenti del bicentenario dalla nascita voluta dalla duchessa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena d’Austria, conclude l’attuale stagione della danza in cartellone, con il progetto coreografico Trilogia della Brama Verdi/Shakespeare della regista Monica Casadei, direttrice artistica della Compagnia Artemis Danza, fondata nel 1994, con un trionfale consenso di pubblico, che le ha decretato una standing ovation e un sold out delle grandi occasioni.

La Casadei, ferrarese d’origine, ma di adozione e in residenza con la Compagnia nella città di Parma, cittadina del mondo, ove incontrare culture altre ha reso il percorso di produzione artistica proficuo e caleidoscopico, affronta e indaga da oltre un decennio, l’evoluzione dell’umanità, in questo caso, attraverso l’indagine e la rilettura del melodramma nell’opera lirica.

Monica Casadei, credit foto Giuseppe Di Stefano

Dal greco mélos (canto/melodia) e drama (azione), nel melodramma della Trilogia della Brama, l’autrice Monica Casadei riflette sulla figura maschile di Otello, Macbeth, Falstaff nelle opere verdiane, influenzate dalle pagine shakespeariane, come nella sua opera ‘buffa’ indagando il binomio vita/morte, là dove si oltre passano i confini tra eros e tanathos, e la passione diventa ossessione, possesso, letto di morte per le donne, come ancor oggi si perpetua attraverso i femminicidi nel nostro Paese e in ogni latitudine del mondo. Lo iato che attraversa queste due opposizioni tematiche contrassegna la dialettica con cui si esprime la cifra stilistica coreografica dell’autrice Casadei, in equilibrio tra lo yin e lo yan, con la fisicità corporea plastica ed atletica dei ballerini, diciannove in scena, energici nel raccontare le sfumature dei personaggi, e l’afflato dell’anima interiore che abbraccia e coinvolge il pensiero dello spettatore, rendendolo partecipe, attraversato dalle azioni sceniche di movimento in platea e prolungate sulla proiezione nella buca dell’orchestra, rompendo lo schema della quarta parete teatrale. Uno schiaffo e una presa di coscienza che non permette fraintendimenti rispetto ai temi scelti, addolciti dalla cura estetica dei costumi, dalle luci nel ricreare le ambientazioni dell’epoca e le atmosfere contemporanee musicali, elaborate da Fabio Fiandrini.

Under skin, sotto pelle la matrice del movimento forte deciso riconoscibile, attinge dagli anni di formazione della Casadei in Francia con la danza contemporanea, ed un trascorso nella ginnastica ritmica agonistica, oltre alla precisione tagliente dei gesti appresi dall’Arte della disciplina Aikido, scrutando in profondità il carattere dei personaggi in scena con occhi analitico-filosofico, complice gli studi universitari ed una tesi su Platone e la Danza.

I danzatori della Compagnia Artemis rigorosa e radicata, sanno esprimere quel simbolismo pulsionale che condiziona l’agito dell’uomo nell’atto della bestialità umana, proprio perché ha la ‘ratio’, la ragione e con questa può decidere di fare il bene o il male, come nel caso del personaggio di Otello e della sua gelosia. Sono le pennellate materiche del live painting di Giuliano Del Sorbo, quasi uno spatolato scultoreo a dare giustizia al corpo esanime di Desdemona, all’inizio dello spettacolo, sodalizio e collaborazione artistica già avviata per la realizzazione del progetto coreografico Stabat Mater.

In Macbeth, la brama si rende carnale attraverso la voce vibrante dell’attore Savino Paparella, voce narrante dei testi del drammaturgo Alessandro Gallo, ispirati al dramma letterario di Shakespeare, in scena con le sue lucubrazioni mentali, i suoi pensieri, trasformati in ballerini fantasmi, senza la sua Lady, la cui figura nel drama, si ispira alla regina di Scozia Lady Gruoch.

Il quartetto Next della Toscanini Academy, impegnato in un cocktail di musiche verdiane, è il ponte, il trait d’union che traghetta i danzatori nel terzo quadro ed ultimo conclusivo sulle note colorite e carnevalesche di Falstaff, ove avvolti nei preziosi abiti di seta e broccati d’epoca reperiti dalla sartoria del Teatro Regio, riportano uno stato d’animo di leggerezza palpabile, quasi a voler esorcizzare insieme al pubblico, nel bene e nel male, la metafora della vita.

Precedentemente l’autrice regista e coreografa ha indagato la figura della donna nelle opere del melodramma, con Stabat Mater, Puccini’s Opera. Voci di donne, Private Callas, Corpi Violati #DJOpera Noir, a cui si aggiungono, tra le produzioni recenti in tournée anche Traviata, Inferno-Terra del Fuoco, Felliniana, Il Barbiere di Siviglia, Pasolini Corpi disarmati e Luminosi, e Alda Merini all’amore non si resiste nuova produzione 2026.

Prima Nazionale

coreografia, regia, luci Monica Casadei

musiche Giuseppe Verdi elaborazioni musicali e originali Fabio Fiandrini

costumi Teatro Regio di Parma Corsi di Alta Sartoria

con la partecipazione di Toscanini Academy-Quartetto NEXT: pianoforte Rosita Piritore, saxofoni Isabel Suarez, Eoin Setti, percussioni Leonardo Badiali

live painting Giuliano Del Sorbo

attore Savino Paparella e testi Alessandro Gallo assistenti di produzione Mattia Molini, Chiara Falzone, Costanza Leporatti

assistenti ripetitori Alessandro Pelosi, Sabrina Di Pietro, Salvatore Sciancalepore

danzatori Angelo Attila, Alessandro Bonacina, Sabino Barbieri, Monica Castorina, Elena Cecchetti, Raffaele Coppola, Arianna Cunsolo, Sally Demonte, Sabrina Di Pietro, Alfonso Donnarumma, Chiara Falzone, Costanza Leporatti, Enrico Luly, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Federica Nuti, Christian Pellino, Carlotta Quercetani, Gianluca Testaverde

produzione Compagnia Artemis Danza Monica Casadei in coproduzione con Teatro Regio di Parma

contributo di Ministero della Cultura Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura Comune di Parma

si ringrazia Solares Fondazione delle Arti, Fondazione Arturo Toscanini, CCN Aterballetto, CID Accademia Danza e Spettacolo, Elena Nunziata, Alessandro Cesare Frontoni Teatro Regio Parma

di Emanuela Cassola Soldati

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