Tutela del mare, l'Italia e il miraggio dell'obiettivo 30x30: oggi è protetto solo l'1%

28 Giugno 2026 - 08:55
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Tutela del mare, l'Italia e il miraggio dell'obiettivo 30x30: oggi è protetto solo l'1%

La campionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini si è immersa in free diving nelle acque dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, in Liguria, per lanciare un appello in difesa del Mediterraneo insieme a Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation. Nel video diffuso oggi dalle due organizzazioni si vede la celebre atleta italiana nuotare tra branchi di saraghi, cernie e corvine che abitano nell’area marina e poi scendere in profondità, in apnea, fino a raggiungere un cartello posato sul fondale con il messaggio “Non serve andare più a fondo, serve fermarsi in tempo. Proteggiamo il 30% del mare entro il 2030”. 

«È arrivato il momento di fare qualcosa di più per il nostro mare, ampliare i luoghi in cui i pesci e le altre specie marine possano sentirsi davvero protetti e riprodursi, sanzionare chi viola le leggi e regolamentare la pesca», afferma Alessia Zecchini. «Quando ero molto piccola c’erano pesci un po’ ovunque, oggi si vedono solo a ridosso delle aree marine protette mentre vicino alla costa non c’è quasi più niente. Il mare mi ha insegnato tantissimo, in primis ad avere rispetto per me stessa e per tutti gli esseri viventi. Credo che anche le istituzioni dovrebbero prendere a cuore il mare e difenderlo, perché è parte integrante del nostro Paese. Lui ne ha tanto bisogno e anche noi».

Secondo le stime di Greenpeace, in Italia appena l'1% del mare è sottoposto a misure di tutela efficaci e solo nello 0,04% è vietata ogni attività, inclusa la pesca. Siamo quindi ben lontani dall’obiettivo 30×30, che prevede la protezione di almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030. Per raggiungerlo, l’Italia dovrebbe sottoporre a misure di conservazione altri 102 mila chilometri quadrati di mare, ovvero circa 14,5 mila chilometri quadrati all’anno in più da oggi al 2030.

Per contribuire alla tutela del Mediterraneo, Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation hanno avviato nel 2025 il progetto “AMPower”, che promuove l'ampliamento e la rizonizzazione delle Aree Marine Protette italiane (AMP) e una gestione efficace dei siti Natura 2000, i cosiddetti SIC (Siti di Importanza Comunitaria), individuati dall'Unione europea per la presenza di specie e habitat da tutelare, ma che nel nostro Paese spesso sono protetti solo sulla carta. Hanno già aderito al progetto, che prevede anche una campagna di monitoraggi scientifici e momenti di dialogo con il Ministero dell’Ambiente e le Regioni, le AMP di Bergeggi (Liguria), Torre Guaceto (Puglia), Asinara (Sardegna) e Punta Campanella (Campania); inoltre sono già state avviate interlocuzioni con le AMP di Porto Cesareo (Puglia) e Ventotene (Lazio).

«Il mar Mediterraneo ospita habitat preziosissimi e una straordinaria ricchezza di biodiversità, ma è anche uno dei mari più sfruttati dalla pesca, e subisce fortemente gli effetti del cambiamento climatico e dell’inquinamento», dichiara Valentina Di Miccoli della campagna Mare di Greenpeace Italia. «Finalmente anche nel nostro Paese si inizia a lavorare sui progetti di ampliamento delle Aree Marine Protette e sul loro ruolo nella gestione dei SIC. Supportare le AMP in questo processo, chiedendo anche adeguati finanziamenti agli enti preposti, è essenziale per prevenire il collasso della biodiversità del Mediterraneo e proteggere il 30% della sua superficie entro il 2030». 

A cura di Greenpeace

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