Tutta la storia e il futuro del brand Acqua dell'Elba. Da un piccolo laboratorio olfattivo a Marciana Marina agli shop internazionali
L’acqua cristallina e trasparente è il primo e ottimo motivo per scegliere l’Isola d’Elba come destinazione da visitare. Il secondo? Acqua dell’Elba. Non si tratta di un refuso né di un gioco di parole ma di due elementi distinti anche se in completa corrispondenza. Dalle acque del Mar Tirreno che circonda l’isola dell’Arcipelago Toscano nasce l’ispirazione per un trio composto da amici e fratelli per creare un jus che, quando si sente, è difficile da dimenticare. Così come l’isola, una volta che vi abbiamo messo piede. All’inizio di questa storia c’è un bambino con le pinne in mano che, tutto bagnato, tra un bagno e l’altro, entra ed esce dal negozio della mamma parrucchiera, a Marciana Marina, vicino a piazza della chiesa di Santa Chiara. Un bambino che ha cominciato a nuotare tardi e che nell’acqua non si è mai sentito tanto al sicuro, anche se quell’acqua è stata sempre davanti ai suoi occhi e parte della sua vita di isolano, estate e inverno.
Un’acqua che l’ha spinto poi, insieme alla sorella e a un amico, a darle un profumo. Un ricordo olfattivo per chi voleva portare con sé, a casa, un “pezzo” di Elba. Un’essenza che pone le basi della fondazione del brand Acqua dell’Elba, impresa familiare e, ora, anche Società Benefit, a Marciana Marina, nel 2000.
Acqua dell’Elba: storia in note di un’isola
La storia di Acqua dell’Elba affonda le radici nelle profondità di quel mare… all’interno di una piccola nave naufragata di epoca romana e riscoperta nel 1967, nel Golfo di Procchio. Nelle sue cavità fu trovato il tappo, molto prezioso e laminato in oro, di un’ampolla di profumo. L’antico veliero è diventato simbolo del brand Acqua dell’Elba: tanto quanto il colore verde acqua tipico dell’isola. Una firma visiva che rende immediatamente riconoscibili le fragranze e che ispira tutta la freschezza e la vitalità e la serenità di questa oasi del Mar Tirreno.

Courtesy Press Office
«Al momento della creazione di Acqua dell’Elba, noi tre soci condividevamo un forte amore per l’isola, un rapporto quasi simbiotico e la voglia di restare a vivere qua», ci spiega Fabio Murzi (il piccolo bambino con le pinne), «io allora facevo l’architetto, mia sorella Chiara Murzi aveva un bambina piccola, Linda, che ora si occupa di comunicazione all’interno dell’azienda, e Marco Turoni era giovanissimo, aveva poco più di 20 anni…». Il primo laboratorio di profumi (di 25 metri quadrati) nasce proprio a Marciana Marina, dove ancora si trova. Anche se la piccola realtà locale è diventata nel corso di questi 26 anni globale: con 27 monomarca in Italia, sei all’estero, una distribuzione che raggiunge oltre mille profumerie, una filiale negli Stati Uniti e una in Cina. La produzione resta, però, in casa, sull’isola.

Fabio Murzi da bambino, nell’agosto 1971 – Courtesy Press Office
«Siamo partiti con grandi difficoltà all’inizio: nemmeno le associazioni di categoria sapevano come poter produrre un profumo in un laboratorio, su un’isola», racconta Murzi, «a produrre i primi profumi ci ha aiuto un nostro amico, che aveva lavorato a lungo per la multinazionale svizzera Givaudan, leader nella produzione di aromi e fragranze, e veniva sempre in vacanza a Capoliveri. È stato un percorso pieno di ostacoli, non solo per la produzione locale sull’isola ma anche perché abbiamo subito il confronto iniziale con i grandi brand della profumeria commerciale che avevano investimenti pubblicitari ingenti. Le profumerie hanno faticato a darci spazio, così abbiamo pensato di creare monomarca. Il primo, ovviamente, all’Isola d’Elba»
Il sogno di Acqua dell’Elba (e dei suoi fondatori)
Tradurre l’identità mediterranea e l’essenza di un’isola, con il suo spirito autentico, in creazioni olfattive è soltanto la piccola parte di un grande sogno. Ne fanno parte, la volontà di continuare a operare sull’isola, con tutte le sfide complesse che questo comporta. Scegliendo di mettere al centro di tutto, relazioni umane, ambiente e rispetto del luogo di origine. I profumi nascono con l’idea di voler creare un impatto positivo su persone, comunità e ambiente. Seguendo uno sviluppo equo e sostenibile.

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Un’idea che nasce con la creazione della prima fragranza, Acqua dell’Elba Classica (alla quale si sono aggiunte altre sette fragranze), sei profumi per ambiente insieme a candele, prodotti per il corpo, solari, fragranze per tessuti etc. E, soprattutto, una fondazione e un festival e molti progetti che riguardano cinque settori cardine: ambiente, istruzione, cultura, sociale, arte. Iniziative che operano al di fuori delle leggi di mercato.

La fragranza Acqua dell’Elba Classica – Courtesy Press Office
Il festival SEIF sostiene progetti di salvagurdia del mare
Il sogno, dunque, si è esteso e si è fatto davvero grande, con la Fondazione Acqua dell’Elba, nata nel 2022. Una realtà no-profit nata con l’obiettivo di dare struttura e continuità all’impegno che Acqua dell’Elba da sempre dedica all’isola, ampliando l’impatto delle proprie attività sul territorio e contribuendo in modo concreto a migliorare la qualità della vita delle persone che lo abitano. «Tra i progetti a cui teniamo di più c’è il Sea Essence International Festival (SEIF), che parla di noi, del nostro rapporto stretto con il mare. Siamo contenti di aver creato un festival internazionale nel 2018 che si occupa della salvaguardia e della valorizzazione del mare, riconosciuto come ecosistema vitale e come patrimonio culturale e sociale», spiega Murzi.

Courtesy Press Office
Un festival a cui Amica ha partecipato in prima persona, dal 26 al 28 giugno scorsi, entrando in contatto con la sua anima educativa, scientifica e divulgativa. In particolare, con il percorso che ha portato tutte le scuole dell’Isola d’Elba e dell’Arcipelago Toscano a essere riconosciute come European Blue Schools (le scuole blu…). La promozione dell’Oceano e dei suoi abitanti, si è diffusa fin nelle classi. In dialogo con la Commissione Europea, IOC-Unesco e il Parco Nazionale Arcipelago Toscano.
La Via dell’Essenza ripercorre i profumi dell’infanzia
«I miei profumi più cari? Quelli a cui lego i ricordi della mia infanzia? Sicuramente quelli della macchia mediterranea che vive sull’Isola d’Elba. Il contatto con la natura qui è grande, per chi vive. Fin da piccolo, facevo passeggiate nella natura insieme ai miei amici, con la vista sempre sul mare. Il profumo delle piante è forte anche quando si è nell’acqua, a fare un bagno», racconta Murzi. Da qui, la nascita di un altro progetto di valorizzazione escursionistica del brand: La Via dell’Essenza. La promozione di un turismo lento e sostenibile, in partnership con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che prevede 8 tappe lungo un sentiero costiero.

La via dei cisti – Foto Antonello Marchese
68 chilometri sul versante occidentale dell’isola. Quello che si osserva percorrendoli è molto più un semplice e bellissimo paesaggio: è un ecosistema intriso di colori, profumi, suggestioni. Le piante che si possono osservare e di cui si può sentire il profumo, soprattutto d’estate, sono quelle presenti anche in molti jus del brand. Dal lentisco all’erica, dalla lavanda ai cisti, dai ginepri ai rosmarini, dai lecci ai mirti. Una narrazione olfattiva che evoca l’anima stessa di questa splendida isola.
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