Una proposta di legge anti propaganda russa per il via del "polo" Calenda-Picierno
Roma. Due giorni, due eventi e un suggello di partnership politica in nome di un’“alternativa riformatrice ed europeista”: il leader di Azione Carlo Calenda e la vicepresidente del Parlamento Europeo e fondatrice del movimento Spazio Pubblico Pina Picierno si vedranno oggi a Caserta e ad Ercolano per il lancio di un nascente polo del “no” ai bipopulismi, dice Calenda, e in nome dello stop, dice Picierno, all’atto di “continuare a scegliere sulla base della logica del meno peggio”, nel quadro “di una politica dominata dalla propaganda, dai veti e dalle rendite di posizione”. Ma Calenda e Picierno si sono visti anche ieri, alla Camera, per sottolineare l’urgenza di reagire alla propaganda russa in Italia lanciando una proposta concreta: è la proposta di legge di Azione, spiegano i parlamentari calendiani Richetti, Onori e Lombardo, che punta a dare attuazione in Italia al Regolamento europeo contro la disinformazione da parte della Russia. Ed è un paradosso, dice Calenda, che il Regolamento non sia stato recepito, visto che nel nostro paese, dal 2022 a oggi, si sono svolte “centinaia di proiezioni pubbliche e campagne online” anche da parte di media russi sanzionati (come Russia Today) e utilizzati in uno scenario di guerra ibrida. L’Europa, attraverso la Corte di Giustizia Ue, ha confermato la compatibilità del Regolamento con la libertà di espressione, ma l’Italia non ha ancora neppure individuato l’autorità che dovrebbe sanzionare chi viola il regolamento, nonostante i 181 incontri e proiezioni di propaganda effettuati sul nostro territorio eludendo i divieti Ue e nonostante le 22 campagne di affissioni online (manifesti stradali abusivi di Russia Today mappati nel giugno 2025). E Calenda, che sull’altro fronte (gli Usa di Donald Trump) attacca Elon Musk definendolo “fascista che predica il free speech ma alimenta il discorso d’odio” per i suoi commenti sul caso Roggero, sottolinea proprio la valenza universale della pdl (valida cioè non soltanto in difesa dall’attività di propaganda dalla Russia di Vladimir Putin, ma rispetto ai tentativi di condizionamento mediatico di ogni altro regime). “Le prossime elezioni politiche in Italia”, dice il leader di Azione, “saranno infettate dalla Russia, dagli Stati Uniti e dalla Cina tramite TikTok. Non possiamo restare in questo limbo, e questo è solo un primo passo. Respingiamo queste interferenze. Chiediamo al governo Meloni di approvare uno scudo democratico contro le interferenze di Russia, Usa, Cina”. La proposta, spiegano Richetti, Onori e Lombardi, mira a “colmare un vuoto legislativo”, sanzionando e bloccando la propaganda online e in tv, a “costo zero” e con tempestività, coinvolgento anche l’Agcom. “La Russia ha tutto l’interesse a sostenere il generale Vannacci, la Lega, i Cinque Stelle, il nascente movimento di Di Battista e D’Orsi”, dice Calenda. Motivo: “Lo stesso interesse, la dissoluzione della Ue”. “L’88,3 per cento dei tentativi di disinformazione in Europa ha colpito l’Italia”, rincara Picierno: “I conflitti oggi si combattono anche con una guerra ibrida che non è soltanto cyber-attacco o spionaggio, ma anche disinformazione. E c’è chi, approfittando di questa vaghezza dell’ambiente informativo, arriva a dire che si sta costruendo una minaccia russa per giustificare il riarmo”. Ogni riferimento al leader a Cinque Stelle Giuseppe Conte non è puramente casuale. Né lo è l’evento di oggi, nella stessa Campania da cui Conte, dieci giorni fa, su un palco napoletano la segretaria dem Elly Schlein e illeader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni ha sostenuto la tesi suddetta. A Caserta e ad Ercolano si mette dunque il primo mattone per il cantiere “riformista ed europeista”, esterno ai campi larghi e stretti di Schlein e Meloni. “La nostra pdl non c’entra nulla con la censura”, dice intanto il senatore Lombardo, ma cerca di raddrizzare la situazione di un’Italia “ventre molle d’Europa”, con “i D’Orsi che vanno e vengono da Mosca e che poi pretendono luoghi pubblici per ripetere la propaganda del Cremlino e i presunti giornalisti stipendiati da entità sotto sanzione: tutto questo non sarebbe possibile in altri paesi. Ci appelliamo al giornalismo libero”. In sostanza, propone Azione come da orientamento della Corte di Giustizia, si punta a realizzare un sistema di sanzioni a “doppio binario” (in ambito digitale-media e in ambito fisico e territoriale).
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