Valletta Carbonara, lavori agli sgoccioli ma con tante incognite: “Garantiremo la fruizione pubblica”

07 Luglio 2026 - 07:40
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Valletta Carbonara, lavori agli sgoccioli ma con tante incognite: “Garantiremo la fruizione pubblica”
valletta carbonara giugno 2026

Genova. Dovranno concludersi entro il 14 agosto i lavori a Valletta Carbonara, l’area di 18mila quadrati a monte dell’Albergo dei Poveri, nel quartiere di Castelletto, interessata da un vasto progetto di riqualificazione finanziato con quasi 13,5 milioni di fondi Pnrr. Costi che sono lievitati negli anni, mentre sembrano essersi ridimensionate le promesse di rigenerazione urbana contenute nel progetto iniziale. Gli ultimi aggiornamenti sono emersi in commissione consiliare a Palazzo Tursi.

Il progetto – approvato nel 2022, attuato dall‘istituto Emanuele Brignole in quanto proprietario dell’area e realizzato dall’impresa appaltatrice HW Style – prevedeva un nuovo parco pubblico, un ristorante e un bistrot, ma anche una “casa delle associazioni” totalmente ristrutturata, orti urbani e frutteti a chilometro zero dove un tempo sorgeva il vivaio comunale, spazi per il coworking, due campi sportivi da padel e uno da volley, ristrutturazione delle serre storiche con funzioni museali. Un’operazione privata ma a vantaggio della fruizione pubblica, così era stato garantito, sebbene i contorni della futura gestione debbano ancora essere messi nero su bianco.

Il Comune lavora a una convenzione per “assicurare il ritorno pubblico”

“Chiaramente l’area presenta funzioni pubbliche nel senso dell’utilità – spiega Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici e al Pnrr -. Stiamo lavorando a uno schema di convenzione che dovrà assicurare il ritorno pubblico di quest’opera. È l’unica cosa che possiamo fare: per noi quest’opera è un’eredità, abbiamo trovato un cantiere già partito”.

“Questi 13 milioni di risorse pubbliche devono essere restituiti alla cittadinanza, è l’impegno dell’amministrazione – aggiunge l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola -. Il cantiere è ormai ultimato, ma sappiamo esserci diverse mancanze rispetto agli equilibri dichiarati all’inizio, soprattutto rispetto all’associazionismo. È stato liberato molto suolo, sono state eseguite opere importanti, ora è il momento di ricalibrare tutto in un’apposita convenzione”.

L’immobile dedicato alle associazioni che storicamente hanno mantenuto un presidio a Valletta Carbonara sarebbe in pratica l’unico tassello completamente escluso dal progetto di riqualificazione, nonostante le promesse degli anni scorsi. “Questo è un tasto dolente – ammette l’assessore al Patrimonio Francesco Patrone -. La convenzione sarà l’atto con cui massimizzare l’interesse pubblico“. I soci de Le Serre di San Nicola avevano contribuito alla ristrutturazione degli spazi in gestione con 135mila euro, secondo quanto riferito dal presidente Domenico Villani: “Se non ci sarà una rigenerazione complessiva dell’immobile perderemo un’occasione”.

Cosa prevedeva il progetto e cosa manca ad oggi

Come spiegato dall’architetta Nora Bruzzone del Comune, l’intervento include ancora la riqualificazione delle serre storiche, un nuovo volume monopiano sul lato di corso Firenze da adibire a ristorante, percorsi di collegamento con rampe pedonali (ma si parlava anche di ascensori), un pratone centrale aperto al pubblico e attrezzato con giochi per bambini, un campo da tennis in terra battuta al posto dell’edificio demolito alle spalle dell’Albergo dei Poveri e annesso volume spogliatoio (in origine doveva essere interrato). Ci sarà poi la “strada coperta” all’interno del complesso storico per garantire il collegamento col Carmine: “È in fase di collaudo”, conferma Ferrante.

valletta carbonara rendering
Un render del progetto

Ma diversi elementi non sono chiari, a cominciare dalla gestione del verde. “Abbiamo avuto diverse segnalazioni di usi impropri delle alberature e abbiamo avviato una serie di controlli”, rivela l’assessora Coppola. Da quanto si apprende sarebbe intervenuto anche il nucleo ambiente della polizia locale per contestare alcune difformità anche in fase di cantiere. “Sono stati eliminati gli alberi che avevano piantato i bambini“, denuncia Villani.

Altre perplessità sollevate da residenti e componenti della maggioranza riguardano dimensioni e funzioni che assumeranno gliorti urbani“, contemplati dal progetto anche sui versanti sotto corso Firenze. Ad oggi è visibile solo una serie di terrazze su più livelli a valle delle serre, ma lo spazio per le coltivazioni appare ridotto. Si immaginava poi una quinta vegetale con grandi alberi sul lato sud, per adesso non pervenuti.

Pure gli aspetti finanziari destano diversi dubbi. “Le risorse del Pnrr sono state ottenute sulla missione dedicata al social housing, ma non ne vediamo traccia”, osserva la capogruppo di Avs Francesca Ghio. “Non mi risulta che questo progetto abbia a che fare con la dimensione abitativa”, ha confermato l’assessore Davide Patrone. Eppure l’intervento è ricompreso interamente nell’ambito del Pinqua, piano nazionale per la qualità dell’abitare, che d’altra parte consente margini di manovra piuttosto ampli. Nessuna spiegazione ufficiale sull’aumento dei costi dagli iniziali 7,6 milioni più Iva, coperto dirottando importi da altri progetti Pnrr e attingendo in parte dal Fondo opere indifferibili. Ed è polemica per l’assenza dalla commissione di Marco Sinesi, commissario dell’Asp Emanuele Brignole che avrebbe potuto fornire risposte in merito, che la consigliera Ghio ha definito pubblicamente “una figura di merda“.

valletta carbonara rendering
Un render del progetto

Valletta Carbonara, quali saranno i prossimi passi

Mentre si avvicina la fine del cantiere, il prossimo passo sarà dunque la convenzione con l’istituto Brignole per garantire la fruibilità pubblica dell’area. Poi però servirà anche un disciplinare per definire in dettaglio le modalità di accesso, gli orari, a chi spetta la manutenzione, le possibili attività all’interno e tutti i coinvolti. Tra gli elementi da definire c’è anche la gestione stessa del parco, che potrà ricadere sotto la regia dell’istituto Brignole o essere affidata tramite un bando o un patto di collaborazione, così come le serre, le aree sportive e i locali destinati alle associazioni.

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