Vieira: "Io l'unico a dire no al Real Madrid. Disaccordi con Mourinho, ma aveva ragione lui"

22 Maggio 2026 - 11:19
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L'allenatore ex Genoa apre a un ritorno in Italia.

Patrick Vieira si racconta fra passato, presente e futuro.


L'allenatore francese ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Quando 22 anni fa abbiamo vinto la Premier League con l'Arsenal mai avrei pensato di aspettare tanto. Declan Rice mi somiglia, gioca per la squadra e non per sé. Tiferò per i Gunners in finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain".


INTER

"È vero che l'Inter mi ha cercato prima di prendere Chivu? Non voglio dire il nome della squadra, ma vi confermo: ho avuto dialoghi con alcuni club italiani importanti e ho scelto di restare al Genoa. Anch'io avrei raggiunto la salvezza senza dubbio, ne ero convinto. Questo non toglie nulla a De Rossi, che ha fatto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per le belle parole nei miei confronti, sono contento che il Genoa si sia salvato".


"Chivu ha vinto perché è intelligente, lo si vedeva già da giocatore. Sembrava introverso ma aveva personalità. A Fabregas l'ho sempre detto, scherzando: 'Se sono andato via dall'Arsenal, è colpa tua'. A 17 anni, quando ha cominciato con noi, non aveva fisico ma compensava con la comprensione del gioco. Allora me ne sono andato: non potevo accettare di stare in panchina".

MOURINHO

"Dico sempre la verità ai giocatori, come faceva Mourinho con noi. Funzionerà al Real Madrid? Sì, può essere l'uomo giusto, sa gestire i campioni. Io e lui non siamo sempre andati d'accordo, ma col tempo ho capito che aveva ragione lui. Mi diceva quello che non volevo sentire. Vi racconto un episodio. Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: 'Mi servi titolare, giocherai 60 minuti'. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: 'Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”' Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione".


"Pentito di aver lasciato quell'Inter a gennaio 2010, cinque mesi prima del Triplete? No, volevo fare il Mondiale 2010 con la Francia e con Mou giocavo poco. Al Mondiale non sono andato comunque ma dovevo provare, non me lo sarei perdonato".

NO AL REAL MADRID

"L'unico rimpianto è non essere andato al Real Madrid. Mi ha cercato per quattro anni di fila, quando ero all'Arsenal. L'ultimo anno ho detto sì e c'erano tutti gli accordi, ma poi ci ho ripensato. Amavo troppo l'Arsenal".


"Come l'ha presa Florentino Perez? Quando sono andato a Madrid da ambasciatore del Manchester City, mi ha portato una prima pagina di Marca sulla trattativa. Mi ha detto: 'Sei stato l’unico giocatore che ha rifiutato il Real'".


RAZZISMO

"Senza dubbio mi piacerebbe allenare ancora in Serie A. Non ho dato tutto, ho lasciato un lavoro in sospeso. Voglio essere me stesso e controllare le emozioni, non è urlando di più che convincerò gli altri".


"Quanti dirigenti neri ci sono in Italia e quanti giornalisti? C'è un problema e il punto è capire come risolverlo: dobbiamo avere preparazione e credibilità. Se ci fossero più allenatori neri solo per dare una quota a una minoranza, non sarebbe giusto".

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Redazione Eventi e News

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