Vivere in montagna fa bene: dati e stili di vita da adottare nella magnifica Val di Fiemme

24 Settembre 2026 - 18:45
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Vivere in montagna fa bene: dati e stili di vita da adottare nella magnifica Val di Fiemme

Una magnifica notizia da una magnifica comunità: vivere in montagna fa bene (e allunga e migliora la vita). In tema di longevity, la Val di Fiemme – una delle più importanti valle trentine – si fa ancora una volta casa del progetto Dolomiti Wellness Community. Un percorso di innovazione sociale nato dalla volontà dei principali imprenditori di questa valle compresa tra la Catena del Lagorai e il Latemar, per creare le condizioni migliori affinché il benessere sociale ed economico del territorio cresca. Fino alle generazioni future che abiteranno il territorio. Il Summit 2026 ha evidenziato come vivere in alta quota possa rappresentare una scelta sana e sostenibile, partendo semplicemente dall’aria che si respira e dalla possibilità di passare molto tempo all’aria aperta, nella natura incontaminata. Ma curata, qui in Val di Fiemme, dalla Magnifica Comunità di Fiemme: un’associazione antichissima, di reminescenza longobarda, che opera dal 1110 e ha sede a Cavalese.

Courtesy Fiemme Tremila

Quali sono i principi di questa vita? Come potrebbe essere scandita la nostra vita se avessimo la possibilità di vivere, o almeno di passare del tempo, tra questi boschi trentini? Sotto, i consigli degli esperti.

Dolomiti Wellness Summit: vivere in quota è una scelta di benessere

La montagna ha un effetto benefico diretto su chi la abita per molto o poco tempo. Non si tratta solo del tanto amato, di questi tempi, forest bathing. Immergersi in un bosco, con tutti i profumi, il silenzio ma anche i suoni e i rumori che lo abitano, è sicuramente una terapia per le nostre menti affollate e nevrotiche. Ma la vita in montagna è fatta di tanti piccoli momenti quotidiani che possono davvero cambiarci la vita. Ce lo spiega meglio il professor Enzo Primitivo, medico chirurgo, esperto in medicina della longevità, a capo del Comitato Scientifico Starpool. Considerando uno stile di vita che contempla attività fisica, sonno e riposo, una quantità di cibo moderata.

La giornata tipo: nove piccoli gesti

Quali sono i benefici di camminare in montagna?

«L’essere umano deve diventare ora protagonista della sua salute», spiega al Summit, «la Valle riesce ad amplificare naturalmente i benefici prodotti da nove piccoli gesti quotidiani e ogni momento riesce a stimolare un organo del nostro corpo. La giornata tipo potrebbe avere questo ritmo: alzarsi al mattino e godere della luce solare, poi aprire la finestra e respirare aria fredda equilibra e stimola l’attività metabolica. Una passeggiata nel bosco o una corsetta mettono in moto l’apparato cardio vascolare e migliorano la respirazione. A pranzo, consiglio pasta di grano duro con erbe locali che stimola l’intestino e disinfiamma. Una ventina di minuti di riposo dopo aver mangiato sono sufficienti per poi concedersi un altro momento di relax in sauna. I suoi benefici sono stati provati scientificamente: aiuta il sistema linfatico a drenare le tossine che si accumulano nel nostro organismo e lo infiammano. Alle 19, si cena. Prima si mangia alla sera e meglio è: una zuppa di patate, porri e rafano è l’ideale. Guardare il sole mentre tramonta ricorda al nostro corpo e alla nostra mente i ritmi circadiani e favorisce il riposo notturno. Il silenzio della montagna e una tisana con le sue erbe sono gli accessori migliori per un sonno profondo e rigenerante».

Courtesy Press Office

Tra i percorsi da potere vivere quotidianamente senza particolare impegno fisico, c’è sicuramente il nuovo Percorso dei Pini (che sarà inaugurato il prossimo 11 ottobre). Quattro chilometri tra boschi, prati e pascoli con stazioni dedicate al rilassamento e alla respirazione consapevole. Il dislivello è minimo e offre la possibilità di essere sperimentato da persone di età e preparazione atletica differente. Viverlo, significa attraversare varietà ambientali diverse: il cammino alterna boschi di betulle e larici e conifere, prati e pascoli. Un cammino inclusivo che rientra nel progetto I Sentieri di Etika, promosso da Etika Dolomiti Energia in collaborazione con Consolida e con la partecipazione della Cooperativa sociale Oltre. Una passeggiata sociale che riduce lo stress e invita a prestare attenzione alle proprie sensazioni, che si conclude al Maso Toffa, sede della comunità socio-riabilitativa residenziale e diurna della cooperativa.

Courtesy Le Rais a Villa Flora – Qualità gastronomica, sostenibilità economica e inclusione: a Ziano di Fiemme, il ristorante Bistrot Le Rais a Villa Flora è un luogo di comunità. Quindici ragazzi con fragilità e disabilità lavorano affiancati da educatori professionisti. La cucina offre piatti contemporanei, capaci di raccontare il sapore della montagna con cibo di alto livello. Grazie anche a materie prime selezionate, stagionalità, attenzione ai produttori, legame con il territorio.

Qualità della vita in Val di Fiemme è certificata Istat

Che in montagna, sulle Dolomiti, e in particolare in Val di Fiemme, si viva bene, è una condizione certificata da dati Istat. La qualità della vita si evince da indagini su demografia, istruzione, lavori, servizi, sostenibilità ambientale, opportunità economiche. Settori in cui la Val di Fiemme si piazza sopra la media nazionale.

In questa valle, quasi 600 imprese operano nel mondo del wellness, con una crescita del 3,7 per cento negli ultimi anni. La filiera del wellness genera un valore aggiunto diretto superiore a 75 milioni (e in forte crescita) e un contributo sostanziale all’occupazione. L’obiettivo dei prossimi mesi e anni è quello di diffondere i messaggi chiavi di questa valle e di queste foreste dove la vita ha abitudini più sane per sostenere una destagionalizzazione del turismo. In Val di Fiemme si sta bene sempre, anche in primavera e in autunno.

Courtesy Press Office

Se la Val di Fiemme è la prima Wellness Community d’Italia, il merito è anche di quattro imprese che la sostengono in questo percorso. La Sportiva, Starpool, Fiemme Tremila e Pastificio Felicetti.

Respirare il bosco nella propria casa

Si calcola che la nostra società trascorra il 90 per cento del tempo in ambienti chiusi. Ambienti che dovrebbero diventare essi stessi luoghi di benessere. Dalla loro qualità può dipendere anche il nostro benessere. Come trasformare la casa in un luogo di benessere quotidiano? Come poter usufruire dei momenti di piacere e degli effetti benefici che un bosco offre anche se il bosco è lontano da noi? L’intuizione di Fiemme Tremila (Società Benefit) è stata prendersi cura di pavimenti, rivestimenti e arredamenti affinché possano essere loro stessi, diffusori di benessere. Dal 1993, l’azienda di Predazzo, porta il bosco dentro casa, con pavimenti di legno certificato FSC e PEFC e trattati con olio naturale.

Courtesy Fiemme Tremila

Si tratta di un composto di 50 sostanze naturali che protegge il legno, lasciandolo libero di respirare e migliorando la qualità dell’aria di ogni ambiente. Il benessere di un pavimento di questo tipo è stato certificato da uno studio Alfa-pinene, condotto per 18 mesi dal CNR-IBE, il più autorevole istituto italiano nel settore foresta-legno.

Courtesy Fiemme Tremila

Legno da respirare, grazie ai suoi oli essenziali, ma anche legno da percorrere. Come una superficie multisensoriale. Camminare scalzi nella propria casa, con questo tipo di pavimentazione, stimola la propriocezione. Ovvero, la capacità dell’uomo di percepirsi nello spazio e di mantenere stabilità e flessibilità.

Courtesy Fiemme Tremila

I progetti ambientali di Starpool

Ha sede nella Val di Fiemme, anche Starpool, azienda con 50 anni di storia, che progetta spazi e percorsi wellness per abitazioni, palestre, spa, resort. Benessere che crea benessere: Starpool finanzia il Wood Recovery Project: cinque anni di interventi su 16 ettari a Canzenagol, nel cuore della valle, per proteggere una rara torbiera di tre ettari e gli habitat di anfibi, rettili e specie palustri che vi trovano rifugio.

Courtesy Starpool

Mentre il rimboschimento restituisce vita alle aree più fragili, dopo la tempesta Vaia, parte del legname colpito dal bostrico resta volutamente sul posto, rinunciando al valore economico per non interferire con l’ecosistema.

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