2 giugno, Mattarella: “No alla prepotenza delle armi. Libano colpito in modo brutale”

2 Giugnoe 2026 - 07:51
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2 giugno, Mattarella: “No alla prepotenza delle armi. Libano colpito in modo brutale”

Un percorso lungo 80 anni “basato su pace, libertà, democrazia e giustizia sociale“. Lo ricorda, quasi a volerlo puntellare, Sergio Mattarella, ricevendo lunedì al Quirinale il Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato italiano in occasione della Festa della Repubblica.

Oltre agli ambasciatori (assenti, come ogni anno dal 2022, i diplomatici di Russia e Bielorussia, mentre ci sono quelli di Israele e Iran), seduti in prima fila, ci sono i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il titolare della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Assente, invece, la premier Giorgia Meloni che assisterà questa sera al concerto-evento voluto dal Capo dello Stato in piazza del Quirinale.

L’inquilino del Colle ricorda “la preoccupazione“, rintracciata nei rapporti di 80 anni fa, che rappresentanti di diversi Paesi riportavano alla vigilia del voto italiano, dato il “clima di intensa polarizzazione” nel quale viveva il nostro Paese. Il “segnale di autentica svolta democratica”, sottolinea, arrivò dal voto delle donne, per la prima volta alle urne. L’Italia scelse la Repubblica e, con lei, i valori sanciti dalla Costituzione. Mattarella richiama l’articolo 11: “Il ripudio della guerra per regolare vertenze internazionali – irreversibile cambio di prospettiva rispetto al fascismo – e la scelta di condividere sovranità con altri popoli, in condizione di parità, per dar vita a un ordinamento che potesse assicurare convivenza pacifica ed eguaglianza fra gli Stati”.

Mattarella: “No alla prepotenza delle armi”

Sono le premesse della partecipazione del nostro Paese alla costruzione del nuovo ordine multilaterale, formalizzata poi nell’adesione al progetto europeo, all’Alleanza Atlantica e alle Nazioni Unite, “conferma e concreta declinazione” dei principi che hanno condotto la Repubblica “a sostenere l’opera dell’Onu” e “l’azione delle Corti internazionali, presidio indispensabile di una civiltà fondata sul presupposto che, anche nelle relazioni fra Stati, a prevalere debba essere la forza della legge e non la prepotenza della forza delle armi“. Sono principi che oggi, 80 anni dopo, vengono “gravemente aggrediti”.

Per Mattarella questa tendenza “regressiva” dell’ordine internazionale ha avuto “un acceleratore preciso”: “L’ingiustificabile” invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. “Avvertiamo come nostra – scandisce allora, ancora una volta, il Capo dello Stato – la causa dell’indipendenza e della libertà di Kyiv”.

Mattarella: “Libano colpito in modo brutale e indebito”

Non solo Ucraina, però. “Il caos è tristemente evidente anche in Medio Oriente, conferma che le cattive pratiche raccolgono velocemente adepti”, ragiona l’inquilino del Colle che torna ad accendere i riflettori sulla “irrisolta crisi indotta dal conflitto tuttora in atto a Gaza e la perdurante minaccia di una guerra su vasta scala che dall’Iran potrebbe irradiarsi a tutta la regione”. Il conflitto in atto, è la dura sottolineatura, “già colpisce brutalmente e in modo indebito la popolazione civile del Libano“.

Guerre, violazioni del diritto internazionale e, con esso, della dignità e della vita umana, quindi. Non ci sono alibi, però. “Tutto questo non deve indurre alla rassegnazione, in nome di un malinteso realismo che, oltre che moralmente deprecabile, rappresenterebbe un grave errore di valutazione”, dice chiaro Mattarella. Perché se è vero che il quadro “è desolante“, è vero anche che è tutta “questione di volontà e di scelte”.

“Possiamo decidere – scandisce davanti al Corpo diplomatico, nel suo ennesimo elogio della diplomazia – di continuare a promuovere la primazia del diritto internazionale e la ricerca di soluzioni condivise, avverso alla logica dello scontro e della discordia”. Diversamente, “alimentare giacimenti di rancore, di odio – è l’avviso – spinge soltanto sulla strada della guerra e dei conflitti perpetui”. 

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