Abusi nelle istituzioni, chiesta la proroga del National Redress Scheme

15 Ottobre 2026 - 10:30
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Allora! Online – Redazione

Il National Redress Scheme dovrebbe restare operativo finché tutte le domande saranno esaminate. È la richiesta centrale del rapporto parlamentare presentato il 14 ottobre sul programma australiano di riparazione per le persone che hanno subito abusi sessuali durante l’infanzia in contesti istituzionali. La commissione propone inoltre di spostare dal 30 giugno al 31 dicembre 2027 il termine per presentare le richieste.

La scadenza complessiva del programma rimane fissata al 30 giugno 2028. Il rapporto contiene raccomandazioni: non modifica automaticamente né la data di chiusura né quella di accesso. La richiesta di proroga arriva mentre il volume delle pratiche in attesa continua a mettere sotto pressione il sistema.

Il documento, intitolato “Their Courage, Our Responsibility”, conclude un’inchiesta durata circa un anno e formula 31 raccomandazioni. La presidente della commissione, la deputata laburista Jodie Belyea, ha sottolineato l’esigenza di una chiusura responsabile e di un sostegno che prosegua anche oltre la fine del programma, tenendo conto delle esperienze traumatiche delle persone coinvolte.

I dati ufficiali pubblicati a settembre chiariscono la dimensione del problema. Al 31 agosto erano state ricevute complessivamente 85.969 domande; 48.854 attendevano ancora la comunicazione di un esito. Tra queste, 32.852 potevano essere lavorate dal programma, mentre altre richiedevano informazioni aggiuntive, verifiche particolari oppure risultavano sospese.

Nei sei mesi precedenti erano arrivate in media 1.721 richieste al mese. Ad agosto ne erano state risolte 993. Sono indicatori riferiti a periodi differenti, ma mostrano la difficoltà di ridurre la coda mentre continuano ad arrivare nuove domande. Alla stessa data risultavano effettuati 24.082 pagamenti, per circa 2,14 miliardi di dollari australiani.

Il programma offre un pagamento di riparazione, assistenza psicologica e una risposta personale dell’istituzione responsabile. Già l’Australian National Audit Office, nel rapporto pubblicato il 24 novembre 2025, aveva documentato tempi lunghi: per le domande completate fino al giugno di quell’anno, l’attesa media dall’avvio del programma era di 16,3 mesi.

Secondo ABC News, la commissione ritiene che più tempo per presentare domanda favorirebbe anche l’accesso di gruppi che incontrano maggiori ostacoli, fra cui persone aborigene e delle isole dello Stretto di Torres, persone con disabilità, detenuti e ospiti delle strutture per anziani.

Il governo non ha ancora annunciato una proroga. Un portavoce della ministra dei Servizi sociali, Tanya Plibersek, ha spiegato ad ABC che l’esecutivo attende la revisione prevista dalla legge, il cui rapporto è atteso a novembre. Un prolungamento richiederebbe inoltre accordi con Stati, Territori e istituzioni partecipanti. Per chi attende un esito, il nodo resta trasformare l’impegno alla riparazione in una risposta concreta entro tempi sostenibili.

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