Trust discrezionali, in Parlamento la proposta di tassa minima al 30%

15 Ottobre 2026 - 10:30
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Allora! Online – Redazione

Il governo Albanese ha presentato in Parlamento il 14 ottobre i disegni di legge che introducono una tassazione minima del 30% sui redditi dei trust discrezionali. L’applicazione è prevista dal 1° luglio 2028. La proposta, che deve ancora completare l’iter parlamentare, riapre il confronto fra equità fiscale e costi per le imprese familiari che utilizzano queste strutture.

Nei trust discrezionali, chi amministra il patrimonio decide come distribuire il reddito fra i beneficiari. Il documento esplicativo del Budget riconosce il loro ruolo nella protezione dei beni e nella successione, ma sottolinea che possono anche consentire di ripartire i redditi fra persone soggette ad aliquote differenti. Secondo l’analisi del Tesoro, nel 2022-23 le famiglie con trust discrezionali avevano in media un’aliquota effettiva inferiore di circa quattro punti percentuali rispetto a famiglie con redditi simili che non li utilizzavano.

Il tesoriere Jim Chalmers sostiene che la riforma avvicinerà il trattamento dei redditi patrimoniali a quello dei salari. Nel presentare l’intervento, ha affermato che oltre il 95% dei contribuenti individuali non riceve redditi da trust e che meno del 10% delle piccole imprese sarebbe interessato dalle modifiche in un dato anno.

L’Australian Council of Social Service ha accolto favorevolmente la proposta. La sua amministratrice delegata, Cassandra Goldie, considera il cambiamento necessario per ridurre vantaggi fiscali che favoriscono i redditi più elevati. L’organizzazione ricorda che circa il 90% della ricchezza detenuta nei trust privati appartiene al decimo più ricco delle famiglie australiane e sostiene che il gettito recuperato dovrebbe contribuire a finanziare sanità, sostegno al reddito e abitazioni accessibili.

Il testo prevede diverse esclusioni, fra cui trust a quote fisse, trust caritatevoli, strutture dedicate a persone con disabilità e fondi pensione. Sono previste esenzioni anche per i redditi della produzione primaria e per determinate situazioni riguardanti minori vulnerabili e successioni.

La proposta prevede dal 1° luglio 2027 agevolazioni fiscali per chi sceglierà di riorganizzare la propria attività. Un’alternativa consentirebbe di uscire dal regime minimo mantenendo distribuzioni coerenti con una designazione preventiva dei beneficiari, senza dover ristrutturare il trust.

Restano le critiche degli operatori. In un comunicato del 14 ottobre, Pitcher Partners ha chiesto correttivi parlamentari sulle perdite fiscali pregresse e sul trattamento dei beneficiari societari. Secondo la società di consulenza, senza adeguate misure transitorie alcune imprese rischiano oneri aggiuntivi e difficoltà nel finanziare i progetti in corso.

Il passaggio parlamentare dovrà quindi definire quanto efficacemente il nuovo sistema riesca a limitare i vantaggi fiscali senza imporre costi evitabili alle attività coinvolte.

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