Anche i ricchi piangeranno. Ecco la patrimoniale del campo largo

14 Luglio 2026 - 09:20
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Anche i ricchi piangeranno, anzi i ricchissimi, forse (ma pochi: solo cinquantamila persone) se il centrosinistra accoglierà l’appello lanciato da Riccardo Staglianò, giornalista e autore del volume “Tassare i milionari” (ed. Einaudi), durante la presentazione del volume nella non casuale Sala Berlinguer della Camera, alla presenza e con la collaborazione dell’economista area dem Cecilia Guerra, della deputata M5s Chiara Appendino (minoranza interna dura e pura e non contiana) e della deputata Avs Elisabetta Piccolotti, moderate dalla giornalista Eva Giovannini. Andate e parlatene tutti, dice Staglianò ai già tramortiti esponenti del campo largo (dopo l’intervento di Conte dal palco di Napoli, quello in cui il leader del M5s ha detto “…stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”). Altro tema, altro fronte: si tratta di prendere ai ricchi per dare ai poveri (e ceto medio impoverito), e pazienza se il super-ricco dovrà rinunciare, tramite la tassazione di patrimoni di circa 5 milioni di euro, dice Staglianò, “a seimila euro”. Il concetto è: se non glielo dicono i commercialisti, di questa tassa che viene chiamata anche “contributo di solidarietà”, neanche se ne accorgono, dei seimila euro. “Vorrà dire rinunciare all’ennesimo cappotto in cachemire di Cucinelli o a un abbonamento al circolo Canottieri Tevere?”, continua l’autore, convinto portavoce della bandiera, come da sottotitolo del libro: “Non è comunismo, ma elementare buonsenso”. Ma la parola “patrimoniale” non dovrebbe essere usata: “Non deve far paura”, si tratta di “tassare i milionari, non i ricchi”. Ed ecco che si fa strada il punto che si potrebbe riproporre al povero campo largo già in subbuglio: anche Elly Schlein ne ha parlato, tempo fa, del non-tabù (tassare appunto l’un per cento straricco della popolazione italiana, a fronte dei tantissimi, 99 per cento, che versano e versano tasse). Appendino li chiama “i super-Paperoni”. “Sarebbe come una piccola finanziaria gentilmente offerta”, dice l’autore”, un aiuto “per alzare le buste paga” di chi arranca, un “possibile tesoretto” per abbassare tasse al ceto medio. Non è neanche Robin Hood, piuttosto Pedro Sanchez. Sempre Appendino rivendica il reddito di cittadinanza. Guerra sciorina numeri. Piccolotti vuole parlare di scuola, suo cavallo di battaglia su cui nota scarso interesse durante le trasmissioni tv. E a chi vorrebbe mettere insieme il programma del campo largo si fa notare che c’è gente che non riesce a “mettere insieme il pranzo con la cena”. Il concetto è: in Europa, e non solo in Spagna, già lo fanno, perché qui no? Prendete coraggio, a sinistra, e diffondete l’idea di una “millionaire tax”. Cose che “tutti capiscono”, come quelle dette dal M5s, è il punto su cui insiste l’ex sindaca di Torino pro domo sua più che di Conte. Anche perché non soltanto nel Pd, ma anche nel M5s il tema della patrimoniale non riscuote consenso unanime. E la posizione del Pd? E il campo largo? si insiste con Guerra. “Di questo tema si deve parlare; è per così dire segnaletico rispetto al tema delle diseguaglianze”. Si, ma nella coalizione come verrebbe presa, questa bandiera? “La tassazione milionaria nasce in un contensto internazionale”. Solo che intanto si pone un problema: come comunicarla, questa tassa? “Altro che Cucinelli”, sospirano sottotraccia del campo largo.


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