Appello di sei Regioni italiane contro i tagli al bilancio dell’UE
Bruxelles – Il messaggio è chiaro: la proposta per il bilancio pluriennale dell’UE 2028-2034 che “vede il Consiglio coinvolto con la Nego-Box della presidenza irlandese è sbagliata”. Il motivo? “Impoverisce i territori, i livelli di cittadinanza e va contro un’idea di Europa costruita in questi decenni”. A dichiararlo oggi (14 ottobre) è il presidente del gruppo dei Socialisti al Comitato europeo delle Regioni, Luca Menesini, in un punto stampa al Parlamento europeo di Bruxelles, a margine della plenaria del Comitato delle Regioni, in cui ha presentato l’appello che esponenti progressisti italiani ed europei, tra cui sei presidenti di Regione, eurodeputati e rappresentanti del Comitato europeo delle Regioni, hanno lanciato contro l’ipotesi di ridurre il prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE. “Se continua questa proposta, il nostro voto sarà contrario all’interno delle nostre istituzioni“, ha avvertito Menesini.
L’appello si intitola ‘Un’Europa dei territori, non un’Europa dei tagli’ ed è promosso da un fronte di esponenti progressisti italiani ed europei, tra cui sei presidenti di Regione, eurodeputati e rappresentanti del Comitato europeo delle Regioni. Il documento ha avuto il sostegno di Menesini, dei capidelegazione al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti (PD, S&D) e Pasquale Tridico (M5s, La Sinistra), insieme ai presidenti di Regione, Antonio Decaro (Puglia), Stefania Proietti (Umbria), Alessandra Todde (Sardegna), Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Eugenio Giani (Toscana) e Roberto Fico (Campania). Inoltre, l’appello sta ancora circolando per poter ottenere il supporto anche di altri amministratori locali. “Lavoreremo anche con i sindaci a partire dalle grandi città e ovviamente lo consegneremo ai nostri rappresentanti che siedono sia in Consiglio che in Commissione”, ha annunciato Menesini.
Nel documento, i firmatari criticano sia la proposta della Commissione europea sia, soprattutto, l’ipotesi avanzata dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’UE di un taglio da 141 miliardi di euro, pari all’8 per cento del futuro bilancio comunitario. Secondo i sostenitori dell’appello, si tratta di una mossa per andare incontro alle richieste dei Paesi cosiddetti “frugali”. Il compromesso negoziale (Nego-Box) proposta dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’UE è all’insegna di riduzioni ulteriori a quelle già proposte dal governo di Cipro, Paese che ha ricoperto la presidenza nel primo semestre dell’anno, prima dell’Irlanda. In particolare, per politica agricola comune (PAC) e politica di coesione, programmi accorpati per la prima volta in uno stesso, unico, strumento di finanziamento, è prevista una riduzione di 27,8 miliardi di euro rispetto alla precedente proposta della presidenza cipriota (942 miliardi).
L’eurodeputato e capodelegazione del PD (S&D), Nicola Zingaretti, ha affermato che con questa Nego-Box “Bruxelles si rende complice dell’esclusione delle Regioni italiane come autorità di gestione dei fondi europei”. Secondo Zingaretti, il QFP attuale è “inaccettabile sia per la quantità delle risorse, poche, sia per la qualità, perché si escludono i territori dalla programmazione europea”. Sulla stessa linea l‘eurodeputato del Movimento 5 stelle (La Sinistra), Pasquale Tridico, secondo cui “questo bilancio inaccettabile va contrastato in tutti i modi” perché “sottrae oltre 140 miliardi di euro ai territori e alla politica di coesione, la politica più importante dell’Unione europea”. In questo scenario, ha sottolineato, “la cosa che fa più rabbia ancora è il fatto che allo stesso tempo i fondi per la difesa sono quintuplicati”.
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