“Battito animale” in Valle d’Aosta: a tu per tu con stambecchi, muli e alpaca

Non solo foliage: l’autunno in montagna regala anche la possibilità di osservare più da vicino la fauna selvatica e di vivere esperienze in compagnia degli animali.
Archiviata l’alta stagione estiva e in attesa che le piste si affollino di sciatori, questa stagione cambia il passo della montagna. Le presenze umane si diradano, i sentieri ritrovano silenzio e anche le quote assumono un significato diverso tra boschi, pascoli e mulattiere che riacquistano la loro dimensione più reale e intanto il paesaggio cambia colore. Larici, faggi e aceri accendono i versanti di giallo, rame e rosso, invitando a fermarsi un po’ più a lungo.
È anche questo il momento in cui la montagna lascia più spazio a chi la abita tutto l’anno. Gli animali tornano più chiaramente al centro del paesaggio e, per chi sceglie la Valle d’Aosta in questa stagione, possono diventare i veri motivi del viaggio.
La Valle d’Aosta in sella
Per cambiare prospettiva basta salire in sella, ma non di una bici. In Valle d’Aosta le passeggiate a cavallo permettono di percorrere sentieri, poderali, boschi e piccoli nuclei rurali con un ritmo diverso da quello dell’escursionismo tradizionale. A Vetan, sopra Saint-Pierre, per esempio, il Centro di turismo equestre La Granzetta propone itinerari che vanno dalle prime esperienze alle uscite di più ore, attraversando la conca affacciata sulle valli di Cogne, Valsavarenche, Rhêmes e Valgrisenche. Il centro è aperto durante tutto l’anno e l’azienda agricola ospita, oltre ai cavalli, anche asini e muli.
Con asini e muli in lentezza
Se il cavallo invita a cambiare prospettiva, asini e muli insegnano soprattutto un’altra cosa: andare piano. In Valpelline, per esempio, Esprisarvadzo propone trekking accompagnati dagli asini, utilizzati anche per il trasporto degli zaini, lungo percorsi che attraversano paesi, antichi canali irrigui scavati a mano, aziende agricole, cantine e testimonianze della vita rurale. Il Gran Tour della Valpelline è concepito proprio come un viaggio a tappe nel territorio, con gli animali al seguito.
Il mulo e l’asino non sono una curiosità aggiunta al trekking, ma riportano il cammino a una dimensione antica della montagna, quando trasportare merci, viveri e attrezzature lungo i sentieri faceva parte della quotidianità. Non per nulla, del resto, si chiamano mulattiere.
Safari sì, ma sulle Alpi
Per partecipare a un safari, in Valle d’Aosta, non servono jeep né savane. In Valsavarenche, nel Parco Nazionale Gran Paradiso, il Safari Alpino porta piccoli gruppi a piedi alla ricerca degli animali selvatici nel loro ambiente naturale: stambecchi, camosci, aquile reali e gipeti, osservati con l’accompagnamento delle Guide del Parco. Per il 2026 NaturAlp propone l’attività fino al 31 ottobre.
Ed è forse proprio l’autunno il momento in cui la parola “safari” assume qui il significato più interessante. Nel Parco i boschi cambiano colore e per camosci e stambecchi si avvicina la stagione riproduttiva: la natura non è uno scenario da attraversare, ma qualcosa da leggere attraverso movimenti, tracce, richiami e attese.
A passeggio con gli alpaca
Il ritmo cambia ancora sulle alture di Montjovet, dove Alpaca Sapé alleva questi animali originari delle Ande da oltre vent’anni. Qui è possibile partire per una passeggiata semplice nei dintorni dell’allevamento, tra prati, boschi e sentieri della bassa Valle, conducendo l’alpaca e imparando nel frattempo a conoscerne comportamento e caratteristiche. L’esperienza dura all’incirca un’ora e mezza di cammino e permette anche di incontrare il resto del branco.
L’allevamento permette, inoltre, di scoprire anche il valore della fibra di alpaca, apprezzata per morbidezza e capacità termica e naturalmente disponibile in numerose sfumature. Dalla cura degli animali alla raccolta e alla lavorazione della fibra, fino alla produzione di filati e manufatti, l’esperienza restituisce così una dimensione più completa dell’allevamento: non soltanto un incontro ravvicinato con l’animale, ma la scoperta di una piccola filiera che nasce dal branco e prosegue nel lavoro artigianale.
Falconiere per un giorno
A Gignod, alle porte di Aosta, il rapporto con gli animali passa invece attraverso il cielo. L’esperienza Falconiere per un giorno comincia imparando a conoscere i rapaci e il modo corretto di avvicinarli, per poi indossare il tradizionale guanto e partire per una passeggiata nei boschi accompagnati dal falconiere. Tra gli animali presenti figurano poiana di Harris, barbagianni, e gufo delle nevi; durante il percorso è possibile osservare il rapace in volo e scoprirne da vicino comportamento e abitudini. L’esperienza dura complessivamente circa quattro ore ed è proposta durante tutto l’anno.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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