La Catalogna del “tardor”: itinerari stagionali tra le vie del vino

In Catalogna l’autunno ha un nome usato dai poeti: è il “tardor”, che parla di mattini fatti di bruma, pioggerella fine, aria fresca, boschi accesi di colori e vendemmia.
Si ritrova sfogliando i versi dei poeti catalani, Amb la tardor vindré di Miquel Martí i Pol e Fi de tardor di Joan Vinyoli, e si può rivivere percorrendo una delle nove Rutes del Vi de Catalunya alla ricerca delle 12 Denominazioni di Origine (Do).
Tra mare, vento e montagna
La Ruta del Vi de la DO Alella è la più vicina a Barcellona. Qui, tra i territori di Maresme, Vallès Oriental e Barcelonès, il vitigno di punta è la Pansa Blanca. Il mix di terreni di granito sabbioso e la brezza che soffia dalla Serralada Litoral generano vini freschi, eleganti, minerali e mediterranei. Orienteering e picnic tra i vigneti, visite sulle orme della storia romana, cucina a km zero e degustazioni guidate nelle cantine completano il viaggio. Il Mediterraneo e il vento di tramontana creano le condizioni ideali per esplorare la Ruta del Vi de la Do Empordà, un itinerario che si snoda tra le pendici dei Pirenei e le baie della Costa Brava. Dove oggi si producono Grenache bianco, grigio e rosso, Carignan e Macabeo, già gli antichi Greci coltivavano la vite. Le piccole e grandi aziende vinicole producono vini diretti ed espressivi e organizzano degustazioni sensoriali, tour con focus architettonici e colazioni rurali tra i filari. Prima i Fenici e i Romani, poi i monaci certosini, che nel XII secolo fondarono la Cartoixa d’Escaladei, la prima certosa della penisola iberica, furono i precursori delle vigne che oggi si rincorrono lungo la Ruta del Vi Doq Priorat/Do Montsant, che copre la regione del Priorat. I due vitigni a bacca nera, Grenache e Carignano, danno vita a vini intensi e distintivi, mentre il contorno paesaggistico del Parc Natural de la Serra de Montsant offre spunti per passeggiate, degustazioni sotto le stelle e tour teatralizzati.
Dai Pirenei a Montserrat
Una Catalogna meno nota, carica di personalità e luoghi da visitare tra castelli medievali e borghi di pietra, si snoda lungo la Ruta del Vi de Lleida. Dalle pianure ai Pirenei di Lleida, dai 200 ai 1.000 metri di altitudine, i vigneti regalano la Do Costers del Segre, con vini freschi e aromatici in montagna e più potenti e concentrati a Les Garrigues e nelle Valls del Riu Corb. Su questa Ruta è entusiasmante scoprire, in sella alla bici, i vigneti di Raimat e le installazioni artistiche nascoste tra i grappoli d’uva. Ai piedi di un’altra montagna, la sacra Montserrat, scorre la Ruta del Vi de la Do Pla de Bages, il cui simbolo è il vitigno locale Picapoll. A un’ora da Barcellona, quest’uva bianca dagli aromi erbacei e floreali è recentemente rinata, insieme ad altre varietà autoctone come il Mandó e il Sumoll. Il paesaggio, costellato di muri a secco, si presta a brunch tra le vigne e divertenti tour in buggy seguiti da degustazioni. Dalla cima di Montserrat, poi, si scorgono i vigneti del Penedès. Tra Barcellona e Tarragona, la Ruta del Vi del Penedès è la terra eletta del vitigno a bacca bianca Xarel·lo e del celebre spumante catalano, il cava. Qui, come dimostra Codorníu, una cantina con quasi 500 anni di storia familiare, la vendemmia è un’attività antica. Oltre all’e-bike, sul territorio si può partecipare a tour in 4×4 attraverso il Parc del Foix e visitare il Museo delle culture del vino della Catalogna.
Borghi, monasteri e cattedrali del vino
La Ruta del Vi de la Do Tarragona si sviluppa tra la costa, la campagna di Tarragona, i monti di Prades e la valle del fiume Ebro e copre un territorio con un clima dolce e soleggiato e una storia vitivinicola davvero antica. Se si parla di varietà tipiche, qui la più conosciuta è il Macabeo, ma la Do Tarragona regala anche rossi eleganti, bianchi fruttati, rosati freschi e vini liquorosi. Da vedere lungo la Ruta, la “Catedral del Vino de Nulles”, la storica Cooperativa di Nulles, un capolavoro dell’architettura modernista firmato dall’architetto Cèsar Martinell. Rimanendo in zona Ebro, sulla riva destra del fiume catalano, la Ruta del Vi de la Do Terra Alta rivela la straordinaria natura delle Terres de l’Ebre, una terra proclamata Riserva della Biosfera dall’Unesco. Il Grenache bianco è un vitigno che, in questo territorio, esiste fin dal XVII secolo, e la sua fama è portata avanti da cantine prestigiose, vere e proprie “cattedrali del vino”, come il Celler Cooperatiu de Gandesa, progettato dall’architetto Cèsar Martinell, allievo di Gaudí. L’ultima Ruta, la Ruta del Trepat i Vins de la Conca de Barberà, omaggia il Trepat, un vitigno tradizionale unico che dà vita a vini leggeri, freschi e fruttati. In questi luoghi la storia della viticoltura è strettamente legata al Reial Monestir de Santa Maria de Poblet, uno dei complessi monastici medievali in stile gotico più grandi e meglio conservati d’Europa. Qui, i villaggi di Barberà de la Conca, Sarral, Solivella, Pira, Blancafort, Rocafort de Queralt, l’Espluga de Francolí e Montblanc invitano a rallentare per degustare la vita.
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