Bracconaggio e armi fuorilegge: tre indagati. Vasta operazione della Polizia locale di Castano Primo, Polizia di Stato e Carabinieri Forestali di Magenta
Un’imponente operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato a galla un presunto giro illecito di bracconaggio, furto venatorio di ungulati e detenzione illegale di armi e munizioni a cavallo tra le province di Milano, Varese e Pavia.
Nelle prime luci dell’alba di venerdì 9, gli agenti sono entrati in azione in diversi siti individuati al termine di un’articolata attività d’indagine. Il decreto di perquisizione, emesso dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha visto impegnato un dispositivo interforze composto dal personale della Polizia Locale di Castano Primo e Nosate, del Commissariato di P.S. di Busto Arsizio, della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura bustocca e dei Nuclei Carabinieri Forestale di Magenta e Varzi.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti tre uomini di nazionalità italiana, tutti incensurati, sospettati di essere i responsabili di un’attività sistematica di prelievo illecito di specie protette.
Le perquisizioni, effettuate sia nelle abitazioni sia nei dispositivi elettronici in uso agli indagati, hanno confermato le ipotesi investigative. In due abitazioni di Busto Arsizio gli operatori hanno rinvenuto diversi silenziatori per armi da fuoco. In un ulteriore sito bustocco e in un immobile in provincia di Pavia sono state invece scovate centinaia di cartucce per arma corta e lunga non denunciate o possedute oltre i limiti consentiti dalla legge.
Oltre alle irregolarità sulla detenzione della polvere da sparo e del munizionamento, i controlli hanno evidenziato gravi violazioni sulle modalità di custodia: diverse armi, pur regolarmente denunciate, si trovavano in luoghi diversi da quelli previsti e sprovviste delle necessarie misure di sicurezza, rimanendo così pericolosamente “a portata di mano”.
Al termine delle operazioni, le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro penale e amministrativo un ingente quantitativo di materiale: 30 fucili da caccia di vario calibro, 10 carabine, 4 pistole semiautomatiche, 2 revolver e 1 arma bianca; 6 soppressori di suono, ben 6.201 munizioni per arma corta e lunga (a palla singola e spezzata) e 150 grammi di polvere da sparo; fototrappole, ottiche da puntamento notturno e visori termici, oltre ai telefoni cellulari degli indagati.
Per i tre uomini è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria, accompagnato dal ritiro cautelativo di tutte le armi, delle munizioni e dei relativi titoli di porto d’armi. L’operazione ha fatto luce anche su violazioni legate alla tutela dell’ambiente e degli animali. Ad uno degli indagati è stata infatti contestata la detenzione illecita di fauna protetta sottoposta alla normativa internazionale CITES: all’interno della sua proprietà sono state rinvenute sei tartarughe della specie Testudo hermanni. Gli esemplari sono stati prontamente sequestrati e presi in carico da un centro di recupero specializzato.
Gli accertamenti non si fermano qui. Gli inquirenti disporranno specifici perizie tecniche sui silenziatori sequestrati per verificare se siano stati impiegati in precedenti episodi criminosi. Sotto la lente degli investigatori finiranno anche i dati contenuti nei cellulari confiscati.
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