“Modigliani è una figura che parla ai giovani. Grazie anche al digitale racconteremo l’uomo vero, attraverso i documenti”. Parla Quadrelli

16 Ottobre 2026 - 18:10
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“Modigliani è una figura che parla ai giovani. Grazie anche al digitale racconteremo l’uomo vero, attraverso i documenti”. Parla Quadrelli

“Modigliani è una figura che parla ai giovani. Grazie anche al digitale racconteremo l’uomo vero, attraverso i documenti”. Parla Quadrelli

Lunedì a Roma verrà ufficialmente inaugurata e presentata alla stampa la Fondazione dedicata ad Amedeo Modigliani. Oggi al Secolo d’Italia parla in una intervista esclusiva il presidente, Marco Quadrelli.

Presidente Quadrelli, quando è nata l’idea di dare vita a una fondazione dedicata agli Archivi Legali Amedeo Modigliani, e qual è lo spirito che anima questa iniziativa?

Ho conosciuto Christian Parisot nel 2023 a Milano, per motivi di lavoro legati all’arte. Da lì è nato un rapporto che negli anni è cresciuto attraverso un lavoro comune: gli eventi a San Marino, la produzione della docu-serie su Modigliani con San Marino RTV e altri progetti. Lavorando insieme abbiamo cominciato a parlare del futuro dell’archivio. Christian desiderava dare seguito alla volontà di Jeanne Modigliani, la figlia dell’artista, che nel 1983 aveva costituito a Parigi gli Archives Légales e glieli aveva affidati. Io ho messo a disposizione la struttura perché quel patrimonio avesse una casa solida e duratura. Così il 24 aprile 2026 è nata a Rimini la Fondazione, che dal 1° settembre ha personalità giuridica come ente del Terzo settore. Lo spirito è quello di custodire questi documenti, tenerli uniti e aprirli alla ricerca. Distinguiamo ciò che dicono le carte da ciò che è testimonianza o interpretazione. La storia di Modigliani deve poggiare sulle fonti, non sulla leggenda.

Amedeo Modigliani è senza dubbio uno dei più grandi talenti artistici italiani della storia del Novecento. Nell’era digitale, quanto è importante raccontarlo ai giovani e come si possono usare in questo senso le nuove tecnologie?

È fondamentale. Modigliani è una figura che parla ai giovani: un ragazzo di Livorno che a ventidue anni va a Parigi e inventa un linguaggio tutto suo. Il rischio è che arrivi a loro solo il mito dell’artista maledetto. Il digitale ci permette di raccontare l’uomo vero, attraverso i documenti. Il primo passo l’abbiamo già fatto: l’inventario dell’archivio è online e chiunque può consultarlo liberamente, uno studente come un ricercatore. Poi c’è l’Accademia Modigliani, diretta dalla professoressa Chiara Giacomoni, che mette l’arte in dialogo con discipline diverse, dalla matematica alla diagnostica. La rubrica “Matematica e arte” va proprio in questa direzione. In programma ci sono anche percorsi educativi nei luoghi di Modigliani, da Livorno a Parigi, e una piattaforma digitale dedicata. Infine la docu-serie di San Marino RTV con Paolo Mieli ha dimostrato che la televisione e lo streaming possono portare questa storia a un pubblico nuovo.

Partite da un patrimonio di oltre 6.000 pezzi. Quali sono quelli che ritiene più suggestivi o significativi?

Il fondo conta oltre 6.000 pezzi, tutti originali, cartacei e fisici: atti, corrispondenza, fotografie, cataloghi, riviste d’epoca e una biblioteca specialistica. Li stiamo lavorando con progressività, uno per uno. Finora abbiamo inventariato 282 dossier in sette serie, di cui 153 già digitalizzati, ed è questa la parte che oggi si può consultare online. È un lavoro lungo, ma è l’unico modo serio di fare archivio. Tra i documenti, quelli che mi emozionano di più sono quelli che legano le persone. C’è la lettera di Jeanne Modigliani a Christian Parisot del 6 settembre 1983, l’anno in cui nascono gli Archives Légales. C’è il numero di novembre 1920 di “Les Arts à Paris”, la rivista di Paul Guillaume, che si apre con il suo articolo “Deux peintres: Modigliani, Utrillo”. E poi c’è un foglio manoscritto di Modigliani con due poesie. Tenere in mano la sua grafia ti fa capire che dietro il mito c’era un uomo che scriveva, leggeva, pensava.

La Fondazione è ufficialmente nata e presentata alla stampa. Adesso quale sarà la prossima iniziativa in programma?

Il 23 ottobre saremo al MAXXI, alla Festa del Cinema di Roma, per il documentario “Il caso Modigliani” di Luca Rea, prodotto da Fandango, in cui interviene Christian Parisot. Sul piano del lavoro quotidiano, la priorità è l’archivio: completare la digitalizzazione dei dossier e rispondere alle richieste degli studiosi in tempi certi, entro dieci giorni lavorativi. Poi c’è il programma dell’Accademia, con il Prix Modigliani a Sanremo, le collaborazioni con università e istituzioni e un convegno internazionale. Infine ci siamo dati un impegno sulla governance: entro giugno 2027 il Consiglio Direttivo passerà da tre a cinque membri, due dei quali indipendenti. Una fondazione seria si giudica anche da come si governa.

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