Magistrati, fino a 70mila euro di arretrati e aumenti da 20mila euro: il conto da quasi un miliardo

Fino a 70mila euro di arretrati, più aumenti di stipendio che, per i magistrati con maggiore anzianità, potrebbero arrivare a 20mila euro lordi all’anno. È il conto che lo Stato si prepara a pagare per ricalcolare le retribuzioni di circa 11mila magistrati italiani. Una partita da 970 milioni di euro, che pesa sui conti pubblici mentre il governo cerca risorse per la prossima manovra. A imporre gli adeguamenti sono alcune sentenze del Consiglio di Stato. A ricostruire la vicenda è il Sole 24 Ore.
Magistrati, 970 milioni per gli stipendi: chi riceverà gli arretrati
Le risorse compaiono nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles. Dei circa 1,9 miliardi previsti per il cosiddetto fondo sentenze, 970 milioni sarebbero destinati agli adeguamenti retributivi delle toghe.
La misura riguarda soprattutto i 10.638 magistrati in servizio nel 2018. Gli importi maggiori spetteranno a chi ha più anzianità e ricopre incarichi elevati. Non si tratta di un premio deciso dal governo, ma degli effetti di un contenzioso amministrativo sui criteri di aggiornamento degli stipendi.
Le sentenze del Consiglio di Stato sugli aumenti
A differenza degli altri dipendenti pubblici, i magistrati beneficiano di un adeguamento automatico triennale delle retribuzioni, collegato agli incrementi medi del pubblico impiego contrattualizzato.
Nel luglio 2025 il Consiglio di Stato ha censurato i criteri utilizzati per il triennio 2018-2020: dall’esclusione di alcune indennità al mancato conteggio del personale delle Autorità indipendenti, fino all’utilizzo di una media ponderata che favoriva il peso delle categorie più numerose, come scuola ed enti territoriali.
Una decisione analoga ha riguardato il triennio 2021-2023, imponendo di rivedere i calcoli relativi a sei anni.
Arretrati fino a 70mila euro e aumenti annui da 20mila
Il ricalcolo produrrà due effetti: arretrati da versare una tantum e aumenti permanenti degli stipendi. Per le posizioni più elevate, i primi potrebbero superare i 70mila euro lordi, mentre gli incrementi annuali potrebbero raggiungere i 20mila euro.
Le somme varieranno in base all’anzianità, alla carriera e al trattamento economico di ciascun magistrato.
Il conto per lo Stato e l’incognita dei nuovi adeguamenti
La spesa arriva mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti cerca le coperture per la manovra 2027, tra tagli all’Irpef e misure a sostegno dei redditi.
Ma i 970 milioni potrebbero non chiudere la partita. Come spiega Gianni Trovati sul Sole 24 Ore, restano da calcolare gli adeguamenti per il triennio 2024-2026, sui quali potrebbero incidere i nuovi criteri fissati dalle sentenze.
Il risultato è un onere che non si esaurisce con gli arretrati, ma rischia di pesare sui bilanci pubblici anche negli anni successivi.
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