«Brera nella città», l’arte della Pinacoteca arriva all’Università Cattolica
Veduta d'ambiente
Veduta d'ambienteOltre alla cultura, l’Università Cattolica da oggi custodirà ancora più arte. Parte infatti da questa settimana il progetto di valorizzazione di parte del patrimonio della Pinacoteca di Brera.
Il progetto “Brera nella città”, nato dalla collaborazione tra Università Cattolica, Pinacoteca di Brera e Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, prevede infatti l’esposizione nella sede di largo Gemelli a Milano di 37 affreschi, realizzati da grandi maestri del Rinascimento lombardo, tra cui i fratelli Ambrogio e Bernardino da Fossano detti Bergognone, Bernardino Lanino, Bernardino Luini e Bernardo Zenale, datati tra la fine del XIV e la metà del XVI secolo.
Questi affreschi, acquisiti per lo più da chiese e conventi milanesi soppressi o distrutti in età napoleonica, sono stati separati dal loro supporto originario per non andare perduti e resi oggetti mobili. A causa del numero così elevato e delle loro grandi dimensioni, non è stato possibile esporli tutti all’interno degli spazi della Pinacoteca. Di qui l’ideazione del Progetto “Brera nella città”, sostenuto dalla Direzione di sede del campus di Milano dell’ateneo, che coinvolge i tre partner e prevede l’esposizione degli affreschi presso l’Università Cattolica. Altri dipinti, in alcuni casi provenienti dalle stesse chiese, sono esposti nelle Gallerie Leonardo del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia.
La presentazione
L’intera collezione è stata presentata lunedì 14 settembre nell’Aula magna Maria Immacolata. «Con il progetto “Brera nella città” – ha detto la rettrice Elena Beccalli – contribuiamo attivamente, ancora una volta, a una partnership strategica tra istituzioni culturali di primo piano di Milano. In questo modo restituiamo ai cittadini un vasto patrimonio di affreschi realizzati dai grandi maestri del Rinascimento lombardo. Le opere esposte rendono ancora più preziosi i nostri spazi di per sé iconici, in cui la bellezza è di casa. Un’iniziativa culturale che accentua la nostra vocazione di ateneo aperto alla città e a tutti coloro che desiderano confrontarsi con la bellezza artistica. Un’esperienza di valore poiché non dimentichiamo che dall’estetica nasce l’etica: la bellezza, quando è custodita, condivisa e resa accessibile, educa lo sguardo, affina la sensibilità, invita alla cura dei luoghi e delle persone. Per una Università come la nostra, questo è un tratto distintivo: fare della bellezza non soltanto un patrimonio da ammirare, ma una via per generare consapevolezza, dialogo e bene comune».
Nel corso del 2026, gli affreschi sono stati sistemati in diversi spazi nella sede di largo Gemelli, in alcuni casi adattati per ospitare ed esporre il patrimonio delle pitture braidensi.
La visita guidata che ha seguito l’inaugurazione nella sala Negri da Oleggio ha condotto i visitatori agli spazi espositivi: al piano terra la Veranda dell’Aula Magna, le aule Maria Immacolata e Negri da Oleggio, al primo piano la Sala Professori e l’aula Gemelli, dove ogni dipinto è accompagnato da descrizione e didascalie su appositi pannelli dotati di Qr code per approfondimenti. Sono previste visite guidate a cura di dottorandi ed ex dottorandi dell’ateneo, ma anche di giovani storici dell’arte in formazione presso il corso di laurea in Storia dell’Arte e la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici dell’ateneo.
Una ricchezza per tutti
Come ha spiegato Stefania Buganza, docente di Storia dell’arte medievale in Cattolica e co-curatrice del Progetto “Brera nella città”, «gli affreschi depositati dalla Pinacoteca di Brera presso il nostro ateneo costituiscono un arricchimento significativo per la comunità accademica tutta. Certamente, per noi docenti, per i dottorandi e per gli studenti sono lo stimolo per nuove ricerche. Ma credo siano in grado di donare a tutti coloro che frequentano il campus la possibilità di godere ogni giorno della bellezza e di scoprire frammenti di storia e arte di Milano».
«Interpretando al meglio la ratio della legge “Italia in scena” (approvata nel marzo di quest’anno) che prevede una maggior valorizzazione dei depositi nei musei di Stato, sono davvero felice di questa collaborazione tra la Pinacoteca di Brera e la Cattolica di Milano», ha detto Angelo Crespi, direttore generale della Grande Brera.
Anche la co-curatrice del Progetto e storica dell’arte della Pinacoteca di Brera, Cristina Quattrini, ha sottolineato il valore del Progetto: «La presenza di un gran numero di affreschi, provenienti soprattutto da edifici religiosi milanesi e lombardi soppressi in epoca napoleonica, è una prerogativa della Pinacoteca di Brera. È un patrimonio unico, molto importante per la storia di Milano e per quella delle tecniche di estrazione e restauro delle pitture murali. A lungo gli affreschi hanno avuto un posto importante negli allestimenti del museo, per poi essere in parte tolti dalla vista negli ultimi decenni del secolo scorso».
Nel Progetto anche il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia ha un ruolo di prim’ordine. «La collezione di affreschi – ha sottolineato il direttore generale, Fiorenzo Marco Galli -testimonia in larga misura il lascito di Leonardo al territorio lombardo con la figura e le opere di Bernardino Luini e della sua Scuola e costituisce il fondo da allora valorizzato dal nostro Museo anche come testimonianza del valore del forte connubio fra arte e scienza».
Infine, il curatore del Progetto per il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Claudio Giorgione ha aggiunto: «Gli affreschi di Brera sono al Museo dal 1952, prima ancora della sua apertura ufficiale dell’anno successivo. Questo fu possibile grazie a un accordo tra il suo Fondatore, Guido Ucelli, e la direttrice della Pinacoteca, Fernanda Wittgens, sotto gli auspici dell’architetto Piero Portaluppi che si era occupato della ricostruzione di entrambe le istituzioni dopo i danni bellici. Nel corso di più di settant’anni il nucleo di affreschi in deposito si è modificato, passando dall’originale destinazione, decorare gli ambienti monumentali del Museo, a una nuova valorizzazione nelle Gallerie Leonardo».
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