Che cosa è successo negli scontri tra tifoserie prima di Torino-Juventus

Il derby di Torino si è trasformato in una lunga giornata di tensione e violenza, con scontri tra ultras di Juventus e Torino che hanno paralizzato per quasi un’ora l’area attorno allo stadio Olimpico e ritardato l’inizio della partita. Un pomeriggio di caos iniziato poco dopo le 16, quando alcune centinaia di tifosi bianconeri hanno lasciato piazzale Caio Mario diretti verso l’impianto sportivo.
Nella ricostruzione che fanno Giuseppe Legato e Caterina Stamin sulla Stampa, il corteo degli ultras juventini avrebbe attraversato corso Unione Sovietica tra cori, petardi e fumogeni, mentre dall’altra parte della città i sostenitori granata si muovevano dal Filadelfia verso la stessa zona. La polizia aveva predisposto un imponente dispositivo di sicurezza, con strade chiuse e mezzi schierati per evitare il contatto tra le due tifoserie.
La situazione è precipitata quando una parte del gruppo organizzato juventino si è staccata dal corteo principale tentando di raggiungere i tifosi del Toro. Ne sono seguiti circa quaranta minuti di guerriglia urbana: bombe carta, lacrimogeni, lanci di bottiglie e oggetti contundenti, con negozi costretti ad abbassare le serrande e passanti in fuga dalle strade invase dal fumo. «Questo non è calcio», avrebbe urlato un residente citato dal giornale mentre trascinava via il carrello della spesa.
Nel caos è rimasto gravemente ferito un tifoso juventino di trentasei anni appartenente al gruppo Vikings. L’uomo, originario di Milano, è stato colpito alla testa ed è stato trasportato prima all’ospedale Mauriziano e poi alle Molinette in condizioni critiche. Nelle ore successive si erano diffuse voci secondo cui il ferimento sarebbe stato causato da un lacrimogeno della polizia, ma dalla Questura – riferisce ancora La Stampa – sarebbe emerso che il trentaseienne sarebbe stato colpito da una pietra o da una bottiglia.
La notizia del ferimento ha ulteriormente infiammato il clima dentro lo stadio. Gli ultras juventini hanno chiesto ai giocatori di non disputare il derby e, secondo la ricostruzione del quotidiano, avrebbero minacciato un’invasione di campo nel caso in cui la squadra fosse scesa in campo regolarmente. La partita è quindi rimasta sospesa per oltre un’ora prima del via libera definitivo.
Quando le squadre sono finalmente entrate sul terreno di gioco, parte della curva bianconera ha lasciato gli spalti. Una serata che, più che di calcio, ha finito per parlare ancora una volta del peso e della violenza delle frange ultras nel calcio italiano.
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