Cia: bene Ue su zootecnia e proteine, ma mancano tempi e risorse
Roma, 8 lug. (askanews) – Le Strategie Ue per la zootecnia e le proteine vegetali segnano un cambio di approccio importante, riconoscendo finalmente il ruolo strategico dei due settori; tuttavia, senza una chiara tabella di marcia, tempi certi e adeguate risorse finanziarie, il rischio è che gli obiettivi indicati rimangano sulla carta. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta la presentazione delle due comunicazioni da parte della Commissione europea.
“È positivo che Bruxelles riconosca il valore della zootecnia e la necessità di rafforzare l’autonomia produttiva Ue sulle proteine vegetali – ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – Ma ora servono scelte concrete. Agli allevatori non si possono chiedere nuovi obblighi senza garantire al tempo stesso strumenti e fondi adeguati per sostenerli”.
Sulla Strategia per la zootecnia, infatti, Cia accoglie con soddisfazione il fatto che gli allevamenti non siano più considerati un problema, ma una colonna basilare per sicurezza alimentare, economia circolare e vitalità delle aree interne. Le uniche misure realmente operative, però, riguardano il benessere animale, con il graduale superamento delle gabbie e relative proposte legislative attese entro la fine del 2026 per galline ovaiole e polli da carne ed entro il 2027 per i suini.
Ma il punto critico per Cia resta quello delle risorse: a fronte dei rilevanti investimenti strutturali richiesti per questa transizione, la Commissione si limita a ipotizzare un possibile strumento finanziario dedicato, senza assumere impegni concreti e garantiti. Secondo Cia, invece, rendere questo passaggio sostenibile, vuol dire costruire un calendario credibile dal punto di vista legislativo e finanziario. C’è bisogno, quindi, di un piano chiaro con un budget riservato, oltre a procedure autorizzative più semplici per i progetti agricoli; una revisione pragmatica della Direttiva Nitrati; una Pac forte che continui a sostenere i comparti più vulnerabili.
Positivo anche il Piano d’azione sulle proteine vegetali, che punta a rafforzare la produzione europea e ridurre la dipendenza dall’estero. Oggi, infatti, l’Ue copre appena il 25% del proprio fabbisogno di colture proteiche, con l’ambizione di arrivare al 35% entro il 2035. Una sfida che riguarda da vicino anche l’Italia, dove il tasso di autoapprovvigionamento delle leguminose resta inferiore al 30% e circa l’80% della soia destinata alla zootecnia viene ancora importata. Per Cia è dunque fondamentale sostenere ricerca, innovazione e sviluppo delle filiere, ma anche garantire una più equa distribuzione del valore lungo la catena alimentare, affinché gli agricoltori possano investire in queste produzioni con adeguate prospettive di redditività. “L’obiettivo – ha concluso Fini – deve essere trasformare queste Strategie in opportunità vere per le imprese agricole”.
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