Creare bellezza è un atto di coraggio: la nostra intervista esclusiva a Natalie Portman

03 Agosto 2026 - 13:25
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Creare bellezza è un atto di coraggio: la nostra intervista esclusiva a Natalie Portman

Quando la incontriamo, in uno dei saloni decorati dello Château de La Colle Noire, Natalie Portman sembra appena uscita da un affresco. Radiosa, ci accoglie con la voce soffice e musicale e un pancione avvolto in un abito pastello firmato da JW Anderson. Sembra essere sempre stata lì, nella tenuta provenzale tanto amata da Monsieur Dior, dove il couturier aveva realizzato il sogno di coltivare ettari di fiori da profumo. Gli stessi che nel 1947, negli anni bui del dopoguerra, hanno ispirato la scia di Miss Dior, la fragranza floreale dedicata all’amata sorella Catherine, icona di coraggio, giovinezza e resistenza.

Incontriamo Portman proprio in occasione del lancio del nuovo Miss Dior Eau de Parfum, l’ultima declinazione del jus, che oggi si arricchisce di un cuore sensuale e cremoso di rose (tra cui spicca la Rosa di Maggio di Grasse, coltivata proprio in Provenza, nelle tenute partner della Maison) e di tocchi gourmand di vaniglia, mandorla e Fava Tonka.

Stavolta è Natalie Portman (con il pancione) a chiedere un selfie… a Minnie

Cosa farebbe Natalie Portman per amore?

Un inno alla giovinezza e alla femminilità a cui l’attrice statunitense, 45 anni, presta nuovamente il volto: nella campagna diretta da Manu Cossu, corre sorridente tra le strade di una Parigi invasa dai fiori sulle note pop di Good Luck, Babe! di Chappell Roan. Dopo aver confezionato un enorme bouquet di rose per l’amato, ribaltando con naturalezza uno dei gesti più tradizionali del corteggiamento, guardando in camera recita la domanda che da sempre accompagna Miss Dior: «E tu, cosa faresti per amore?»

natalie portman

Luminosa, Natalie Portman torna davanti all’obiettivo di Lachlan Bailey per Dior. Vestita da JW Anderson con un abito in moiré dai dettagli floreali, incarna una femminilità insieme forte e romantica, sospesa tra grazia e determinazione – Foto Pierre Mouton per Christian Dior Parfums

Parlandole scopriamo che la risposta si è evoluta nel tempo. Proprio come la sua vita e la sua carriera. Rispetto al 2011, anno del suo debutto come volto di Miss Dior, oggi Portman è madre di due figli e uno in arrivo, ha fondato insieme a Sophie Mas la casa di produzione MountainA e alterna il lavoro davanti alla macchina da presa a quello dietro le quinte. Dopo aver prodotto titoli come la miniserie Lady in the Lake e il film d’animazione Arco, candidato agli Oscar 2026, è pronta a tornare sul grande schermo con due progetti agli antipodi: la dark comedy The Gallerist, presentata al Sundance Film Festival, e Good Sex, la nuova commedia romantica diretta da Lena Dunham in arrivo su Netflix. «Per molto tempo mi è importato moltissimo dell’opinione degli altri. Poi il focus si è spostato su come io vedevo me stessa e il mondo», racconta ad Amica. Da qui prende avvio una conversazione che parte dalla nuova campagna di Miss Dior per parlare di indipendenza, autodeterminazione e del piacere di produrre storie capaci di restituire tutta la complessità dell’universo femminile.

Com’è cambiata in 15 anni e come sono cambiate le donne

Sono passati quindici anni dalla sua prima campagna per Miss Dior: rivedendo quelle immagini si vede cambiata, cresciuta?
Questa fragranza mi ha accompagnata in tantissimi momenti, sia dal punto di vista professionale che personale: quando ho girato la mia prima campagna non avevo ancora figli, mentre adesso sto per avere il terzo. Attraverso la lente di Miss Dior ho raccontato il desiderio femminile di amore, bellezza, gioia e libertà nelle diverse fasi della mia vita. Sono felice di poter coltivare un rapporto così duraturo con un brand come Dior.

Allungato, il nuovo fiocco poignard delle boccette di Miss Dior realizzato da atelier Faure, sfoggia l’emblematico motivo pied-de-poule della Maison, un codice estetico preso in prestito dal guardaroba maschile, simbolo del New Look firmato da Christian Dior. Un accessorio couture per la propria boccetta, da scegliere nelle varianti jacquard rosa tenue, gros-grain bianco e nero, blu denim e tweed rosa e argento – Foto Courtesy Press Office

Anche la sua idea di femminilità è cambiata in questi anni?
Per molto tempo mi è importato moltissimo di come gli altri mi vedessero, sia fisicamente che spiritualmente. Crescendo, il focus si è spostato su come io vedo me stessa e il mondo. Si torna davvero ad abitare il proprio corpo quando non si vive più alla ricerca della reazione o dell’approvazione degli altri. Questa è la grande trasformazione. Spesso a noi donne viene insegnato a compiacere gli altri, diventare grandi significa imparare a compiacere se stesse.

Ha riscontrato una trasformazione anche nei personaggi che interpreta?
Credo che oggi ci sia una ricerca molto più forte della libertà e dell’indipendenza. È qualcosa che abbiamo visto nell’evoluzione culturale delle donne, e lo si ritrova anche nelle commedie romantiche: un tempo il conflitto della protagonista era tra un uomo o l’altro. Oggi, invece, la domanda è come fare a mantenere la propria indipendenza e la propria libertà pur vivendo una relazione.

Dimples Agency

Come vive questa responsabilità, da attrice?
Credo che la cosa migliore sia mostrare il più ampio ventaglio di possibilità. Le donne devono poter essere tutto: avere una carriera, essere persone terribili, forti, fragili, leader, seguaci. Ho sempre detestato sentire parlare di “ruoli femminili badass”. Lasciateci semplicemente essere esseri umani: disordinate, straordinarie e imperfette, tutto allo stesso tempo. La mia responsabilità è scegliere ruoli molto diversi tra loro e non proporre un solo modello di donna a cui tutte dovremmo aspirare.

Le verità complesse di Natalie Portman

E come produttrice, cosa cerca oggi in una storia per sentire che meriti davvero di essere raccontata?
Io e Sophie (Mas, ndr) ci facciamo sempre due domande: la prima è se un regista abbia uno sguardo unico sul mondo e senta il bisogno di esprimerlo; la seconda è se la storia abbia davvero bisogno di essere raccontata in questo momento storico. Non deve per forza essere qualcosa di profondissimo: l’anno scorso, per esempio, ci sembrava importante fare una commedia, perché il mondo aveva bisogno di leggerezza e di gioia. Altre volte, invece, c’è un’urgenza più politica e sentiamo il bisogno di raccontare storie come Arco, un film a tema ambientale per i bambini.

Domaine des Naysses – Foto Dimples Agency

Nei suoi prossimi progetti c’è anche spazio per la commedia. Pensa che sia uno strumento di espressione potente per le donne nei media?
Non parlerei tanto di ironia, quanto piuttosto di verità complesse. Di storie che sembrano vere proprio perché non esiste mai un solo punto di vista. Ogni cosa contiene luce e ombra e porta con sé dei paradossi. Imparare a conviverci è forse la sfida più grande della vita. Per questo cerchiamo sempre storie e personaggi che restituiscano tutta la complessità della realtà. Io e Sophie ne parliamo continuamente quando leggiamo nuovi progetti. Anche questa fragranza, in fondo, ne è una metafora: è luminosa e scura, legnosa e floreale. La vita consiste proprio nel far convivere elementi opposti.

C’è un personaggio che ancora vorrebbe interpretare?
Forse è proprio questa la bellezza del recitare: ci sono infinite emozioni, situazioni e mondi da esplorare. Anche dopo aver interpretato personaggi molto diversi tra loro, sento che ci sono ancora tantissime cose che vorrei fare. Mi piacerebbe raccontare di più il mio rapporto con la natura. È una parte fondamentale della mia vita e finora non ho ancora avuto davvero l’occasione di esplorarla attraverso il mio lavoro.

Che cosa la ispira?
Le arti visive e i libri sono le due forme artistiche che mi ispirano di più al di fuori del cinema. Ma anche le persone. Penso a mia madre, che riesce a trovare la bellezza ovunque, a cogliere lo stupore e la gioia della natura.

Il segreto della gioia

A proposito di bellezza, si aspettava che il mondo beauty cambiasse così tanto negli ultimi dieci anni?
È interessante: non mi aspettavo che il trucco e il profumo sarebbero diventati forme così importanti di espressione personale. Mi piace l’idea che oggi sia soprattutto un modo per esprimere la propria identità e che ognuno possa farlo a modo suo. È diventato qualcosa di molto più democratico, anche per il modo in cui si è diffuso: oggi sono i ragazzi online a condividere conoscenze e ispirazione, non più soltanto le figure tradizionalmente considerate autorevoli.

Miss Dior Eau de Parfum si veste di una nuova intensità grazie a un cuore di assoluta di rosa di Grasse, coltivata nelle esclusive tenute partner della Maison. La morbidezza della vaniglia mandorlata e il calore della fava tonka si fondono con la cremosità del sandalo lattiginoso, mentre sul fondo il patchouli e l’essenza di legno di rosa lasciano una scia sensuale e persistente – Foto Courtesy Press Office

Lo storytelling è una pratica di empatia, che avvicina le persone. Pensa che una fragranza possa fare qualcosa di simile?
Credo proprio di sì. Siamo molto concentrati sulla vista, sull’udito, sul tatto, mentre dell’olfatto parliamo pochissimo. Eppure è fondamentale per il modo in cui ci sentiamo. Agisce al di sotto del livello della coscienza, ed è proprio questo a renderlo così magico, quasi mistico. Durante la pandemia molte persone che hanno perso l’olfatto raccontavano di non sentirsi più davvero a casa o di non riuscire a entrare in sintonia con gli altri. Ci si rende conto di quanto la nostra percezione del mondo passi anche attraverso gli odori. È un senso che ci mette in relazione con le persone, è una parte importante del legame che si crea.

Secondo lei, cosa dovremmo fare per rimanere positivi, pieni di gioia e innamorati, come Miss Dior, in un mondo così difficile?
Me lo chiedo anch’io. Però penso davvero che Catherine Dior, la fonte d’ispirazione originale di questo profumo, sia un modello straordinario. Anche di fronte a tutta l’oscurità della Seconda guerra mondiale, ha saputo conservare la speranza e la convinzione che le cose potessero migliorare, cercando la bellezza e lavorando per un mondo più giusto. Continuo a pensare a lei. Oggi affrontiamo sfide diverse, ma aggrapparsi a quella speranza è fondamentale. È così facile diventare disillusi, pensare che sia tutto terribile.

Cercare la bellezza, coltivare lo stupore, esprimere amore, combattere le ingiustizie: sono tutte cose che tengono vivo il nostro spirito. Ovviamente Miss Dior è un personaggio, ma penso che tutte noi, come donne, siamo alla ricerca di una vita fatta di gioia, stupore, amore, passione e libertà. Del desiderio di poter avere tutto, vivere tutto, sentire tutto. Certo, è un ideale. So bene che è difficile raggiungerlo ogni giorno, ma è importante continuare a cercarlo.

Dimples Agency

Nella campagna torna la domanda “Cosa faresti per amore?”. Com’è cambiata nel tempo la sua risposta?
Per certi aspetti è rimasta la stessa. Quando si ama qualcuno si è disposti a fare qualsiasi cosa. Però, come dicevo, amare non significa solo rendere felice qualcun altro. Significa anche trovare l’amore dentro di sé, sapersi godere il piacere e la bellezza. Non solo compiacere gli altri.

Qual è l’atto più coraggioso che ha mai compiuto?
È strano definirsi coraggiosi. Mi affido molto all’istinto e spesso, dopo aver fatto qualcosa, mi chiedo se si tratta di coraggio o stupidità (Ride, ndr.). Credo che continuare ad avere fiducia nel prossimo e nel mondo sia un atto di coraggio. E anche restare fedeli alla propria natura. Ecco, oggi questo mi sembra davvero un gesto coraggioso.

Château de La Colle Noire – Foto Dimples Agency

 

 

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