Crescono i grandi incendi, nel 2025 bruciato in Italia l’equivalente della provincia di Pistoia

15 Giugno 2026 - 13:33
0
Crescono i grandi incendi, nel 2025 bruciato in Italia l’equivalente della provincia di Pistoia

Nel 2025 gli incendi boschivi sono tornati a colpire con forza il territorio italiano. Secondo il monitoraggio aggiornato da Ispra sugli impatti dei grandi incendi boschivi sugli ecosistemi, la superficie complessivamente percorsa dal fuoco ha raggiunto 965 kmq, pari all’estensione della provincia di Pistoia: un valore che quasi raddoppia le stime registrate nel 2024 e colloca l’anno appena trascorso tra quelli a più elevata criticità, superato solo dai picchi del 2007, 2017, 2021 e 2023 nei dati storici archiviati da Effis, lo European forest fire information system.

Le analisi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale si basano su osservazioni satellitari ad alta risoluzione, con una metodologia pensata per fornire ogni anno dati solidi e confrontabili a supporto delle amministrazioni centrali e regionali. Il quadro che emerge conferma la necessità di spostare il baricentro dalla sola risposta emergenziale alla prevenzione, in un contesto in cui la crisi climatica rende più frequenti le condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.

A preoccupare non è soltanto l’estensione complessiva delle aree bruciate, ma anche l’impatto sugli ecosistemi forestali e sulle aree protette. Nel 2025 oltre il 30% della superficie totale percorsa dal fuoco si è concentrato all’interno del sistema delle aree protette, dove ricade anche il 38% degli ecosistemi forestali bruciati a livello nazionale. Considerando l’intero territorio italiano, il 48% degli eventi incendiari ha interessato ecosistemi forestali.

In termini di superficie, sono stati percorsi dal fuoco circa 123 kmq di aree boscate, pari all’estensione del Comune di Ancona. La quota più rilevante riguarda circa 57 kmq di latifoglie sempreverdi, rappresentate soprattutto da leccete, sugherete e macchia alta. Seguono circa 36 kmq di latifoglie decidue, come querceti, castagneti e faggete, oltre 24 kmq di aghifoglie sempreverdi, tra boschi naturali e piantagioni di conifere, e 5,79 kmq di sistemi forestali misti.

La distribuzione territoriale conferma una tendenza storica: Meridione e Isole maggiori restano le aree più colpite. Sicilia, Calabria e Campania contribuiscono da sole al 71% del totale nazionale delle superfici forestali percorse dal fuoco. Ispra segnala inoltre una tendenza in aumento delle superfici forestali bruciate annualmente in Basilicata, Calabria e Puglia.

I primi dati del 2026 mostrano che la nuova stagione incendi è già avviata. Dal 1° gennaio al 9 giugno la superficie complessiva colpita ammonta a circa 60 kmq, pari all’estensione del lago di Bracciano, di cui quasi 20 kmq appartenenti a coperture forestali. In questa prima fase dell’anno, circa il 28% delle aree forestali percorse da incendio si trova in Toscana, seguita dalla Calabria con circa il 23%.

«I boschi rappresentano uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese: custodiscono biodiversità, assorbono carbonio, proteggono il suolo e contribuiscono al benessere delle comunità. I dati del 2025 ci ricordano che gli incendi boschivi non sono soltanto un’emergenza ambientale, ma una sfida che riguarda la sicurezza dei territori, l’economia e la qualità della vita delle persone. Per questo è necessario investire sempre di più nella prevenzione, nella conoscenza e nella capacità di intervenire tempestivamente. Nessuna istituzione può affrontare da sola questa sfida: serve una grande alleanza tra Stato, Regioni, enti locali, comunità scientifica, sistema della protezione civile, mondo agricolo e cittadini. ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente mettono a disposizione dati, monitoraggi e competenze scientifiche per sostenere decisioni efficaci e costruire una cultura della prevenzione sempre più diffusa. Proteggere i nostri boschi significa proteggere il futuro del Paese», dichiara Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa.

La prevenzione passa da gestione forestale, manutenzione del territorio, presidio delle aree rurali, pianificazione antincendio e capacità di intervenire rapidamente quando si sviluppano i focolai. Ma passa anche dalla conoscenza degli impatti ecologici, perché non tutti gli ecosistemi reagiscono allo stesso modo dopo il fuoco e i tempi di recupero possono variare molto in base alla composizione del bosco, alla frequenza degli incendi e alle condizioni climatiche successive.

«Le attività dell’Istituto nel campo del monitoraggio satellitare e nello studio degli impatti degli incendi sugli ecosistemi naturali garantiscono un solido supporto scientifico per la valutazione dei trend in atto e delle possibili conseguenze legate ai cambiamenti climatici. Comprendere i tempi e le modalità di risposta dei sistemi boschivi agli eventi incendiari è fondamentale per orientare efficacemente le strategie di gestione, ripristino e prevenzione, in un contesto caratterizzato da una crescente pressione climatica», spiega Roberto Inghilesi, responsabile del Centro operativo sorveglianza ambientale dell’Ispra.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User