Crosetto contro Rutte dopo le accuse iraniane: “Con le sue parole a caso rischiamo conseguenze internazionali”

Dopo la minacciosa nota di Teheran, (“L’Italia chiarisca il suo ruolo, ci saranno conseguenze”), il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene con una nota durissima contro il segretario della Nato e la narrazione “irresponsabile” di alcuni media italiani.
“Le parole a caso di Rutte comportano il rischio di conseguenze internazionali”. Un rischio che viene ulteriormente amplificato dalla narrazione di alcuni giornali. “Ricostruzioni infondate e polemiche alimentate senza verifiche”, che “possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito politico interno”.
“Parole di Rutte inopportune e superflue”
“Le parole a ‘caso’ del Segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale. Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile. Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all’utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività. Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l’autorizzazione è stata negata. È già accaduto e tutti lo ricordano”. Lo afferma in una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
La durissima nota di Crosetto contro Rutte e alcuni media italiani
“Come ho detto ieri – dice ancora Crosetto -, lo Stato Maggiore non ha alcuna difficoltà a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato. In un Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e, semmai, interrogarsi sulla superficialità con cui sono state rilasciate alcune dichiarazioni. E invece, in Italia, non basta neppure la precisazione arrivata ieri dalla stessa NATO, che ha confermato quanto il Ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall’inizio: l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e non cinetiche, nel pieno rispetto di quanto comunicato al Parlamento”.
“Due quotidiani rilanciano una narrazione priva di fondamento”
“Eppure – prosegue ancora il ministro – anche dopo quella precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento. Non si è messa in discussione soltanto la posizione del Governo: si è finito per insinuare dubbi sulla credibilità di un’intera Istituzione dello Stato e delle Forze Armate, come se le dichiarazioni ufficiali della Difesa non fossero affidabili. È un fatto grave, perché donne e uomini in uniforme prestano giuramento alla Costituzione e servono la Repubblica con disciplina, onore e senso dello Stato”.
“Questa vicenda – sottolinea Crosetto – non mi sorprende e, sul piano politico, non mi colpirebbe neppure più di tanto, se non fosse che viviamo un tempo in cui la sicurezza nazionale è esposta a minacce sempre più complesse. In un contesto internazionale così delicato, parole imprecise, ricostruzioni infondate e polemiche alimentate senza verifiche possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito politico interno”.
“In questa fase storica ogni parola ha un peso”
“Per questo, nell’interesse della sicurezza nazionale, invito tutti a proseguire ogni legittima richiesta di approfondimento – che la Difesa è la prima a voler soddisfare, mettendo a disposizione ogni dato nelle sedi competenti – ma con la consapevolezza che il linguaggio dello scontro politico, se applicato a temi di sicurezza e difesa, richiede un senso di responsabilità ancora maggiore. In questa fase storica, ogni parola ha un peso e può avere conseguenze che non sempre vengono percepite da chi la pronuncia”.
“Chi fa informazione lo sa bene: nel mondo di oggi anche la comunicazione è diventata uno degli strumenti attraverso cui si esercitano le guerre ibride. Proprio per questo il rigore nella verifica dei fatti e il senso di responsabilità dovrebbero essere ancora più elevati quando si affrontano temi che riguardano la sicurezza nazionale”, sottolinea il titolare della Difesa.
Voli nelle basi italiane 28/2-23/6 anche inferiore ad anni precedenti
“Per quanto riguarda il numero di voli Usa autorizzati dall’Italia per la guerra in Iran, evidenzia il ministro della Difesa, “sono circolate ricostruzioni prive di qualsiasi riscontro. I dati tecnici dimostrano che il numero dei voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in diversi casi, persino inferiore. Sono dati oggettivi, verificabili e documentabili, disponibili per ogni necessario approfondimento relativamente al periodo compreso tra il 2019 e oggi”
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