Da Urso a Calderone, passando per i sindaci: chi rischia e chi sale in FdI (che lavora alle liste)
L’intenzione è di ricandidarli tutti, i ministri politici in quota FdI. Anche se delle importanti sostituzioni in campo Giorgia Meloni, da allenatrice di una squadra che reputa vincente, le vorrebbe fare. Anche per rinfrescare un eventuale governo Meloni II, dopo che gli oltre quattro anni (cinque, se si arriverà a scadenza) hanno dato importanti suggerimenti su chi ha fatto bene e chi meno. Tra i ministri considerati in uscita, l’abbiamo detto, c’è Orazio Schillaci, titolare della Salute (ma da tecnico). Meloni ha stima della ministra del Lavoro Marina Calderone, che però pure è una figura tecnica e dentro FdI hanno fatto notare come per Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, una promozione sia legittima. Intanto si ragiona già sulle liste.
Chiariamolo subito: non si sa ancora quando si andrà a votare, se a primavera in accoppiata con le principali grandi città o tra più di un anno. Per cui anche all’interno della maggioranza vige una certa qual incertezza. Si sa, però, che il periodo al governo e l’attività parlamentare forniranno una buona base per prendere delle decisioni su chi merita di essere riproposto e chi invece potrebbe dover fare un passo indietro. Le liste, va da sé, sono ancora una bozza. Ma in Via della Scrofa, quartier generale di Fratelli d’Italia, hanno iniziato a lavorarci. Sui dirigenti di primo piano, non c’è nemmeno bisogno di esprimersi: saranno riproposti in blocco. Tra questi, come abbiamo già raccontato sul Foglio, la novità è che avanza forte la candidatura di Arianna Meloni, la quale si è messa a disposizione del partito (pur non nutrendo particolari brame di esposizione). Tra i ministri, personalità come Guido Crosetto, in alto nei sondaggi per gradimento dell’elettorato, sono considerati un asset anche nell’eventuale governo venturo. Così come i colleghi Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida. In questi giorni il Fatto ha scritto della volontà dei vertici di FdI di non ricandidare il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ma fonti di Palazzo Chigi smentiscono questo scenario. Del resto Nordio si è sì detto disposto a “lasciare spazio ai giovani” ma non ha mai lasciato intendere di non voler restare a disposizione, qualora Meloni glielo chiedesse. Più che altro c’è all’interno dei gruppi parlamentari meloniani, soprattutto in chi ambisce a occuparsi di giustizia, una certa qual ambizione di avvicendamento (ma non risulta che la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo stia brigando per salire a Via Arenula). Al ministero della Salute, e anche questo l’abbiamo raccontato, potrebbe essere promosso l’attuale sottosegretario Marcello Gemmato. Oltre a Rizzetto, per il ministero del Lavoro si fa anche il nome di Luigi Sbarra, che potrebbe essere candidato al sud e il cui lavoro da sottosegretario è stato apprezzato.
E Urso? I vertici di FdI non sempre sono stati contenti del lavoro del ministro delle Imprese e del Made in Italy (eufemismo). Anche per questo, seppur una ricandidatura in virtù di una lunga militanza venga data per scontata, una discontinuità al Mimit potrebbe esserci. Tra i nomi che circolano all’interno del partito come meritevoli eventualmente di una promozione c’è quello di Luca De Carlo, veneto, presidente della commissione Industria del Senato. Per il ministro del Mare Nello Musumeci, invece, sono ancora in corso valutazioni che comprendono il ritorno in Sicilia come candidato presidente alla Regione, come vorrebbe Meloni, che ha sottoposto l’ipotesi agli alleati in una riunione a Palazzo Chigi, in cui la premier ha manifestato un po’ in apprensione per l’attendismo di Forza Italia e del presidente Schifani. Assecondando un metodo che sempre è valso dentro Fratelli d’Italia, poi, visti i precedenti di Lollobrigida e Foti, entrambi capigruppo alla Camera ed entrambi poi diventati ministri, Galeazzo Bignami potrebbe essere ricompreso nella futuribile squadra di governo. Per quel che riguarda le liste, invece, si tratterà anche in questo caso, per la gran parte, di ricandidature (del resto il gruppo parlamentare di FdI è quello con la minor percentuale, all’interno della maggioranza, di parlamentari che ha già maturato il diritto al vitalizio avendo fatto meno legislature). Tra questi anche Daniela Santanché, che però dovrebbe restare fuori da eventuali ministeri (ma tutto può accadere). Tra le potenziali candidature anche quelle di Alessandro Tomasi, ex sindaco di Pistoia, attualmente consigliere regionale in Toscana dopo aver perso le regionali contro Eugenio Giani. Ma soprattutto Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila il cui mandato scade proprio l’anno prossimo e che nel partito svolge il ruolo di coordinatore dei primi cittadini. Qualcuno potrebbe “fare il salto” da Gioventù nazionale, la giovanile del partito: il presidente, Fabio Roscani, è già deputato. La vicepresidente Chiara La Porta era a Montecitorio ma poi ha optato per l’elezione al Consiglio regionale toscano. Il portavoce Stefano Cavedagna è europarlamentare. Un nome potrebbe essere quello dell’altro vicepresidente di Gn Francesco Di Giuseppe.
Si dirà: sono solo ipotesi pronte a essere scompaginate con l’approssimarsi alle urne. Ma già il fatto che ci si stia pensando segnala la volontà di non farsi cogliere impreparati.
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