Dal 16 maggio scatta l’obbligo di targa per i monopattini: quanto costa e quali sono le sanzioni

Si avvicina il debutto del primo vincolo normativo per gli utenti della micromobilità elettrica l’adozione della targa identificativa per i monopattini.
A partire dal 16 maggio, diverrà infatti indispensabile munire il proprio mezzo di un codice di riconoscimento, in ottemperanza al provvedimento del Ministero delle Infrastrutture diramato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso marzo. Per quanto concerne invece la sottoscrizione della polizza RC, la scadenza è stata posticipata al 16 luglio a causa di alcune complessità emerse durante la predisposizione dei protocolli operativi.
SPECIFICHE TECNICHE DEL CONTRASSEGNO
Ogni mezzo dovrà esporre un’etichetta distintiva adesiva, realizzata in materiale plastico permanente e prodotta dalla Zecca dello Stato. Tale elemento sarà requisito essenziale per la libera circolazione e dovrà risultare collegato a una polizza assicurativa attiva. Questa iniziativa punta a arginare il fenomeno dei furti, l’impiego illecito e il transito fuori norma, assegnando una “firma” digitale a ogni singolo veicolo.
IL PORTALE DIGITALE E LE PROCEDURE
Il provvedimento dà vita a un’infrastruttura informatica centrale, amministrata dalla Motorizzazione, che fungerà da portale unico per ogni pratica burocratica: dall’istanza di ottenimento del bollino alla sua revoca, fino alla denuncia di sottrazione o distruzione accidentale. L’autenticazione avverrà tramite SPID o CIE. Anche le agenzie di pratiche auto avranno accesso a canali preferenziali. La procedura è interamente telematica: il proprietario caricherà le informazioni, indicherà la sede di consegna, salderà l’importo via PagoPA e ritirerà il materiale fisicamente. Per i conducenti tra i 14 e i 18 anni, la gestione della pratica spetta ai tutori legali.
ONERI ECONOMICI E RIFERIMENTI SANZIONATORI
La produzione della targa comporta un esborso di 8,66 euro (inclusi tasse e fondi per la tutela stradale), a cui vanno sommati i tributi di bollo e i costi amministrativi, raggiungendo un computo complessivo di circa 33,00 euro. Chi verrà sorpreso a transitare privo della numerazione identificativa potrà incorrere in multe comprese tra 100 e 400 euro (previsto uno sconto se il versamento avviene entro i primi cinque giorni dalla contestazione).
LE CRITICITÀ NELLE DISTRIBUZIONI
Nonostante le date fissate, si segnalano pesanti rallentamenti nella fornitura dei supporti fisici. Gli uffici territoriali sono sommersi dalle istanze, faticando a smaltire l’arretrato. Questo scenario pone un problema di equità: appare fondamentale introdurre una deroga che metta al riparo da sanzioni chi ha inoltrato correttamente la richiesta ma si vedrà consegnare il contrassegno solo successivamente alla scadenza del 16 maggio.
LE RICHIESTE PRESENTATE
A oggi sono state presentate oltre 40 mila richieste, fanno sapere dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui quasi il 60% negli ultimi 10 giorni, e risultano già emessi circa 50 mila contrassegni. L’attività viene gestita attraverso la piattaforma telematica attiva dal 18 marzo 2026, data di entrata in vigore del Decreto Direttoriale n. 110/2026, che disciplina il funzionamento del sistema di gestione delle domande. La richiesta del contrassegno avviene esclusivamente online. Una volta completata la procedura telematica e verificata positivamente la pratica, gli utenti ricevono una comunicazione via e-mail e possono prenotare il ritiro del contrassegno presso l’Ufficio Motorizzazione Civile selezionato.
Per far fronte all’elevato numero di richieste registrate nelle ultime settimane, le Motorizzazioni civili hanno attivato un monitoraggio costante delle disponibilità e disposto un significativo incremento degli slot di prenotazione, con particolare attenzione alle sedi interessate dai maggiori volumi di domanda.
RC E MONOPATTINI (dal 16 luglio) – LE DOMNDE FREQUENTI SUL TEMA
(a cura del Ministero delle Imprese e del made in Italy)
1. Chi può intestarsi la polizza
Potranno richiedere il contrassegno (e quindi la polizza collegata) tutti i maggiorenni e anche i minori a partire dai 14 anni; nel caso degli under 18, la domanda dovrà essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale.
2. In caso di sinistro sono coperti solo i danni causati dal proprietario o da chiunque sia alla guida del monopattino?
Se il monopattino è condiviso tra più membri della famiglia, ad esempio genitori e figli maggiorenni, conviene valutare se la polizza RC Auto contiene la clausola che copre tutti i conducenti o solo l’intestatario; nel secondo caso, un incidente causato da un familiare, non indicato in polizza, potrebbe non essere coperto. La risposta dipende quindi dalle condizioni contrattuali di ciascuna polizza secondo la prassi contrattuale attualmente in uso. Vanno quindi attentamente visionate le condizioni di polizza prima della sottoscrizione della stessa.
3. Massimali minimi obbligatori
Una polizza garantisce il massimale minimo previsto dalla legge: 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per quelli alle cose. Questi valori corrispondono agli stessi minimi del Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005) già previsti per autoveicoli, moto e ciclomotori.
4. La rivalsa: c’è e verso chi
Un aspetto delicato riguarda i casi in cui l’assicurazione, pur esistente, prevede il diritto di rivalsa: questo può accadere quando il conducente viola gravemente le condizioni di polizza o le norme del Codice della Strada, come nel caso di guida in stato di ebbrezza o di uso del veicolo in modo non consentito. Per i monopattini è prudente verificare se la polizza prevede clausole di rivalsa anche in caso di guida senza casco (obbligatorio) o di trasporto non consentito di un passeggero. La rivalsa si esercita verso il proprietario, o verso il conducente effettivo se diverso, in difetto di diverse previsioni contrattuali. La polizza può prevedere una clausola di rinuncia alla rivalsa da parte della compagnia, che può essere richiesta all’atto della sottoscrizione della polizza.
5. Il nodo della polizza RC Famiglia: è davvero sufficiente?
Un errore frequente è ritenere sufficiente per il monopattino una generica polizza RC capofamiglia o una polizza di RC per la vita privata: molte di queste coperture escludono espressamente i veicoli soggetti a obbligo di assicurazione RC Auto. Inoltre, la polizza RC Auto, obbligatoria per legge per il monopattino, deve riportare il codice del contrassegno identificativo del monopattino stesso per avere validità legale, il che, di fatto, esclude le generiche polizze famiglia, che non sono configurate per gestire tale contrassegno identificativo in collegamento con la piattaforma monopattini del Ministero dei Trasporti – MIT.
6. Il collegamento con la piattaforma ANIA
La piattaforma monopattini del MIT è interoperabile con la piattaforma delle coperture assicurative RC Auto dell’ANIA: il contrassegno identificativo di ogni monopattino viene associato automaticamente dal sistema ai dati della relativa copertura assicurativa, consentendo alle forze dell’ordine verifiche incrociate in tempo reale. Questo significa che la polizza RC Auto del monopattino emessa da ciascuna compagnia di assicurazione deve essere “registrata” nella piattaforma ANIA, non semplicemente esistere su carta.
L'articolo Bar chiuso a Varese dopo la rissa, i titolari: “L’episodio è avvenuto fuori dal nostro locale, a serrande già abbassate” sembra essere il primo su VareseNews.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)