Dalla disabilità alla santità: Il beato Ermanno e il mistero della “Salve Regina”
Ermanno il Contratto (1013-1054) conosciuto anche con il nome latino di “Hermannus Contractus” nacque in Svevia, una regione dell’attuale Germania, appartenente in quegli anni, al Sacro Romano Impero, ad Altshausen, una cittadina vicino Ravensburg. Fin dalla nascita ebbe gravi problemi fisici che gli resero molto difficili i movimenti e la stessa vita quotidiana. Per questo motivo fu soprannominato “Contractus”, cioè “storpio o menomato”. Nonostante le sue difficoltà, Ermanno ricevette un’educazione molto approfondita.
Il padre era il conte Goffredo di Altshausen e insieme alla moglie Eltrude, decisero a sette anni di portarlo nel monastero benedettino di Reichenau, sul Lago di Costanza, che all’epoca era uno dei più importanti centri culturali dell’Europa Medievale.
Ermanno in monastero visse secondo la regola di S. Benedetto da Norcia imparando a leggere, a scrivere a fare calcoli matematici e a cantare nel coro, grazie alla fiducia, alla saggezza e alla lungimiranza dell’abate Bernone. Sotto la sua guida e quella dei monaci Kerung e Burcardo, studiò discipline come l’astronomia, la musica, la filosofia e la storia. Qui divenne monaco benedettino nel 1043. Egli visse nell’ XI secolo durante il Medioevo, proprio quando l’Europa era divisa in numerosi territori, e il potere politico era fortemente legato alla religione. Una delle principali realtà politiche dell’epoca era il Sacro Romano Impero, che comprendeva gran parte dell’Europa centrale. Gli imperatori cercavano di rafforzare la propria autorità, mentre la Chiesa cercava di affermare la propria autonomia e il proprio ruolo nella società. Tutta l’attività di Ermanno dimostra, in effetti, quanto i monasteri fossero importanti per la conservazione e lo sviluppo del sapere. Egli si occupò infatti, di diverse discipline e scrisse anche una cronaca, nella quale raccontò gli avvenimenti della storia del suo tempo.
E’ il tempo della rinascita della cultura: nei monasteri benedettini di Reichenau, Cluny, e Montecassino si riscoprono i testi greci e arabi, si studia il pensiero di Aristotele. Ermanno legge Mashallah, l’astronomo arabo. E’ una delle prime prove che la scienza araba, entra in Germania nell’anno Mille, e non solo dopo le Crociate. Fu inoltre un importante studioso di musica. A Ermanno sono attribuiti alcuni inni e composizioni religiose e il suo nome è tradizionalmente associato alla sequenza del “Salve Regina” e forse anche l’antifona mariana “Ave Regina caelorum”. Riuscì ad elaborare un nuovo sistema di scrittura per le note musicali e i loro intervalli. Ermanno diventò un punto di riferimento nel monastero stimato da tutti e per questo chiamato a grandi imprese, come i dibattiti teologici, la stesura di trattati scientifici e di cronache e anche per l’insegnamento.
Nella biblioteca di Oxford, uno studioso gesuita Cyril Martindale (1879-1963) trovò un volume in latino che parlava di Ermanno, egli si appassionò della sua storia e raccontò che il monaco era “…una persona piacevole, amichevole, sempre ridente, tollerante, gaio, sforzandosi in ogni occasione di essere galantuomo con tutti…”, non si parlava nel testo di un disabile, diremmo ai giorni nostri, ma di un piccolo affidato amorevolmente alle cure dei monaci, diventato ben presto un compagno prezioso per i religiosi.
La sua fama arrivò all’imperatore Enrico III di Franconia detto il Nero (1038-1056) e a Leone IX (1048-1056) entrambi si vollero recare al monastero di Reichenau, in periodi diversi, per incontrarlo rispettivamente nel 1048 e nel 1049.
Ermanno terminò la sua vita terrena a soli quarantuno anni, il 24 settembre del 1054, nell’abbazia di Reichenau. Dopo la morte venne sepolto ad Altshausen, nei possedimenti di famiglia. Le sue reliquie sono conservate anche a Zurigo.
Il culto di Ermanno si sviluppò inizialmente a livello locale e non ebbe fin dall’inizio un riconoscimento universale. Nel corso dei secoli egli venne venerato come beato, soprattutto nella tradizione benedettina.
Nel 1863 Pio IX (1846-1878) ne conferma il culto e lo proclama beato.
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