Data center, la sfida si sposta sui territori: Milano Digital Week apre il confronto
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Data center e territori, investimenti in crescita e nuove regole: alla Milano Digital Week il confronto su sviluppo e sfide tra istituzioni e operatori.
I data center non sono più soltanto grandi edifici pieni di server, collocati ai margini delle città e conosciuti prevalentemente dagli addetti ai lavori. La crescita dell’intelligenza artificiale, del cloud e dei servizi digitali sta trasformando queste infrastrutture in uno dei dossier più rilevanti per lo sviluppo economico e territoriale. E proprio i data center in Italia, in particolare in Lombardia, rappresentano oggi uno dei casi più significativi in Europa. Gli investimenti aumentano, Milano consolida il proprio ruolo di hub digitale, mentre amministrazioni e comunità locali devono confrontarsi con questioni che riguardano energia, consumo di suolo, acqua, autorizzazioni e ricadute sui territori.
Il tema sarà al centro di “Datacenter e territori”, il convegno organizzato da Pepe Research in collaborazione con TIG – The Innovation Group, in programma venerdì 2 ottobre 2026 a Villa Mirabello, in via Villa Mirabello 6 a Milano, nell’ambito della Milano Digital Week. L’appuntamento, a ingresso libero previa iscrizione, metterà a confronto ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali e operatori del settore. Saranno inoltre presentati i risultati di una nuova ricerca di Pepe Research sulla percezione dei data center da parte dell’opinione pubblica. La Milano Digital Week 2026 si svolgerà dal 30 settembre al 4 ottobre e dedica questa edizione al tema della “città generativa”, con 140 eventi distribuiti in 95 location.
Data center in Lombardia, Milano guida una crescita da miliardi
Il settore è in forte espansione. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, tra il 2023 e il 2025 in Italia sono stati investiti 7,1 miliardi di euro, mentre per il triennio 2026-2028 risultano annunciati 83 nuovi progetti, per un valore potenziale superiore a 25 miliardi.
Il baricentro della crescita è soprattutto lombardo. L’area di Milano dispone già di circa 414 MW IT di potenza installata, pari al 68% del totale nazionale considerato dall’Osservatorio, mentre 33 dei 49 data center attivi in Lombardia si trovano nella Città metropolitana di Milano.
Numeri che trasformano queste infrastrutture in una questione non soltanto tecnologica, ma anche territoriale. Autorizzare nuovi insediamenti significa infatti valutare rete elettrica, consumo di suolo, impatto ambientale, fabbisogno idrico e ricadute sulle comunità locali.
Il tema, quindi, non è più soltanto se costruire nuovi data center, ma come governarne l’insediamento sul territorio, conciliando rapidità degli investimenti e capacità di programmazione degli enti locali.
Dalle autorizzazioni all’energia: perché i Comuni diventano decisivi
La Lombardia ha già adeguato il quadro normativo alla crescita del settore. Con la legge regionale 3 giugno 2026, n. 11sono stati introdotti uno Sportello regionale, una Task Force e una Cabina di Regia, mentre dal 1° settembre 2026 è operativo il nuovo Procedimento Unico per realizzazione, ampliamento ed esercizio dei data center.
Il percorso autorizzativo può coinvolgere VAS, VIA e AIA e deve considerare non solo le emissioni, ma anche consumo di suolo, risorse idriche, biodiversità, paesaggio e salute. Per questo il ruolo dei Comuni diventa sempre più centrale nel coordinamento tra urbanistica, ambiente, attività produttive e reti energetiche.
Proprio l’energia rappresenta uno dei nodi principali. Nel 2025 le richieste di connessione all’alta tensione presentate a Terna per nuovi data center hanno raggiunto 68,5 GW, di cui 31,1 GW nell’area milanese allargata. Pur non corrispondendo necessariamente a progetti destinati alla realizzazione, il dato mostra la pressione potenziale sulla pianificazione energetica.
Anche a livello europeo cresce l’attenzione alla sostenibilità. Le nuove regole impongono il monitoraggio di consumi energetici e idrici, uso di fonti rinnovabili e recupero del calore. La Commissione europea stima inoltre che i data center assorbano circa l’1,5% dell’elettricità mondiale e che il fabbisogno possa più che raddoppiare entro il 2030.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto la fattibilità tecnica dei nuovi insediamenti, ma la loro capacità di integrarsi in modo sostenibile nei territori e nelle comunità che li ospitano.
“Datacenter e territori”, a Milano istituzioni e operatori discutono il nuovo equilibrio
È proprio su questo terreno che il convegno del 2 ottobre alla Milano Digital Week intende aprire il confronto. Luca Dozio, direttore dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, presenterà lo scenario del settore e il ruolo assunto dall’Italia e dalla Lombardia come mercato emergente. Elena Salvi, partner di Pepe Research, illustrerà invece i risultati della ricerca sulla pubblica opinione dedicata al rapporto tra data center e territori.
Il panel, moderato dal presidente di TIG Roberto Masiero, prevede il confronto con rappresentanti del settore tecnologico, delle istituzioni e degli enti locali. Nel programma preliminare risultano invitati Laura Castagna, vicepresidente di IDA – Italian Datacenter Association, Maurizio Decina, professore emerito del Politecnico di Milano, Maria Vittoria Fregonara, direttore generale Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, il sindaco di Rho Andrea Orlandi, la parlamentare Giulia Pastorella e Francesco Vassallo, vicesindaco della Città Metropolitana di Milano e sindaco di Bollate.
Uno degli aspetti centrali riguarda il rapporto con le comunità locali. IDA indica nel community engagement un tema sempre più importante, mentre Regione Lombardia e Anci hanno avviato un percorso di ascolto dei Comuni maggiormente interessati dai nuovi insediamenti.
La crescita dei data center in Italia, e in particolare in Lombardia, assegna infatti agli enti locali un ruolo che va oltre il rilascio delle autorizzazioni. Sindaci e amministratori devono valutare aree, infrastrutture necessarie, impatti energetici e ambientali e benefici per il territorio.
La sfida è trovare un equilibrio tra lo sviluppo dell’economia digitale e la necessità di programmare gli insediamenti con trasparenza e coinvolgimento delle comunità.
Il punto è proprio questo: il data center non è più soltanto un’infrastruttura tecnologica, ma una questione di governo del territorio. Il successo degli investimenti dipenderà dalla capacità di conciliare competitività, energia, ambiente e qualità della vita.
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