Dieci anni e sei mesi per l’allenatore di volley accusato di violenza sessuale

Maggio 19, 2026 - 15:51
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Dieci anni e sei mesi per l’allenatore di volley accusato di violenza sessuale
Generico 18 May 2026

Dieci anni e sei mesi con il vincolo della continuazione, oltre alle pene accessorie e a una provvisionale di risarcimento di 10 mila euro per ciascuna delle parti civili. È la decisione del giudice per l’udienza preliminare Rossana Basile al termine di un processo celebrato con rito abbreviato per violenza sessuale aggravata, che vedeva imputato un allenatore di volley di una squadra della provincia di Varese.

Soddisfatti i difensori di parte civile, mentre il legale dell’imputato, Marco Natola, attende le motivazioni fra 75 giorni per valutare quali strade difensive percorrere. Al fianco della famiglia della ragazza che per prima ha denunciato erano presenti il sindaco e un assessore del paese in cui si sarebbero consumati i fatti all’origine della sentenza di primo grado: una condanna per l’imputato, che si presume innocente fino a prova contraria.

«Mia figlia è stata molto coraggiosa, e giustizia è fatta», ha commentato la madre della giovane che ha sporto denuncia. Tutto era partito proprio da lì: dalla confidenza fatta alla madre da una delle ragazze molestate dal coach di volley, poi approfondita dalle indagini dei carabinieri. Era così arrivato anche l’arresto, con l’ordinanza di custodia cautelare che nel febbraio del 2025 aveva scosso l’intera provincia di Varese, colpita da un’accusa particolarmente grave, legata, se confermata, alla deviazione di quel rapporto di fedeltà, onestà e correttezza che dovrebbe intercorrere fra un allenatore e le proprie allieve.

Il plurale, in questa vicenda, non è un elemento decorativo. Dopo la prima ragazza, che grazie ai suoi stretti legami di parentela aveva trovato il coraggio di liberarsi del fardello delle molestie subite da quell’uomo molto più grande di lei (53 anni), si sono aggiunte altre denunce, fino a portare a una dozzina il numero delle parti offese.

tribunale di varese

Il processo si è svolto a porte chiuse in virtù del rito scelto dall’imputato, l’abbreviato, che comporta uno sconto sulla pena. Si era infatti partiti da una pena base di oltre 19 anni, per arrivare alla richiesta del Pubblico Ministero di 12 anni e quattro mesi in ragione del rito prescelto: una richiesta comunque elevata, motivata dal numero delle parti offese e dalla giovanissima età di alcune di esse, in certi casi addirittura inferiore ai 14 anni al momento dei fatti.

Delle 12 parti offese, le ragazze, otto si sono costituite parti civili, con richieste di danni formulate in aula per un ammontare complessivo di circa 700 mila euro.

L'articolo Dal terremoto in Friuli nasce l’esperienza di VO.C.E., da 45 anni al fianco di chi è fragile sembra essere il primo su VareseNews.

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