Dopo un prof e un prefetto, ora alla cybersicurezza tocca a un manager

22 Maggio 2026 - 04:47
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Dopo un prof e un prefetto, ora alla cybersicurezza tocca a un manager

Il governo Meloni ci riprova, per la terza volta in meno di quattro anni, a dare slancio all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), fondata soltanto cinque anni fa. Il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha le deleghe sia all’intelligence sia alla cybersicurezza, aveva già cambiato nel marzo di tre anni fa il direttore generale ereditato dal governo Draghi, il professor Roberto Baldoni, considerato uno dei fondatori dell’Agenzia. Struttura, quest’ultima, nata nel 2021 in grande ritardo rispetto ai partner occidentali e dopo forti tensioni politiche, dalla costola del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), la struttura di Palazzo Chigi che coordina le due agenzie d’intelligence, che faceva capo proprio a Baldoni, nominato vicedirettore del Dis nel 2018.

Nel marzo 2023 il primo cambio: si dimette Baldoni, considerato troppo “autonomo” da Mantovano e oggi consigliere per la cybersicurezza e la tecnologia presso l’ambasciata a Washington; dentro Bruno Frattasi, già potente capo di gabinetto del Viminale e prefetto di Roma.

L’uscita – «motivi personali» è la versione della lettera inviata a Palazzo Chigi – sembra una delle tante storie di fine legislatura. All’Acn gli viene riconosciuto il lavoro per trasferire l’organismo dalla sede in via Santa Susanna all’immobile di corso d’Italia dove aveva sede il colosso della telefonia Tim.

Ma il rapporto con Mantovano si era logorato da tempo, accelerato recentemente dal progetto di revisione riorganizzativa dell’Acn messo a punto dal direttore, che prevedeva la nomina di alcuni dirigenti e di una trentina di manager con un aggravio dei costi per l’organismo ritenuto non giustificato dall’esecutivo, e da un concorso pubblico bandito pochi mesi fa e al quale avrebbero voluto partecipare familiari di dirigenti dell’Acn, tanto da portare ad un cambiamento della commissione esaminatrice.

Fra le ultime criticità affrontate dall’Acn c’è stata l’intrusione hacker agli Uffizi di Firenze. Non è bastata Frattasi la foto di due anni fa alla convention programmatica di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, con in mano una maglietta con lo slogan elettorale della presidente del Consiglio.

Dopo un professore e un prefetto, ora toccherà a un manager rilanciare l’Acn dando spazio ai giovani talenti e rafforzare il dialogo con il settore privato su diversi temi, a partire dalle norme. Il Consiglio dei ministri dovrebbe nominare, infatti, Andrea Quacivi, 55 anni, un manager di lungo corso, esperto in Big Data, laureato in Economia e commercio, consulente all’Arthur Andersen, poi passato a Wind, fino ad approdare a Sogei, società in-house del Tesoro, nel 2007 fino a diventarne l’amministratore delegato nel 2017. Dal 2020 ricopre lo stesso incarico in Geoweb. È anche membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Icsc, che gestisce il Centro nazionale di ricerca in Hpc, Big Data e Quantum Computing del Tecnopolo di Bologna.

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