Dopo una frattura da fragilità, il supporto al paziente per accompagnare il trattamento

14 Ottobre 2026 - 12:25
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Dopo una frattura da fragilità, il supporto al paziente per accompagnare il trattamento

In Italia l’osteoporosi riguarda circa cinque milioni di persone. Accord Healthcare accende i riflettori sull’importanza di seguire il trattamento prescritto dopo una frattura di femore o vertebrale. Il treatment gap resta ampio: nel 2017 riceveva una terapia farmacologica il 27% delle donne eleggibili e il 52% degli uomini. Un’analisi italiana su 3.475 persone ricoverate per una frattura vertebrale o del femore ha inoltre rilevato che il 41,5% non aveva ricevuto un trattamento specifico per prevenirne di nuove.

 

 

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, Accord Healthcare accende i riflettori sulla aderenza al trattamento dopo una frattura di femore o vertebrale: un nodo ancora aperto nella gestione della patologia.

Per offrire informazioni e supporto alle persone nel loro percorso, l’azienda presenta un Programma di Supporto al Paziente (PSP), sviluppato con ItaliaAssistenza.

È una declinazione concreta del tema scelto quest’anno dall’International Osteoporosis Foundation, “Build, Protect, Strengthen Your Bones for Life” (“Costruisci, proteggi e rafforza le tue ossa per la vita”): proteggere le ossa lungo tutto l’arco della vita significa anche non interrompere il percorso di terapia dopo una frattura.

Nel nostro Paese l’osteoporosi riguarda, secondo le stime del Ministero della Salute, circa 5 milioni di persone, per l’80% donne in post-menopausa.

Le fratture da fragilità possono incidere sulla salute e sull’autonomia delle persone; per questo la presa in carico resta importante anche dopo il primo evento.

Eppure, una quota rilevante delle persone eleggibili a una terapia resta senza trattamento. In Italia, nel 2017, riceveva una terapia farmacologica il 27% delle donne e il 52% degli uomini, rispetto al 41% e al 70% nel 2010.

Un’analisi osservazionale condotta in Italia su 3.475 persone di almeno 50 anni, ricoverate per una frattura vertebrale o del femore, ha rilevato che il 41,5% non aveva ricevuto un trattamento specifico per prevenire nuove fratture.

Lo studio ha inoltre osservato, tra i pazienti trattati, un’associazione tra aderenza alla terapia e minore rischio di una successiva frattura.

Ma l’accesso al trattamento è solo una parte del problema: una volta avviata la terapia, resta il tema dell’aderenza nel tempo.

Secondo il Rapporto OsMed dell’AIFA relativo al 2024, tra i nuovi utilizzatori di farmaci per l’osteoporosi di età pari o superiore a 45 anni e con almeno due prescrizioni, l’aderenza al trattamento risulta elevata, raggiungendo il 68,8% nelle donne e il 67,4% negli uomini.

Il dato si riferisce a questa popolazione di utilizzatori, distinta dai pazienti con frattura esaminati nello studio citato.

È su questo secondo passaggio, dalla prescrizione alla continuità della terapia, che si inserisce il Programma di Supporto al Paziente sviluppato da Accord Healthcare in collaborazione con ItaliaAssistenza.

Il servizio viene attivato dal medico curante o dallo specialista, che presenta l’iniziativa al paziente e ne attiva l’adesione.

Per ricevere una formazione sull’autosomministrazione della terapia, il paziente può chiamare un numero verde dedicato e richiedere il supporto di un infermiere qualificato, a domicilio oppure a distanza tramite videochiamata.

Durante il trattamento è disponibile un servizio telefonico gestito da personale qualificato, che fornisce informazioni sulla patologia e sulla gestione della terapia e raccoglie eventuali segnalazioni di eventi avversi secondo le procedure previste.

Sono inoltre previsti contatti programmati per accompagnare il paziente durante tutto il percorso.

Un portale digitale ad accesso personale e riservato facilita lo scambio di informazioni tra il paziente e il medico.

Il professionista può consultare una panoramica dei propri pazienti aderenti al programma e interagire con loro attraverso la condivisione di materiali e informazioni dedicate;

il paziente può accedere a materiali educativi sull’osteoporosi e alla documentazione utile per il dialogo con il proprio medico curante. Le valutazioni e le decisioni cliniche restano in ogni caso di competenza del medico.

“In Italia l’osteoporosi riguarda circa cinque milioni di persone² e le evidenze disponibili mostrano che permangono importanti bisogni insoddisfatti nella presa in carico e nell’aderenza al trattamento – dichiara Nicola Mazzanti, Country Director di Accord Healthcare Italia –. Per Accord innovare significa analizzare il percorso diagnostico-terapeutico delle persone con osteoporosi, individuarne gli ostacoli ed offrire un servizio a valore aggiunto per colmare queste lacune. Il nostro Programma di Supporto al Paziente nasce con questo obiettivo: offrire formazione, informazioni e strumenti utili alle persone per seguire nel lungo periodo le indicazioni del medico. Crediamo nel valore della collaborazione tra le persone
che vivono con osteoporosi ed i professionisti sanitari che le accompagnano nel loro percorso diagnostico
terapeutico. È in questa direzione che Accord vuole continuare a investire».

 

Foto di Harlie Raethel su Unsplash

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