Dragon Quest XI S – Recensione Switch 2


Dragon Quest XI S: l'edizione definitiva a portata di mano
Come sempre accade quando mi capita di recensire un gioco che approda su una nuova console, in questa recensione di Dragon Quest XI S per Nintendo Switch 2 non mi soffermerò troppo a lungo sulla trama, le meccaniche ed il sistema di combattimento del titolo. Questi temi sono infatti stati trattati a più riprese sia nella recensione del gioco originale che nella versione S, che vi invito a recuperare qui. Questa versione per Nintendo Switch 2 infatti non si discosta minimamente in termini di contenuti da quella già uscita nel 2019, e l'unica vera aggiunta è la possibilità di decidere se dare priorità alla fluidità o alla grafica del gioco, caratteristica di cui parleremo più avanti. Il porting del gioco quindi si mantiene completamente conservativo rispetto al passato, e viene da domandarsi quale sia il reale valore di questa edizione. Dopo aver passato qualche altra ora in compagnia del Lucente e dei suoi compagni, sono pronto a dare una risposta a questa domanda. [caption id="attachment_1135386" align="aligncenter" width="1200"]
Dragon Quest XI S è proprio il gioco che ricordavamo.[/caption]
Un capolavoro senza tempo tra tradizione e modernità
Come già accennato, la struttura narrativa che vede protagonista il giovane eroe di Roccapietra alla scoperta della sua vera identità non subisce variazioni rispetto al passato, confermandosi solida e coinvolgente. La storia del Lucente, braccato da Re Carnelio e costretto a un lungo viaggio in compagnia di un gruppo di personaggi indimenticabili, mantiene ancora oggi intatto tutto il suo fascino.
Il tratto inconfondibile di Akira Toriyama e una sceneggiatura curata nei minimi dettagli contribuiscono a rendere solidissima l'intera avventura. Anche a distanza di anni dalla sua prima apparizione infatti, il titolo si conferma la quint'essenza della serie nipponica, capace di far innamorare milioni di giocatori del suo modo unico di raccontare storie.
La colonna sonora orchestrale e il doppiaggio originale giapponese continuano a rappresentare alcuni dei punti più alti raggiunti dalla produzione, per un'esperienza che sa quando divertire e quando emozionare. Chi non ha mai vissuto questa epopea troverà assolutamente più di un modo per apprezzarla ed entrare nel suo mondo, in un racconto fantastico dalle tinte classiche ma magistralmente confezionato.
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Le battaglie turni di Dragon Quest XI S.[/caption]
Le due modalità grafiche su Switch 2
La vera novità di questa edizione risiede nell'introduzione di due distinte modalità grafiche pensate per sfruttare l'hardware di Nintendo Switch 2. Se sulla carta questa rappresenta un'ottima introduzione, pad alla mano si dimostra purtroppo mal gestita. Selezionando la modalità che privilegia la grafica infatti, l'impatto visivo a schermo, soprattutto utilizzando una buona TV, risulta notevole, valorizzando al massimo lo splendido design di personaggi, mostri e ambientazioni.
Purtroppo però, in questa configurazione il frame rate fatica notevolmente a mantenere i trenta fotogrammi al secondo stabili, un risultato che sinceramente fa un po' storcere il naso di fronte a un'opera che ha ormai quasi dieci anni sulle spalle. D'altro canto, la modalità prestazioni sacrifica parte del dettaglio visivo per garantire una fluidità decisamente superiore, risultando di fatto la scelta ideale soprattutto nell'utilizzo in portabilità.
Dal punto di vista contenutistico, la versione per Switch 2 eredita tutte le pregevoli aggiunte viste nell'edizione S, inclusa la modalità retrò in 2D e i contenuti narrativi extra dedicati ai compagni. Rimane tuttavia il forte dubbio legato all'opportunità dell'acquisto per chi ha già spolpato il titolo sulle piattaforme precedenti, considerando che le migliorie prestazionali non giustificano minimamente un nuovo esborso a prezzo pieno.
Per i giocatori che invece non hanno ancora calcato i campi di Erdrea, questa edizione rappresenta comunque un punto d'accesso eccellente e ricco di ore di puro divertimento. Nonostante qualche incertezza di troppo sul fronte della conversione tecnica, il valore di Dragon Quest XI S rimane indiscusso. La magia della saga Square Enix riesce ancora una volta a colpire nel segno.
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La modalità 2D di Dragon Quest XI S.[/caption]
Conclusione: ce n'era bisogno? Forse...
Partiamo da un assunto: l'ennesima riproposizione di un successo come Dragon Quest XI, che aveva già ricevuto una riedizione un paio d'anni dopo l'uscita originale è sicuramente più una mossa commerciale che altro. Con gli stessi identici contenuti e nessuna reale novità, portare il gioco su Nintendo Switch 2 con un'edizione dedicata appare quantomeno singolare. C'è però da considerare che Dragon Quest XI condivide lo stesso destino di Persona 5, ovvero l'essere stato in grado di portare la saga su nuove vette e farla conoscere ed apprezzare ad un pubblico che prima di allora non aveva mai giocato ad un capitolo della serie. Questo porta con sé tanti lati positivi ma anche qualche lato negativo, come il voler sfruttare il più possibile questa fama. A chi è rivolto quindi Dragon Quest XI S? Probabilmente a chi non ha ancora avuto modo di giocarlo, a chi sta aspettando il lontanissimo Dragon Quest XII e gioca sempre in portabilità con Nintendo Switch 2. Certo, è disponibile anche la versione per Switch base del titolo, ma lo sviluppatore probabilmente punta a quella fetta di giocatori che vuole avere l'edizione più ottimizzata possibile.Dragon Quest XI S su Nintendo Switch 2 porta quindi con sé un carico di emozioni straordinario, frenato però da un lavoro di ottimizzazione tecnica non privo di sbavature. L'esperienza complessiva rimane comunque un capolavoro del genere, imperdibile per chiunque si avvicini per la prima volta a questo universo. Vi ricordo che Dragon Quest XI S è disponibile da oggi 24 settembre su Nintendo Switch 2.
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