Emirates conservava per 7 anni i dati dei passeggeri a ridotta mobilità
Il Garante Privacy ha pubblicato un provvedimento sanzionatorio nei confronti di Emirates. La vicenda parte dal reclamo di una passeggera a ridotta mobilità, alla quale è stato chiesto di inserire i propri dati sanitari nel modulo MEDIF (Medical information for fitness to travel or medical assistance). Nulla che non sia previsto dalla normativa, che consente alle compagnie aeree di raccogliere informazioni sullo stato dei passeggeri con particolari condizioni di salute o che hanno bisogno di assistenza da parte del personale per valutare l’idoneità al volo.
Il Garante dunque, dopo un confronto con l’ente nazionale per l’aviazione civile, l’ENAC, ha riconosciuto il diritto da parte di Emirates e delle altre compagnie di avere le informazioni contenute nel MEDIF per la sicurezza dei voli, ma ha rilevato principalmente due violazioni. La prima riguarda l’informativa sul trattamento dei dati. Ai passeggeri a ridotta mobilità di Emirates non venivano mostrate informazioni chiare sulle finalità del trattamento e sulle basi giuridiche che consentono alla compagnia di richiedere i dati, e anche sul periodo di conservazione delle informazioni.
La seconda criticità che il Garante Privacy ha contestato a Emirates e che ha portato alla sanzione riguarda proprio l’ultimo punto, e cioè il periodo di conservazione delle informazioni acquisite. È stato ritenuto eccessivo: i dati raccolti dal MEDIF vengono infatti conservati per 7 anni, un lasso di tempo sproporzionato, per il Garante, rispetto alla finalità, che è quella di verificare l’idoneità al volo. Non torna il fatto che per consentire uno spostamento che avviene “oggi” sia necessario conservare le informazioni per 7 anni.
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