Eolico, dimezzati i fondi per Augusta. Scerra: “Il Mezzogiorno paga ancora una volta”
Dimezzati i fondi destinati allo sviluppo della filiera italiana dell’eolico offshore nei porti di Augusta e Taranto. La dotazione complessiva passa dai 78,3 milioni di euro inizialmente previsti a 38,3 milioni, mentre per lo scalo megarese le risorse scendono da 49,8 a circa 24,3 milioni di euro. La rimodulazione è stata comunicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica alle due Autorità di sistema portuale e, secondo quanto riportato nella comunicazione ministeriale, è legata a «tagli lineari» sui capitoli di spesa del dicastero.
I due porti erano stati individuati nel 2025 come aree prioritarie per la realizzazione di hub cantieristici destinati a rafforzare la filiera nazionale delle energie rinnovabili marine. Il programma prevedeva interventi infrastrutturali, tra cui ammodernamenti, dragaggi e adeguamenti delle banchine, funzionali alle attività di produzione, assemblaggio e varo dei componenti per gli impianti eolici galleggianti.
Sul ridimensionamento interviene il deputato siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, questore della Camera, che parla di un investimento “dimezzato dai soliti tagli lineari” e sostiene che a essere maggiormente penalizzati siano ancora una volta gli interventi destinati al Mezzogiorno.
“Il caso dei porti di Augusta e Taranto è emblematico – afferma Scerra –. Le risorse complessivamente disponibili scendono da oltre 78 milioni a 38,3 milioni di euro. Per Augusta si passa dai 49,8 milioni inizialmente previsti a poco più di 24 milioni“.
Il parlamentare collega quindi la vicenda a una più ampia critica sulle politiche di finanziamento per il Mezzogiorno, citando, tra gli altri, i fondi FSC, il fondo di perequazione infrastrutturale e il credito d’imposta per il Mezzogiorno. Si tratta di valutazioni politiche espresse da Scerra, che contesta l’indirizzo seguito dal Governo e sostiene che il ridimensionamento rischi di incidere sulle prospettive di sviluppo industriale del Sud.
“Il disegno politico è ormai chiaro – sostiene il deputato –. Il Sud viene considerato soprattutto come un bacino di voti da riempire di illusioni, mentre quando arriva il momento di finanziare infrastrutture, sviluppo industriale e nuove filiere energetiche, le risorse possono essere ridimensionate“.
La questione riguarda ora anche la governance dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, attualmente commissariata. Scerra ritiene che la futura governance dovrà individuare nuove risorse per evitare che il ridimensionamento comprometta gli interventi programmati per Augusta.
Anche il commissario dell’Autorità portuale, Francesco Di Sarcina, ha definito il taglio “non una bella notizia“, spiegando che la comunicazione del Ministero fa riferimento a esigenze di contenimento della spesa e che sarà quindi necessario individuare altre risorse per gli interventi.
Il tema della governance resta dunque intrecciato a quello degli investimenti. Scerra richiama il lungo commissariamento dell’Autorità e critica i tempi della nomina del nuovo presidente, attribuendo la situazione a scelte politiche del centrodestra. Anche questa è una valutazione del parlamentare, che conclude chiedendo che nella futura scelta prevalgano, a suo giudizio, “competenza e merito“.
Il ridimensionamento arriva a poco più di un anno dal decreto interministeriale del luglio 2025 che aveva destinato 78,3 milioni di euro ai due scali, finanziati attraverso la riassegnazione dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO₂.
Per Augusta, quindi, la partita sull’eolico offshore si apre ora su un nuovo terreno: mantenere gli interventi previsti con una dotazione finanziaria sostanzialmente dimezzata oppure individuare risorse aggiuntive per riportare il progetto verso lo stanziamento originario.
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