Quanti orsi bruni marsicani ci sono in 6mila kmq di Appennino centrale? Tra 73 e 88

16 Luglio 2026 - 17:05
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Quanti orsi bruni marsicani ci sono in 6mila kmq di Appennino centrale? Tra 73 e 88

Sono tra 73 e 88 gli orsi bruni marsicani presenti negli oltre 6mila chilometri quadrati dell’Appennino centrale che costituiscono oggi l’areale di distribuzione della sottospecie. La stima puntuale è di 81 individui, 43 femmine e 38 maschi, secondo i risultati presentati oggi al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

Si tratta della prima stima realizzata sull’intero areale di distribuzione dell’orso bruno marsicano, una sottospecie endemica dell’Appennino centrale e gravemente minacciata di estinzione. Il lavoro nasce dal campionamento genetico condotto nell’estate 2025 e rappresenta la più estesa e sistematica attività di monitoraggio genetico mai svolta su questa popolazione.

Lo studio è stato finanziato attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito della misura M2C4 I.3.2 dedicata alla “Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette”, il cosiddetto DigitAP. Alla sua realizzazione hanno contribuito Mase, Ispra e decine di soggetti territoriali e scientifici: Parchi nazionali, Parchi e Riserve regionali, Reti di monitoraggio dell’orso marsicano, Regioni, Carabinieri forestali, associazioni ambientaliste e i soggetti privati incaricati della raccolta e dell’analisi genetica dei campioni biologici, l’Istituto di ecologia applicata e Bmr Genomics.

I risultati confermano il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la sua Zona contigua come il cuore dell’areale della specie. In quest’area il numero degli esemplari risulta sostanzialmente stabile o in leggero aumento rispetto alla stima del 2014, un dato importante per valutare l’efficacia degli interventi di conservazione realizzati negli ultimi anni.

Accanto al nucleo principale, emerge anche la presenza di circa 16 orsi nelle aree periferiche. È un segnale del processo di espansione in atto, ma anche del suo carattere ancora fragile: perché questa espansione possa consolidarsi, sarà decisiva la protezione dei corridoi ecologici, cioè le aree che permettono la connessione tra territori idonei alla presenza dell’orso.

La nuova stima non offre dunque soltanto un aggiornamento numerico. Fornisce anche indicazioni utili per orientare le prossime azioni di conservazione. Le aree periferiche risultano idonee a ospitare una presenza stabile e più ampia della specie, ma il loro ruolo sarà condizionato dalla frammentazione dell’habitat, dal degrado dei pochi corridoi ecologici ancora esistenti tra centro e periferia e dalla necessità di conciliare la presenza dell’orso con le attività umane e produttive.

Proprio nelle aree esterne al nucleo principale, infatti, la convivenza tra conservazione della fauna, comunità locali, infrastrutture e usi del territorio diventa più complessa. Per questo i risultati rafforzano l’importanza del coinvolgimento di Regioni, Carabinieri forestali e aree protette nell’attuazione del Piano d’azione per l’orso marsicano, il Patom.

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