Ridurre di due terzi la dipendenza dal gas e dimezzare quella dal petrolio entro il 2040: pronto il piano di elettrificazione Ue

Oltre alla revisione dell’Ets, domani la Commissione europea dovrebbe presentare l’Electrification action plan, l’iniziativa per progettata per accelerare la transizione energetica annunciata ormai più di un anno fa dal Clean industrial deal e dall’Affordable energy action plan. Dopo numerosi slittamenti registrati negli ultimi mesi, in queste ore sta circolando una bozza di questo piano da cui emerge con nettezza la volontà dei vertici comunitari di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili attraverso l’elettrificazione. E il motivo è semplice: come spiegano gli esperti del think tank italiano per il clima Ecco, che hanno esaminato il documento messo a punto a Bruxelles, le tecnologie elettriche sono di gran lunga più efficienti rispetto alle alternative convenzionali fossili, perché possono tagliare i costi dei consumi energetici fino al 60% nel riscaldamento domestico e fino al 78% nella mobilità privata, e trasferire i benefici della decarbonizzazione e della generazione elettrica a tutta l’economia.
Nella bozza del Piano europeo sull’elettrificazione si individuano cinque barriere che oggi frenano questo processo: il divario di prezzo tra elettricità e fossili; gli elevati costi di capitale delle tecnologie elettriche; i colli di bottiglia sulle reti; i limiti tecnologici e la necessità di innovazione degli usi non ancora elettrificabili (per esempio, trasporto a lunga distanza, processi industriali); la necessità di sviluppare e rafforzare l’intera filiera industriale europea di queste tecnologie, dall’accesso ai materiali alla capacità manifatturiera, dalla manodopera qualificata alla capacità di stimolare la domanda. Come sottolineano sempre gli esperti di Ecco, tra queste barriere, la prima, considerata la più determinante dalla stessa Agenzia internazionale per l’energia è il rapporto tra il costo dell’energia elettrica e quello dei combustibili fossili a parità di utilizzo, che oggi sfavorisce il passaggio all’elettrico in gran parte d’Europa. L’elettricità costa infatti alle imprese europee quasi tre volte rispetto al gas.
Per questo nel piano messo a punto a Bruxelles si fissa come obiettivo quello di sviluppare 100 GW all’anno di nuove rinnovabili fino al 2030, quello di sviluppare circa 200 GW di capacità di stoccaggio al 2030 e quello di adottare una proposta legislativa per riequilibrare il rapporto di prezzo tra elettricità e gas intervenendo sulla tassazione, con l’obiettivo di portare il rapporto a un tetto di 2,5 per le famiglie e 2 per l’industria entro il 2030. Per le imprese italiane tale rapporto è oggi intorno al 3,5. «Ribilanciare il peso fiscale serve a costruire una fiscalità energetica coerente nel prelievo, giusta ed equa per i consumatori e capace di raccogliere le risorse per abilitare e promuovere gli investimenti privati nell’elettrificazione», scrivono gli esperti di Ecco. «È su questo che si misurerà la capacità del Piano di influire sull’economia reale e, nella fase di implementazione, la volontà degli Stati membri di rilanciare il processo di elettrificazione, ormai stagnante da diversi anni».
Per il settore residenziale, l'obiettivo della Commissione è raddoppiare il tasso di installazione delle pompe di calore al 2030 rispetto al 2025, attraverso incentivi per chi produce le pompe e per chi le installa e obblighi per gli edifici pubblici.
Per il settore industriale (quasi un quarto della domanda energetica dell'Ue), la Commissione propone di rafforzare l'uso delle risorse Ets per la decarbonizzazione industriale, la creazione di una Industrial Decarbonisation Bank, il lancio di una seconda Industrial Heat Auction nell'ambito dell'Innovation Fund nel 2026.
Per il settore dei trasporti, che rappresenta un terzo dell'energia consumata in Europa, la Commissione propone la revisione della Clean Vehicles Directive per gli appalti pubblici, tassazione favorevoli alle flotte aziendali elettriche, programmi di social leasing finanziati con Ets e Fondo sociale per il clima. Come sottolineano gli esperti di Ecco sul tema trasporti, un quadro di azione coerente con l’impostazione europea è ciò che ancora manca all’Italia: «Sul piano regolatorio, il Governo continua a chiedere la revisione degli standard CO₂, principale motore dell’elettrificazione dei trasporti, promuovendo in alternativa i biocarburanti, che non riducono la dipendenza dai combustibili fossili». Inoltre, «non è stato ancora affrontato il peso di tasse e oneri sull’elettricità per la ricarica, che erode sensibilmente il vantaggio economico di guidare elettrico».
La conclusione degli esperti di Ecco circa la bozza di piano che sta circolando in queste ore è che «la direzione è chiara e positiva: ridurre di due terzi la dipendenza dal gas e dimezzare quella dal petrolio entro il 2040, sostenuta da un tasso di elettrificazione adeguato a questo obiettivo – anche se il numero preciso, per ora, resta da definire». Scrivono anche i ricercatori del think tank che «tale obiettivo non dovrebbe avere solo valore politico, ma dovrebbe essere inserito nella legislazione come parte del pacchetto Energy Union per il decennio a venire, atteso nel quarto trimestre 2026, segno che l’ambizione dichiarata oggi è pensata per diventare, in tempi rapidi, un obbligo vincolante». Detto questo, viene aggiunto: «Restano però ancora molti termini che lasciano il dibattito aperto “esploreremo”, “valuteremo”, “sosterremo”. Si dovrà, quindi, capire, nei prossimi mesi, come questo orientamento si tradurrà in proposte legislative operative e vincolanti, e come la Commissione europea e gli Stati membri sapranno tradurlo in pratica. A partire, prima di tutto, dal nodo del prezzo dell’energia».
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