Mercato elettrico: a giugno il Pun supera i 130 €/MWh, ma al sud e nelle isole il prezzo crolla nelle ore di sole

16 Luglio 2026 - 17:05
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Mercato elettrico: a giugno il Pun supera i 130 €/MWh, ma al sud e nelle isole il prezzo crolla nelle ore di sole

A giugno il Prezzo unico nazionale (Pun), ovvero il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, ha superato i 130 euro al MWh, ma al sud e nelle isole il prezzo è crollato nelle ore di sole. Il dato è contenuto nell’analisi di Italia Solare riguardo il periodo marzo-giugno 2026 - contenuta nel nuovo report trimestrale dedicata al mercato elettrico – in cui si evidenzia il primato italiano in Europa per prezzi spot dell'energia in Europa e il fatto che i prezzi zonali sono appunto inferiori a 20 €/MWh fino al 10% delle ore del trimestre nelle zone Sud, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Il monitoraggio internazionale effettuato dall’associazione del settore fotovoltaico conferma che l’Italia mantiene costantemente l’andamento del prezzo mensile dell'energia più elevato d’Europa rispetto ai mercati di riferimento come Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Norvegia e Svezia. Questo differenziale strutturale (o delta prezzi) è storicamente legato al mix energetico nazionale, caratterizzato da un’elevata dipendenza dalle importazioni di gas naturale per la copertura della quota termica flessibile del carico, diversamente da mercati che beneficiano di un volume cumulato di rinnovabili che abbassa i prezzi spot dell’energia.

Sul fronte interno, l’andamento del Pun Index, dopo il valore medio del mese di marzo pari a 143 €/MWh, ha mostrato una riduzione nei mesi di aprile e maggio, con un valore medio di 119 €/MWh in entrambi i mesi, dovuta principalmente all’effetto congiunto di crescita della produzione fotovoltaica e riduzione della domanda di energia. Successivamente, l’arrivo del caldo che ha spinto al rialzo la domanda di energia ha impattato sul Pun Index, il quale durante il mese di giugno ha registrato appunto un valore medio pari a 131 €/MWh.

Spiegano gli autori dell’analisi che l’effetto della produzione solare si è riflettuto direttamente sulla frequenza di ore caratterizzate da prezzi sul Mgp (Mercato del giorno prima) nulli, o estremamente contenuti, nel corso del trimestre:

Per quanto riguarda il Prezzo zonale (Pz) uguale a 0 €/MWh nel Q2 2026, le zone Sud, Calabria e Sicilia hanno registrato ben 106 ore complessive a prezzo zero (il 4,9% del totale del periodo), seguite dalla Sardegna con 74 ore (3,4%). Al Nord e Centro-Nord il fenomeno è rimasto marginale (13 ore). Il mese più impattato è stato maggio (83 ore a zero al Sud/Isole). Il record assoluto del trimestre è stato toccato il 12 maggio 2026, quando nelle zone Sud e Sicilia il prezzo dell'energia è rimasto azzerato per ben 9 ore consecutive nell'arco della giornata (dalle 10 alle 18).

Estendendo la soglia a valori inferiori o uguali a 20 €/MWh, le ore salgono a 215 al Sud, Calabria e Sicilia (il 10% del totale del trimestre), a 192 ore in Sardegna e a 94 ore al Nord.

Il 100% di queste ore a prezzo minimo o nullo si concentra esclusivamente nella fascia diurna di presenza del sole. Non si è registrato nemmeno un singolo caso nelle ore notturne: tutti i prezzi orari con un valore 20 €/MWh sono stati registrati fra le 10:00 e le 18:00, con il picco massimo nella fascia di massimo irraggiamento tra le 12 e le 16, che per le zone Calabria, Sud e Sicilia conta 159 delle 215 ore del trimestre caratterizzate da un prezzo inferiore a 20 €/MWh. Di riflesso, gli spread zonali mensili, ovvero le differenze tra i prezzi zonali medi mensili e il Pun Index, che rappresenta la media ponderata di tutti i prezzi zonali, sono risultati ampiamente negativi al Sud e nelle Isole, avvicinandosi ai minimi storici proprio a maggio (con la Sardegna a -8,57 €/MWh e la Sicilia a -7,72 €/MWh rispetto al Pun Index).

«I prezzi a zero nelle ore di produzione fotovoltaica iniziano ad essere parecchi, è la dimostrazione del beneficio che deriva dall’aumento di offerta consentito dal fotovoltaico stesso, ma chiaramente per gli impianti senza incentivi può essere un problema, poiché si rischia di vedere un collasso dei prezzi catturati dal solare già nel 2027. Il ruolo dei BESS (Battery Energy Storage System) sarà decisivo, ma in prospettiva anche una gestione più attiva dei profili di consumo sarà importante», commenta Stefano Cavriani, co-coordinatore del Gruppo di lavoro Mercati di Italia Solare.

Proseguendo nella consultazione dell’analisi l’indicatore del Solar Captured-Price (Scp) evidenzia il valore medio dell’energia elettrica nelle ore di produzione del solare, mostrando variazioni legate alla stagionalità della produzione e alla domanda di energia. Nel mese di maggio, in coincidenza con l’incremento dell’irraggiamento, si è registrato uno scostamento più marcato tra il Solar Captured-Price e il prezzo medio base-load, ovvero il prezzo medio calcolato considerando tutte le ore della giornata: in Sardegna, a fronte di un prezzo medio base-load di 110,78 €/MWh, il SCP si è attestato a 64,8 €/MWh, pari al 58% del valore medio base-load; in Sicilia, il Scp è stato di 66,3 €/MWh (il 59% del prezzo medio base-load di 111,63 €/MWh); nelle zone Sud e Calabria, l'indicatore ha registrato un valore di 66,9 €/MWh, equivalente al 60% del prezzo medio base-load.

A giugno, il generale rialzo dei prezzi all’ingrosso su scale nazionale ha impattato sul Scp, che ha registrato un allineamento più prossimo ai valori medi base-load, attestandosi all'84% nella zona Nord (112,4 €/MWh rispetto a un base-load di 133,7 €/MWh), all'80% nel Centro-Sud e al 73% in Sardegna (92,4 €/MWh rispetto a un base-load di 125,7 €/MWh). Ad aprile, infine, il Scp è stato pari al 79% al Nord (97,7 €/MWh) e tra il 68% e il 73% nelle restanti zone di mercato.

«Dal report appaiono evidenti i ‘problemi’ legati allo spread zonale e al captured price del solare. Come risposta diventa centrale il ruolo dell’accumulo e della gestione congiunta (fisica o virtuale) di batterie e fotovoltaico. In questo senso, la figura del trader è abilitante per la stabilizzazione dei ricavi: ottimizzazione delle batterie sui mercati e possibilità di strutturare PPA con profili ibridi FV+BESS bancabili», commenta Silvia Barenghi, co-coordinatrice del Gruppo di lavoro Mercati di Italia Solare.

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