Fake news e non solo, la guerra ai «mulini a vento» avviata da Trump negli Usa si diffonde anche in Europa

La battaglia di Donald Trump contro quelli che il presidente Usa definisce sprezzantemente «mulini a vento» va decisamente male a livello giuridico in America ma fa proseliti in Europa. Mentre il Vecchio continente è alle prese con una crisi energetica innescata dai bombardamenti statunitensi e israeliani contro l’Iran, si stanno diffondendo tra le capitali europee una narrazione politica di matrice populista e di destra insieme a una capillare rete di fake news tese a dimostrare una serie di criticità relative all’energia eolica. Secondo quanto osservato da Politico, sta prendendo piede nell’Unione europea una strategia di ostilità verso le turbine che ricalca i toni polemici del presidente americano. Le dimensioni che sta assumendo il fenomeno stanno diventando sempre meno di nicchia e una nuova bandiera ideologica viene sventolata sempre più insistentemente da forze politiche e movimenti sovranisti. In Paesi come la Francia e la Germania, diversi esponenti politici cavalcano il malcontento presente in diverse zone rurali, descrivendo le pale eoliche come strumenti dell’«arroganza delle élite urbane» e come una «deturpazione» dell’identità paesaggistica nazionale. La battaglia per la difesa del paesaggio diventa così un pretesto per alimentare uno scontro culturale più ampio contro la transizione energetica e le politiche green della Commissione europea.
Il fenomeno sta diventando così diffuso che WindEurope gli dedica un approfondimento ad hoc, sottolineando come questa spinta politica contro l’energia eolica sia sorretta da un apparato di disinformazione digitale estremamente capillare. WindEurope è la principale associazione di settore europea e spiega che non siamo di fronte a dubbi spontanei dei cittadini, ma a timori ingiustificati e inculcati con una strategia di disinformazione ben preciso. Una strategia, tra l’altro, che come si può facilmente capire in questi mesi di crisi energetica dovuta al blocco dello Stretto di Hormuz rappresenta un pericolo concreto per la stabilità economica e la resilienza energetica europea.
«La disinformazione e la diffusione di informazioni errate sono diventate un rischio sistemico per la sicurezza, la competitività e la capacità di agire dell’Europa», scrivono gli esperti di WindEurope. «Narrazioni false e fuorvianti, diffuse in modo coordinato, distorcono il dibattito pubblico, minano la fiducia nei processi decisionali democratici e rallentano la diffusione di fonti energetiche locali e accessibili proprio nel momento in cui l’Europa ne ha urgente bisogno».
Il report diffuso dall’associazione evidenzia l’evoluzione intrapresa dalle tesi complottiste anti-eolico: oggi, viene rilevato, non si contesta solo l’impatto visivo, ma si diffondono falsità sulla presunta inaffidabilità della rete elettrica e sullo smaltimento delle pale, omettendo che la stragrande maggioranza dei componenti di un aerogeneratore è già perfettamente recuperabile. L’effetto di queste narrazioni si sta dimostrando in molti casi paralizzante: numerosi investimenti miliardari restano bloccati nei tribunali a causa di contestazioni di più o meno corposi movimenti ma che comunque sono prive di fondamento scientifico e però finiscono per allungare a dismisura i tempi burocratici per l’avvio dei cantieri.
Tra l’altro, le implicazioni geopolitiche di questo scetticismo indotto non sono di poco conto. In questa fase in cui l’Europa lavora per affrancarsi dalla fornitura di idrocarburi russi, il sabotaggio informativo dell’eolico funge da zavorra, costringendo il continente a restare ancorato ai combustibili fossili stranieri. WindEurope ammonisce che senza una difesa rigorosa della verità scientifica e una maggiore trasparenza, l’Europa rischia di cedere il passo alla concorrenza asiatica, perdendo il controllo sulle tecnologie del futuro. Contrastare la diffusione di queste fake news non è dunque solo una priorità ecologica, ma una necessità per garantire all’industria europea prezzi energetici bassi e prevedibili, fondamentali per la competitività globale dell’Ue.
Scrivono gli esperti di WindEurope: «Le conseguenze concrete sono gravi. La disinformazione e le informazioni errate stanno minando la certezza del mondo imprenditoriale, aumentando il rischio di investimento e paralizzando il processo decisionale politico. In tutta Europa, progetti eolici del valore di miliardi di euro sono stati rinviati o cancellati a seguito di campagne basate su affermazioni esagerate o false. Le conseguenze della mancata realizzazione di questi parchi eolici sono: prezzi dell’elettricità più elevati per i consumatori, perdita di posti di lavoro, indebolimento delle catene del valore industriali e un rallentamento della transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili importati».
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)