Famiglie al centro dell’azione del governo. Giorgetti: “Misure concrete anche nella prossima manovra”

18 Giugno 2026 - 10:48
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Famiglie al centro dell’azione del governo. Giorgetti: “Misure concrete anche nella prossima manovra”

La linea passa da una domanda semplice: chi governa il cambiamento, l’uomo o la macchina? Al Terzo Festival dell’Umano tutto Intero, promosso dal network Ditelo sui Tetti al Pio Sodalizio dei Piceni di Roma, il centrodestra di governo prova a tenere insieme tecnologia, famiglia, welfare, natalità e fragilità dentro un’unica cornice culturale: l’innovazione non può diventare una delega in bianco, la spesa pubblica non può perdere di vista i nuclei familiari, la società non può ridursi a prestazione individuale. A fissare il perimetro è Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. «Servono regole che impediscano alla macchina di dominare l’uomo, come una certa impostazione ideologica dell’Ai rischia di fare. Credo che non ci sia nessuna Nazione che abbia al momento un sistema di regole così completo e organico come l’Italia», afferma.

Regolare l’Ai

Mantovano richiama la responsabilità assunta da governo e Parlamento con la Legge 132 e con i due decreti attuativi varati nei giorni scorsi. Il punto, spiega, non è frenare lo sviluppo, ma governarlo nelle materie più sensibili. «Il tema dei valori è fondamentale per decidere chi domina chi. Se l’intento è di delegare, allora si rischia di essere dominati. Se invece si vuole usare lo strumento, che ha delle controindicazioni, allora si è sulla buona strada». Regolare l’intelligenza artificiale, in questa lettura, significa evitare che scuola, lavoro, sanità, informazione e decisione pubblica finiscano dentro automatismi opachi.

Sulla stessa linea Arianna Meloni, capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fratelli d’Italia. «Ci troviamo in un tempo in cui la tecnologia rischia di prendere il sopravvento, per cui la società e la comunità diventano più centrali che mai: sono le basi da cui ripartire». Da qui il richiamo alla solitudine, al calo delle nascite, alla fragilità delle relazioni e alle difficoltà dei genitori a crescere i propri figli: «Lo percepiamo soprattutto nel calo delle nascite: ciononostante le persone non hanno mai smesso di cercare legami autentici. In questo mondo c’è voglia di senso di appartenenza. Ma la politica da sola non basta, servono le associazioni, il volontariato, le famiglie. Ovvero chi crea solidarietà. Lo ritroviamo nella scelta di San Francesco di non costruire un percorso isolato, ma un percorso fatto di comunità».

Il governo, sostiene, ha scelto di stare al fianco di chi opera sui territori, anche attraverso la riforma per gli anziani, «considerandoli non un problema da gestire ma una risorsa». È così che «nasce il bene comune, da persone che decidono di occuparsi di altre persone».

La famiglia nella prossima manovra

Subito dopo viene il capitolo dei conti, che decide la distanza tra intenzione politica e misura concreta. In videocollegamento, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lega la prossima legge di Bilancio all’evoluzione dello scenario internazionale. Se la situazione «dovesse risolversi in senso positivo», osserva, «si aprirebbero degli spazi significativi da poter utilizzare nei confronti della politica della famiglia che è una costante della nostra azione in questi anni di governo».

Il titolare del Tesoro non promette svolte improvvise. Rivendica piuttosto una traiettoria graduale: «Ogni anno abbiamo questo punto all’ordine del giorno nel governo che riguarda la famiglia. Ogni anno facciamo un passo, non il passo decisivo ma un passo avanti in una situazione di finanza pubblica sempre complicata, perché stiamo faticosamente uscendo dall’emergenza e sempre una nuova emergenza si para innanzi». Natalità, detrazioni, Isee e quoziente familiare restano sul tavolo. La notizia? In manovra, «ci saranno altre misure a favore delle famiglie».

Il lavoro che unisce

La famiglia, però, non entra nel dibattito soltanto dalla porta della manovra. Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, la collega direttamente alla contrattazione, al lavoro e alla tenuta sociale del Paese. «La famiglia deve tornare al centro: non come slogan, ma come criterio concreto di valutazione delle politiche pubbliche e contrattuali», sottolinea. Il punto, nella sua impostazione, non è difendere il welfare così com’è, ma ripensarlo attorno ai bisogni reali.

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