Finale Mondiali 2026, Milei resta a casa per scaramanzia: Sánchez sarà invece al MetLife Stadium

17 Luglio 2026 - 14:20
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La finale dei Mondiali 2026 tra Argentina e Spagna, in programma domenica al MetLife Stadium nel New Jersey, vedrà la presenza di numerose autorità internazionali. Ma se il premier spagnolo Pedro Sánchez sarà regolarmente in tribuna d’onore, il presidente argentino Javier Milei ha deciso di non volare negli Stati Uniti.

Il motivo? La scaramanzia.

Milei: “Continuerò a guardare la partita da casa”

Il presidente argentino ha confermato che seguirà la finale dalla residenza presidenziale di Olivos, alle porte di Buenos Aires, esattamente come ha fatto durante tutte le precedenti sette partite disputate dall’Albiceleste nel torneo.

“Assolutamente no”, ha risposto Milei quando gli è stato chiesto se avrebbe raggiunto il New Jersey per assistere alla finale insieme al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al presidente della FIFA Gianni Infantino.

“Continuerò a guardare tutte le partite da Olivos.”

Il capo dello Stato ha ammesso senza esitazioni che la sua scelta è dettata dalla superstizione.

La giacca della fortuna

Milei ha raccontato anche uno dei suoi rituali scaramantici.

“Fa freddo e non accendo il riscaldamento. Indosso una giacca con il logo di una compagnia petrolifera. Durante la partita contro la Svizzera mi faceva troppo caldo, me la sono tolta e l’Argentina ha subito un gol. L’ho rimessa e da quel momento non l’ho più tolta”.

La stessa giacca sarà quindi indossata anche durante la finale contro la Spagna.

Le “cábalas”, una tradizione tutta argentina

In Argentina la superstizione legata al calcio è quasi una tradizione nazionale.

Le cosiddette cábalas rappresentano una serie di rituali che molti tifosi seguono rigorosamente nella convinzione che possano influenzare il risultato della partita.

C’è chi guarda ogni incontro sempre dallo stesso posto, chi indossa gli stessi vestiti per tutto il Mondiale senza lavarli, chi ripete identici gesti prima del fischio d’inizio e persino chi evita di cambiare posizione durante la partita.

In queste settimane è diventato virale anche il video di un gruppo di tifosi che ha iniziato a leggere la Bibbia proprio mentre l’Argentina segnava un gol: da quel momento hanno ripetuto il rito in ogni successiva partita.

Anche i presidenti argentini evitano la “mufa”

La prudenza dei presidenti argentini nelle partite decisive dei Mondiali non nasce oggi.

La tradizione risale al 1990, quando l’allora presidente Carlos Menem fece visita alla Nazionale poco prima della clamorosa sconfitta all’esordio contro il Camerun.

Da quel momento Menem venne considerato “mufa”, ovvero portatore di sfortuna.

Da allora nessun presidente argentino in carica ha assistito dal vivo a una partita della Selección durante un Mondiale, preferendo seguire la squadra a distanza.

Sánchez sarà al MetLife Stadium

Di segno opposto la scelta del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, il premier assisterà alla finale dal palco VIP del MetLife Stadium.

Nell’area d’onore saranno presenti anche la famiglia reale spagnola, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e numerose autorità internazionali.

La presenza di Sánchez assume anche un significato politico, considerando i noti contrasti che negli ultimi anni hanno caratterizzato i rapporti tra il premier spagnolo e Donald Trump.

Domenica sera, però, la scena sarà tutta per il calcio: da una parte la Spagna, alla ricerca del titolo mondiale, dall’altra l’Argentina campione in carica, che proverà a confermarsi sul tetto del mondo… con l’aiuto, almeno secondo Javier Milei, anche della scaramanzia.

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