Fusione nucleare: miliardi investiti, ma le centrali restano lontane

19 Settembre 2026 - 14:55
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Fusione nucleare: miliardi investiti, ma le centrali restano lontane

C'è un argomento che ci affascina tantissimo, quello della fusione nucleare, e visto che da anni si dice che rappresenterà la vera rivoluzione energetica una volta che verrà domata, cerchiamo di seguirne ogni sviluppo. Di passi in avanti ne sono stati fatti tantissimi, e sicuramente ha superato una soglia che per decenni sembrava quasi irraggiungibile.

Oggi sappiamo accendere reazioni capaci di liberare enormi quantità di energia, ma tra ottenere la fusione in laboratorio e collegare una centrale alla rete elettrica c'è ancora un abisso tecnologico. Nonostante tutti gli investitori sembrano disposti ad attraversarlo e nei primi otto mesi del 2026 le startup del settore hanno raccolto circa 3,2 miliardi di euro, mentre aziende come Helion puntano addirittura a fornire elettricità entro il 2028. Ma cosa manca davvero per riuscire in questo intento?

Per capirlo vi basta pensare al risultato ottenuto nel 2022 dal National Ignition Facility, quando il combustibile ricevette energia sufficiente a produrre 3,15 megajoule attraverso la fusione, superando quella direttamente fornita al bersaglio. Tuttavia, per alimentare i 192 laser dell'impianto furono però necessari circa 422 megajoule di elettricità. Capite bene che una centrale deve invece produrre più energia elettrica di quanta ne consumi l'intero sistema, ma questo è soltanto il primo ostacolo.


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