Geely e Zeekr al Salone dell’Auto di Torino, stessa casa madre e due filosofie quasi agli antipodi

Stessa casa madre, la cinese Geely Holding, due filosofie divergenti ma complementari: da una parte Geely, il marchio popolare che porta la tecnologia alla portata di tutti; dall’altra Zeekr, la sua costola premium, che corre con Tesla e i marchi tedeschi sul terreno del lusso elettrico. A rappresentare entrambi in Italia è Jameel Motors, distributore ufficiale dei due brand nel nostro Paese: al Salone Auto Torino 2026 Marco Santucci, Managing Director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, ci ha guidato a scoprire le due facce di questa medaglia.
Jameel Motors è un distributore internazionale indipendente, attivo in oltre dieci Paesi tra Medio Oriente, Europa, Africa, Asia e Oceania, che porta sul mercato marchi come Toyota, Lexus, BYD, GAC Motor, MG Motor, Changan e, appunto, Geely e Zeekr. In Italia il gruppo ha introdotto Geely poco più di un anno fa, con i SUV EX5 e Starray; Zeekr è arrivato più di recente, nel febbraio 2026, come costola premium della stessa galassia. A un anno dal debutto di Geely e a pochi mesi da quello di Zeekr, il Salone Auto Torino 2026 diventa l’occasione per fare il punto su entrambi i progetti.
La novità più rilevante, per Geely, è la nuova E2, «la regina delle utilitarie» secondo la definizione di Santucci: una vettura di appena quattro metri che, con un prezzo di listino intorno ai 20.000 euro, promette «comfort, dimensioni, sicurezza e qualità di macchine di categorie superiori». La E2 ha inoltre ottenuto le cinque stelle nei test di sicurezza Euro NCAP, superando i severi controlli previsti dal nuovo protocollo 2026. Le consegne in Italia, spiega Santucci, partiranno «a ottobre, o inizio novembre».
Guardando più avanti, Geely mostra a Torino anche la KO11, primo SUV All-Terrain Hardcore del marchio, dotato di intelligenza artificiale: un fuoristrada dalle linee grintose, molto apprezzato dal pubblico di Torino, e che arriverà sul mercato italiano «alla fine dell’anno prossimo, all’inizio del 2028». Più che una novità commerciale imminente, una dichiarazione d’intenti sulla direzione della gamma.
Sul fronte Zeekr, il marchio premium del gruppo, i riflettori sono puntati sulla 7GT, «l’ultima della gamma attuale», la cui commercializzazione, spiega Santucci, «comincia proprio in questi giorni», accanto ai già noti Suv 7X e X. Un posizionamento che il gruppo, dopo l’ingresso in Italia a febbraio, intende consolidare passo dopo passo.
Per entrambi i brand, sottolinea Santucci, l’Italia è «un mercato strategico»: «è il secondo mercato d’Europa a livello di dimensioni, e pertanto importante». Ma per Geely conta anche altro: «il consumatore italiano ama la bellezza, ama il prodotto bello», tanto che il gruppo ha scelto proprio l’Italia — e Milano — per uno dei cinque centri di design del marchio nel mondo.
Sull’elettrico Santucci è cristallino: il vero limite dell’Italia, a suo parere, non è tecnico ma culturale. «Siamo il Paese con il più alto numero di colonnine rispetto alle auto elettriche circolanti, abbiamo una rete autostradale ormai perfettamente elettrizzata, con centri di ricarica ad alta potenza» (dato confermato dal report Le infrastrutture di ricarica a uso pubblico in Italia, curato da Motus-E con GSE e RSE: a inizio 2026 l’Italia risulta prima tra i grandi mercati europei nel rapporto tra punti di ricarica pubblici e veicoli elettrici circolanti, con un punto ogni 6 auto elettriche contro 1 ogni 8,3 in Francia, 1 ogni 10,7 in Germania e 1 ogni 16,6 nel Regno Unito — ndr), «per cui chi oggi vuole provare l’elettrico non ha alcun tipo di problema. Però c’è una resistenza mentale e culturale abbastanza importante, e rischiamo di perdere un po’ il treno rispetto ad altri Paesi che stanno accelerando», Francia e Germania su tutti, dove le immatricolazioni di elettrico continuano a crescere mese su mese.
Anche la diffusione di brand cinesi molto diversi tra loro, secondo Santucci, può contribuire a questo cambiamento culturale: pur avendo alcuni puntato inizialmente su motorizzazioni termiche per penetrare il mercato europeo, la maggior parte di questi marchi propone oggi quelli che lui chiama i NEV, i New Energy Vehicles, dai motori elettrici puri ai plug-in e range extender di ultima generazione, che oggi raggiungono «percorrenze superiori ai 1.000 km combinati» — numeri che aiutano, dice, a «semplificare la vita, piuttosto che complicarla».
Chiamato a sintetizzare la filosofia dei due marchi, Santucci sceglie parole diverse per ciascuno. Geely, dice, è «l’essenza del rinascimento tecnologico»: l’unione tra arte — il design, «con un Italian Flair» — e scienza, cioè una tecnologia «che si adatta al guidatore» invece del contrario, resa accessibile a un prezzo «anche il 50% inferiore» rispetto a un prodotto europeo o americano di pari categoria, «senza rinunciare a qualità e sicurezza». Zeekr, che condivide lo stesso gruppo, ne rappresenta invece l’anima più spinta: «prendi Geely e amplificala all’ennesima potenza in termini d’innovazione», la definisce il manager, facendone un marchio che diventa il portabandiera del gruppo in quanto a design e tecnologia.
Quando si parla dell’innovazione tecnologica, Santucci non ha dubbi: più che un singolo dispositivo, ciò che fa la differenza sono i tempi di reazione. Racconta l’esempio dei sistemi ADAS, difficili da disattivare sulle prime vetture arrivate in Italia un anno fa: «Ho segnalato il problema. Nel brand occidentale dove ho lavorato in passato ci sarebbe voluto almeno un anno per implementare la modifica», ricorda, «qui è arrivata in un mese». La stessa velocità, aggiunge, ha permesso a una vettura come la Zeekr 7X di imparare a parcheggiarsi da sola nel giro di poche settimane di aggiornamenti software: «l’innovazione vera sta nei tempi di reazione».
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