Google porta i chip AI nello spazio: test con SpaceX il 1° ottobre
La fame di energia dell’intelligenza artificiale sta spingendo i data center a crescere, ma per farlo bisogna prendere in considerazione nuove modalità di alimentazione, e anche nuovi posti in cui provare a realizzare queste strutture . Se pensiamo che alimentare migliaia di chip sia già complicato sulla Terra, portarli nello spazio sembra un modo ancora più difficile di affrontare il problema.
Eppure ci sarebbero dei vantaggi non da poco, perché lassù i pannelli solari potrebbero ricevere luce per gran parte del tempo, senza nuvole a interromperla. Questa è l’idea dietro Project Suncatcher, e stando alle informazioni riportate da The Verge, Google prevede di lanciare il 1° ottobre un satellite con a bordo le proprie TPU e i processori progettati per accelerare i calcoli dell’AI. Il volo, su un razzo Falcon 9 di SpaceX, servirà a osservare come i chip resistono al lancio, alle radiazioni e alle forti variazioni di temperatura.
Definirlo un data center orbitale è sicuramente troppo, si tratta infatti più correttamente di un test sull'hardware, ma il nodo più curioso è il calore. Lo spazio è freddo e qualcuno potrebbe pensare che sia un bene, ma in realtà nel vuoto non c’è aria che possa portarlo via come avviene in un computer terrestre. Google vuole provare tubi che trasferiscono il calore dai chip a radiatori capaci di disperderlo nello spazio. Nella configurazione descritta a The New York Times, i processori potrebbero funzionare per circa 15 minuti prima di doversi fermare per raffreddarsi, e questo sarebbe un limite enorme per un’infrastruttura che dovrebbe lavorare senza sosta. I
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